Evenoire: Il lago, l'alchimista e il flauto!

Evenoire

Lisy Stefanoni

Alessandro Gervasi

Toshiro Brunelli

Marco Binotto

Daniele Foroni

Evenoire

A pochi giorni dall'esordio con l'ottimo Vitriol mi ritrovo a fare due chiacchere con Lisy Stefanoni, voce e flauto nella formazione cremonese degli Evenoire. Eccovi le sue parole.

Ciao Lisy, benvenuta sulle pagine di Metal.it. Raccontaci un po’ della band, delle sue origini e del nome.
Ciao Salvatore, è un piacere essere ospitati sul vostro portale!
La band nasce a fine 2006: io, Marco, Alessandro e Daniele ci conoscevamo già, anche perché Cremona è piccola e i musicisti non sono molti. Inizialmente non c’era l’idea di portare avanti un progetto così serio, è nata un po’ per gioco, siamo partiti dalle cover ma ci siamo immediatamente resi conto di quanto ci piacesse comporre e suonare la nostra musica, e poco a poco si è delineata la direzione da seguire. A fine 2008 abbiamo realizzato il primo EP autoprodotto I will stay e nel corso di questi anni abbiamo suonato in parecchi contesti del Nord Italia, girando un po’ tutti i locali e prendendo parte a aventi importanti come il festival ligure Autunnonero. La composizione di Vitriol ci ha preso due annetti, abbiamo preferito andare con calma e curare tutti i dettagli, continuando nel frattempo a promuovere la band live. A marzo 2011 siamo entrati in studio ai Dreamsound di Monaco di Baviera per registrare il debut con Mario Lochert e Jan Vacik, fonici e musicisti di alto livello che han lavorato con band quali Graveworm, Visions of Atlantis, Kamelot, Edenbridge, Evergrey; a ottobre 2011 si è concluso il mix e a gennaio 2012 abbiamo firmato con Scarlet.
Il nome è l’insieme del termine inglese “even” e del francese “noire”, suonava bene e si presta a descrivere la nostra proposta: “anche nera”, perché la nostra musica, pur avendo tinte oscure e atmosfere dark, è anche piena di colore e di molteplici influenze.

Qualche parola sui tuoi compagni di viaggio?
Marco Binotto, bassista, è il compositore della band, si occupa di scrivere la parte musicale che poi arrangiamo tutti insieme: ha orizzonti musicali molto ampi, grande amante del prog anni 70 e di band quali Tool, Porcupine Tree, Opeth, Caravan, Therion. Io e Alessandro Gervasi (chitarrista) ormai suoniamo insieme da una vita, ci siamo conosciuti più o meno 10 anni fa e insieme abbiamo suonato in cover band, progetti acustici, eventi di vario tipo; Alex è più orientato verso il rock classico e il thrash metal. Daniele Foroni è il batterista della band, anche lui con noi sin dalle origini, ha un background di hard rock e metal classico e soprattutto tanto prog. L’ultimo arrivato in famiglia come secondo chitarrista è Toshiro Brunelli, abbiamo scelto di arricchire la formazione di una seconda chitarra dopo le registrazioni di Vitriol per potenziare il nostro sound anche in sede live; proviene dall’ambiente del power e del metal estremo.

Nasci prima come flautista o come cantante? Qual è la tua formazione musicale?
Ho iniziato col flauto traverso all’età di 7 anni, mio papà è musicista e mi ha trasmesso questa passione sin da bambina: la mia base è quindi classica. Non ho mai interrotto gli studi musicali e mi sono anche accostata a chitarra e piano; l’amore per il canto c’è da sempre, anche se sono partita con studi veri a propri a 15 anni, prima col canto moderno, soprattutto soul e rock, poi col canto classico che porto avanti da qualche anno. Individualmente poi ho anche approfondito il canto folk ed etnico.

Non ti chiedo quale band vi ha ispirato, credo sia sempre troppo riduttivo. Ma, punti di riferimento a parte, come nasce il sound degli Evenoire?
Il nostro sound nasce da tutte le nostre varie influenze e ascolti musicali: non ci siamo mai posti un genere di riferimento o l’obiettivo di suonare una determinata tipologia di metal, semplicemente questo è quello che è nato lasciando libera la nostra creatività, senza porci limiti o restrizioni di alcun tipo. Sicuramente nella band siamo tutti accumunati dall’amore per il prog e per la musica folk, poi ovviamente ciò che componiamo si arricchisce delle varie sfaccettature individuali.

Come vedi il mondo del Symphonic Metal oggi?
Indubbiamente è pieno di band che pedissequamente riproducono i vecchi Nighwish, mentre band di grande risonanza come ad esempio i Within Temptation hanno preso una piega più commerciale. Ci sono molti gruppi validi che fanno scelte più coraggiose in termini di sound e magari rimangono nell’underground, mentre vengono prodotte un sacco di band fotocopia e questo è un vero peccato. Credo che ci sia sempre bisogno di mantenere la propria personalità e non avere paura di uscire da quelle formule standard che rendono il genere davvero statico e ripetitivo.

