Bringing Metal To The Horses (2) – Beyoncé chiama James Murphy a suonare sul suo prossimo disco!

Il 13/09/2016, di .

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Bringing Metal To The Horses (2) – Beyoncé chiama James Murphy a suonare sul suo prossimo disco!

No, non è vero, rilassatevi, ma abbiate paura perché non si sa come, il mainstream ha scoperto l’heavy metal e se girate per il Corso di Roma vi può capitare di sorprendere una commessa di un negozio di scarpe firmate che si aggira tra gli scaffali con una maglietta di Burzum. E che dire della ragazza di Fedez che si fa riprendere con le toppe dei Sepultura sul gilet jeans? O vogliamo parlare di Rihanna che durante un concerto mette in mostra sul mega schermo un logo col proprio nome in versione death metal Morbid Angel?
Che tra i vip della musica pop o del cinema ci fossero dei metallari in incognito è risaputo da tempo. Già un paio di anni fa suscitarono scalpore le magliette dei Priest addosso alle star di MTV e ancor prima sembrava che Lady Gaga fosse una presenza fissa a ogni concerto metal da Los Angeles al New Jersey, con foto in posa da fanatica accanto a un sorpreso Rob Halford, un sorridente Lizzy Borden e il solito sornione Alice Cooper (almeno lui abituato da sempre a dividere l’obiettivo con i più eterogenei elementi dello showbiz).
E pure nel nostro piccolo, noi metallari peninsulari, da tempo abbiamo superato lo shock di vedere il Sindaco Formigoni in giacca di cuoio (Richmond?) che durante un TG ammetteva di andare di fretta perché in procinto di gustarsi al Big Four, in cui, sono parole sue: “gli alfieri del rock duro, Megadeth, Metallica, Anthrax e Slayer avrebbero sfilato in gran spolvero!” E Roby Fachinetti dei Pooh che assieme al figlio DJ Francesco si dilettava tra la marmaglia puzzona del Gods, rispettivamente uno con addosso la maglietta dei Testament e l’altro con quella dei Nevermore? Fu un momento di sconcerto profondo ma che il popolo metal seppe assimilare, anche facendoci sopra due risate. Da lì a ritrovarsi con le più becere squinzie del mondo televisivo che ogni selfie sfoderano le cornine e la lingua satanica, o scovare casalinghe al supermercato con il giubbino dei Motorhead e senza la più vaga idea di chi sia mai un tizio di nome Lammy (esperienza diretta) il passo è stato troppo rapido e traumatico: oggi il popolo itallico (non è un errore ma gioco di parole) è vittima di uno shock culturale prossimo al collasso identitario, altroché!
La causa prima di tutto questo pouserismo metal dilagante è dovuto a facebook e a noi metallerz per primi. Le foto in cui tutti quanti ci facciamo vedere con corna e faccia diabolica mentre indossiamo in bella vista la nuova maglia dei Taake appena arrivata dalla Norvegia, ha contribuito a diffondere una moda delle t-shirt black, thrash e così via, anche tra coloro che di questi generi non hanno mai nemmeno sospettato l’esistenza, attirati dalle immagini suggestive, la grafica affascinante e oscura. Dopotutto i Maiden sono diventati i Maiden grazie a Eddie. La gente acquistava le t-shirt perché amava il pupazzo!
Dobbiamo starci, è l’effetto collaterale della velocità e universalità dei simboli, in un presente vissuto da tutti, compresi noi, in modo superficiale, a mostrare al popolo dei nostri contatti, le band che amiamo sfoggiandole come bandiere di appartenenza ad altezza petto. Il mondo là fuori non crede in nulla e in tutto, non sa decidere a che attaccarsi, ma invidia la nostra capacità di star fedeli a delle tradizioni, a gruppi tipo Venom o Misfits per oltre trent’anni. Ci invidiano questa matrice identitaria e hanno deciso di guadagnarsene un pezzetto rubandoci loghi e pose.
La seconda faccenda, quella delle grandi icone pop che civettano con il metal e si dichiarano amanti del genere da tempi immemori è dovuta a un fatto di marketing. Credete davvero che Rihanna sia libera di omaggiare i Deicide ruttando la parola Satana davanti al proprio pubblico annichilito se dietro non ci fosse un qualche calcolo volto al profitto? Allora non avete capito come funziona il mercato discografico a quei liveilli. Gente, è statisticamente accertato che solo il popolo metal compra i cd fisici (almeno una parte di esso) e quindi che male c’è a strizzargli l’occhio spacciandosi politicamente per filo-metal. È una mossa diabolica e scema, però eccoci qui a parlare di Rihanna, quando solo nominarla su Metal Hammer, fino a qualche tempo fa, sarebbe stato utile solo nei referendum di fine anno alla voce: gnocca del 2016! Quindi non mi stupisco se tra qualche tempo Beyoncé o persino la vecchia volpona Madonna (che omaggiò Dimebag, come al solito in anticipo su tutte, suonando dal vivo il riff di A New Level) inizieranno a collaborare con Steve DiGiorgio o Gene Hoglan. Certo che devono mettersi in fila dietro alle Baby Metal, però…