Enslaved – Fra lezioni di mitologia e musica

Il 02/03/2023, di .

Enslaved – Fra lezioni di mitologia e musica

Tra pochissimi giorni arriva ‘Heimdal’, album numero 16 di una delle band più interessanti di sempre, gli Enslaved. ‘Heimdal’ è allo stesso tempo un allontanamento e una comunione con le radici forgiate più di tre decenni fa nella turbolenta nascita della scena black metal norvegese. Il disco prende il nome da Heimdal, probabilmente l’entità più misteriosa della mitologia nordica.
Ne abbiamo parlato con il cantante/bassista Grutle Kjellson che, insieme a Ivar Bjørnson, dal 1991 è motore di una delle band più avvincenti ed originali in circolazione sulla scena black internazionale.

Congratulazioni per il bellissimo video del nuovo singolo ‘Forest Dweller’, è così ricco di simbolismo e citazioni ed è molto interessante sotto il punto di vista del linguaggio fotografico. Puoi raccontarmi come lo avete realizzato?
“Abbiamo lavorato con Gaui H Pic, amico e bravissimo fotografo. Il video è stato girato in Islanda. Avevamo già collaborato con lui in passato e ha la nostra più totale fiducia. Per questo video ho scritto una sorta di sceneggiatura che poi abbiamo sviluppato insieme. Penso che il risultato sia brillante.”
Voi offrite da sempre “il pacchetto completo”, se mi permetti di definirlo così ed intendo non solo la musica ma anche visuals pazzeschi, cover dense piene di significato, immagini di qualità… È come se fosse un vostro Trade Mark…
“Beh grazie, è bello sentirlo! In effetti per noi non avrebbe senso scegliere qualcosa che non sia connesso con quello che facciamo. Mettiamola così, dovresti riuscire a “leggere” qualcosa anche al di là dell’ascolto dell’album.
Non era una cosa così usuale però ai tempi, in qualche modo siete stati dei pionieri in questo…
“Non so se posso ritenermi un pioniere ma sicuramente è qualcosa a cui abbiamo sempre tenuto molto.”