Parliamo di Vitriol: innanzitutto come è nato questo nome e a cosa si riferisce? Cosa è Vitriol?
V.I.T.R.I.O.L. è l'acronimo alchemico di “Visita interiora terrae rectificando invenies occultum lapidem” ovvero “Visita l’interno della terra, e rettificando troverai la pietra nascosta che è la vera medicina”: si tratta di un profondo viaggio interiore, una sorta di discesa negli inferi e nell’oscurità della psiche allo scopo di trovare un equilibrio che è già dentro noi e sperimentare una rinascita. E’ una catarsi, un’elevazione, una purificazione del nostro inconscio. L’alchimista deve lavare via dentro di sé tutte le negatività per poter operare, così come i metalli devono essere purificati da tutte le scorie. E l’acqua, elemento base della vita, in alchimia rappresenta proprio l’inconscio ed è anche il filo conduttore dei nostri testi.

Nell’album non viene riproposto nessun pezzo tratto dal vostro primo EP, I Will Stay, avremo ancora l’occasione di sentirne qualcuno in futuro o resteranno legati a quel momento della vostra carriera?
I brani di I will stay sono inclusi in alcune compilation. “Azzurrina” si trova anche su Itunes nella compilation The sirens’ garden per il progetto Eve’s Apple di cui faccio parte insieme ad alcune delle female metal singer più famose di band come Delain, Xandria, Visions of Atlantis, Tristania ecc.
Il brano “I will stay “ è stato incluso nella compilation World of Glass, scaricabile gratuitamente online e “Aries” è presente sulla compilation Demonic and Divine prodotta dalla label inglese Femme Metal Records.
Inoltre due brani sono stati scelti come bonus tracks dell’edizione giapponese di Vitriol che uscirà a fine aprile.
Noi li continueremo anche a proporre live e magari in futuro li riarrangeremo.

Lyrics impegnate e grondanti di folklore, quanto sia forte il legame con le vostre tradizioni è chiaro: pensate che la vostra musica possa essere un modo per perpetrarle?
Certo, un modo per perpetrare e far conoscere tradizioni e storie quasi dimenticate! In Vitriol i testi per la maggior parte parlano proprio di leggende del Nord Italia, come “Girl by the lake” basata sulla leggenda che ha originato un violentissimo temporale, la Sarneghera, che ogni tanto si abbatte sul lago d’Iseo provocando notevoli danni; oppure “Minstrel of Dolomites”, la storia di come sia nato un lago dolomitico a 2200 metri e di come Oswald von Wolkenstein sia diventato uno dei più famosi menestrelli della zona; oppure “Days of the blackbird” che tratta di una tradizione ancora molto radicata a Cremona e nella Pianura Padana, quella dei “tre giorni della merla”.

I vostri testi sono invasi anche da riferimenti letterari importanti: scelta stilistica o mera passione personale?
Passione personale direi! Così come amiamo le leggende e le tradizioni popolari, siamo anche appassionati di storia e letteratura: i testi sono io a scriverli, e quando non mi ispiro a leggende, spesso la musica composta mi richiama alla mente particolari episodi storici o letterari magari anche rappresentati in quadri. Studiando storia dell’arte all’università, spesso la musica mi evoca proprio immagini: come nel caso di “Wise king” basata sull’incontro biblico tra la Regina di Saba e il Re Salomone, episodio rappresentato nel ciclo di affreschi delle Storie della vera croce da Piero della Francesca ad Arezzo.
Il testo di “Misleading paradise” invece, il brano in cui ha duettato con me la soprano tedesca Gaby Koss ex Haggard, si ispira all’episodio del Giardino di Armida tratto dalla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso.

L’azzurro, un colore che vi accompagna nel look, nei testi e nelle copertine. Una sorta di talismano?
L’azzurro è con noi fin dall’inizio, con il brano “Azzurrina” dell’EP I will stay, basato sulla celebre leggenda del fantasma del castello di Montebello in provincia di Rimini. E’ un colore che ci ha portato fortuna ed è l’azzurro dei cieli, dei laghi e dei fiumi presso cui sono ambientate le nostre canzoni: l’acqua è appunto l’elemento chiave di Vitriol.

Avete in programma un tour italiano o europeo?
Per promuovere Vitriol sono in programma alcune date di presentazione: il 19 aprile saremo a La Spezia con Cadaveria, il 24 al Midian di Cremona e il 30 al Keller di Bergamo. Un tour italiano sarà sicuramente organizzato da settembre e toccherà le maggiori città italiane; per quanto riguarda l’estero speriamo di programmare presto qualcosa, vediamo un po’ che occasioni ci si presentano nei prossimi mesi dato che l’album è uscito da pochissimo.

Qualche anticipazione sui vostri progetti futuri?
Beh stiamo già lavorando al secondo album e contiamo di realizzarlo verso la fine del 2013!

Grazie Lisy, è il momento dei saluti. A te la parola!
Grazie per la chiacchierata Salvatore, grazie alla redazione di Metal.it e ai lettori e fan che ci supportano! Invito tutti ad ascoltare il nostro singolo “Days of the Blackbird” a questo link soundcloud.com/scarlet-records/evenoire-days-of-the-blackbird per avere un assaggio di Vitriol e a venirci a trovare ai nostri live!

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Area: Classic Area
Gruppo: Evenoire

Intervista a cura di
Salvatore Sanzio
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