Parliamo del protagonista dell’album, il personaggio di Heimdal, una figura controversa…
“È un personaggio enigmatico, le sue origini sono poco chiare il che rende la sua figura avvincente. Era un personaggio di culto ancor prima della mitologia nordica così come la conosciamo oggi. Ci sono ritrovamenti che narrano di Heimdal ben prima dell’età del Bronzo. Tutti questi aspetti e le sue origini fanno di lui un personaggio sul quale poter tessere una storia e nel disco abbiamo cercato di esplorare anche l’aspetto psicologico di Heimdal.
Ci sono moltissime teorie su di lui, alcune raccontano che sia figlio di Odino, altre figlio dei Giganti, la sua storia è un puzzle mai terminato. È per questo che lo trovo davvero affascinante nell’ambito della mitologia Norrena. Ancora si cercando delle risposte.”
Che ne pensi del modo in cui altre band veicolano la mitologia norrena? Penso ai Wardruna.
“Siamo grandissimi amici, c’è cooperazione fra di noi e trovo che siano degli ambasciatori eccezionali per la mitologia nordica e lo fanno in modo intelligente, ricco di cultura. Sai, ci sono delle persone che interpretano male o persino abusano dei miti nordici…”
E infatti ho la domanda pronta e te l’avrei chiesto a breve!
“Vuoi chiedermi cosa ne penso delle destre che usano la simbologia norrena? Ecco quello per esempio non è un modo smart per veicolare la nostra cultura di provenienza!”
Qui in Italia vengono utilizzati gli antichi romani del resto…
“Credo che sia iniziato tutto con il nazionalismo. Oggi basta fare un paio di ricerche, guarda anche solo una ventina di minuti sul web e il loro castello di carta crollerebbe immediatamente. Basti pensare che se oggi i matrimoni misti sono una cosa usuale, lo erano anche all’epoca dei vichinghi. La storia della razza pura non esiste. Ci sono testimonianze in archeologia e ricerche genetiche a riguardo, è un fatto scientifico, è un fatto!”
Ora ti chiedo una cosa che non c’entra nulla con l’intervista, conosci quante similitudini ci sono fra i vichinghi e gli etruschi?
“Ah sì! Ne ho sentito parlare, adesso cerco meglio.” Cerca su Google (Nda) “La loro scrittura assomiglia alle rune, sì è interessante per me scoprire queste cose. La loro zona era poco estesa vedo…” Continua a cercare informazioni (Nda) “Vedo anche delle somiglianze con gli dei della mitologia nordica. Mi piace, dovrò comprarmi un libro sugli etruschi!”
Bene! Abbiamo fatto anche una mini lezione di storia qui!
Ride
Torniamo alla musica adesso…Quando è iniziato l’intero processo dell’album?
“Con l’EP registrato tre anni fa, il concept è stato sviluppato in quel momento. Abbiamo utilizzato molti dei brani presenti, aggiungendone altri. È stato poi registrato interamente nel Marzo del 2022.”
Continuo ad essere stupefatta da ogni vostra nuova release, dai tempi di ‘Frost’, che è più o meno da quando vi seguo, ad oggi, avete disegnato un’evoluzione stilistica degna di nota, sempre restando fedeli a voi stessi. Ora siamo al sedicesimo album, mi devi spiegare come è possibile!
“Oddio, grazie ma la risposta è semplice: La musica è stata sempre importantissima per noi. Il centro di tutto. Non ci siamo mai sentiti sotto pressione e non abbiamo mai scritto un album con canoni imposti dall’esterno. È il puro piacere di creare, suonare. Siamo tutti dei veri appassionati di tanti diversi generi musicali e i nostri orizzonti musicali si sono espansi anche con il passare del tempo.”
Il che mi porta a chiederti qual è il tuo ascolto più strano e assurdo, qualcosa che non potremmo mai immaginare?
-Ride- “Penso che l’album più strano che abbia acquistato sia un gruppo bretone composto da tre anziane sorelle che cantano a cappella nell’antica linga bretone.”
Ti prego continua perché si fa interessante, è una sorta di Folk Music…
“È qualcosa di assurdo ma straordinario allo stesso tempo, sì molto Folk! Non capisco niente di ciò che dicono ma mi emoziona, è “trippy”. Questo è uno dei lati belli della musica, non deve per forza essere qualcosa di specifico per avere un effetto su di te.”

La storia degli Enslaved non è soltanto un sodalizio musicale ma anche la storia di una lunghissima amicizia, persino prima che la band si formasse…
“Sì, lunghissima, io e Ivar facevamo parte di un’altra band nel 1990”
In tutti questi anni non mi dire che non c’è stato mai un momento di “crisi”, come avete fatto per restare così saldi?
“Ovviamente ci sono stati degli alti e bassi ma una vera crisi mai. Ci siamo sempre rispettati moltissimo nella consapevolezza di essere due persone molto diverse. Abbiamo avuto delle discussioni costruttive riguardo la musica, condividiamo tante influenze musicali ma abbiamo anche dei gusti personali molto distanti fra loro. Ivar un giorno mi ha detto “Dammi cinque album che posso ascoltare” così gli ho dato alcune fra le chicche che sicuramente non aveva mai sentito. Sai, è la curiosità, la ricerca, queste sono passioni condivise. Probabilmente il fatto di essere musicalmente open minded ha cementificato anche la nostra amicizia.”
E l’album delle tre sorelle bretoni, lo ha già ascoltato?
Ride “No, vedi! Non ancora, dovrò assolutamente adesso!”
Grazie Grutle per essere stato con Metal Hammer Italia e per questa bella chiacchierata!
“Piacere mio, speriamo di venire presto in Italia, ci sono ancora delle cose da definire.”
Vuoi aggiungere qualcosa?
“Sì, mi piacerebbe suonare in centro città quando passiamo in Italia!”
Tutti avvisati!

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