LADY KILLER: Silvia Pistolesi, un talento nato su quattro corde

Il 15/02/2023, di .

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LADY KILLER: Silvia Pistolesi, un talento nato su quattro corde

Ah, le donne. Si, quelle donzelle tanto gentil e oneste quanto indipendenti, creative, talentuose, poliedriche ma soprattutto artiste.
In un’era ormai dominata dall’uguaglianza di genere, dalla lotta contro il patriarcato, dallo scandalo verso chi, non tanto è controcorrente ma con la corrente si immerge, si adegua e ci nuota, sembra quasi che al giorno d’oggi l’unico obiettivo sia quello di vendicarsi contro i manifesti dai colori sbiaditi dominati dalla casalinga sorridente degli anni ’50.
E ci sono due tipologie di persone che inneggiano a questa tanto bramata indipendenza: chi non ha contenuti e mira alla popolarità, chi invece i contenuti ce li ha e conosce la costanza ed il sapore del fiele dei sacrifici.
In un panorama vasto, controverso, appassionante e unico come quello della musica, in particolar modo del metal, negli ultimi anni la componente femminile sul palco è aumentata, dando un tocco di carisma, classe e freschezza alle stesse performance.
Qual è la novità, direte voi, visto che Doro, Lita, Angela o Tarja non sono nate ieri…beh la novità è che al giorno d’oggi, tramite l’abnorme potere dei social network e di questi profili dove ognuno può crearsi un vero e proprio personaggio, più che un’eccezione pare sembra sia diventata la regola, e lo spettacolo non termina con l’ultima canzone suonata sul palco, ma continua tramite la condivisione di piccoli momenti di quotidianità di queste ragazze, pienamente consapevoli, intelligenti, appassionate ed appassionanti.
Curiose, magnetiche.
Semplicemente uniche.
Talmente tanto da tenerci incollate agli schermi in attesa di qualche loro aggiornamento di stato.

Devo ammettere che da tempo mi ronzava in testa l’idea di creare una rubrica dedicata una volta al mese ad una musicista donna che, nel form più libero, autentico e diretto che esiste, ovvero l’intervista, avrebbe avuto l’occasione di raccontarsi ed aprirsi al pubblico. E Lady Killer è lo scrigno ideale per contenere tutto questo. 
E chi se non un’Italiana d.o.c poteva aprire la strada a questa rubrica?

Lasciate che vi presenti la giovane Silvia Pistolesi, bassista delle band ‘Infinite Rising’, ‘Hellucination’ e ‘MVP’. Benvenuta su Metal Hammer Silvia!
“Grazie per l’opportunità! Sto vivendo un periodo molto frenetico devo dire, ma d’altronde ormai ci sto prendendo l’abitudine! Per me è davvero un onore e un piacere aprire le danze con questa nuova rubrica che ci permetterà di scoprire tante nuove artiste. Ricordo ancora quando tanti anni fa acquistavo questa rivista in edicola, non avrei mai immaginato un giorno di poter rilasciare io stessa un’intervista, quindi grazie ancora per questo spazio”.
Iniziamo il terzo grado con la più canonica delle domande: Età e quando hai iniziato a suonare il basso?
“Ho 25 anni e ho iniziato a suonare il basso precisamente 10 anni fa, quando durante il liceo avevo una band, tra l’altro tutta al femminile restando in tema, insieme a delle mie amiche. Al tempo però cantavo e la bassista del mio gruppo partì qualche mese e mi lasciò il suo basso per provarlo dato che già da prima provavo interesse verso questo strumento. Da quel momento ho mollato tutto per iniziare a suonarlo ed è nata una grande passione e amore verso questo strumento”.
Un vero e proprio colpo di fulmine casuale quindi. Come percepisci il basso su te stessa?
“Il basso penso sia lo strumento che più si confà al mio modo di essere e di vivere la vita. Uno strumento che il più delle volte accompagna ma nei giusti momenti sa anche uscire fuori dagli schemi e non risulta mai troppo invadente. Quel che mi affascina di più è che essendo uno strumento “giovane” è ancora uno strumento da scoprire, proprio negli ultimi decenni sta venendo più fuori e molte più persone lo stanno scoprendo. E poi l’aspetto più interessante, secondo me, risiede nel fatto che è uno strumento adatto a tutti e per tutti i livelli di conoscenza. Non serve essere un virtuoso per poterlo suonare e non servono 20 anni di esperienza per darti una certa soddisfazione, quindi la fruibilità di questo strumento può farti scoprire sin da subito la bellezza della musica”.
Sappiamo che sei anche insegnante. Quanto tempo dedichi alla musica ogni giorno? Cosa ti piace trasmettere ai tuoi allievi e soprattutto cosa pensi ricerchino, queste nuove generazioni sempre più esigenti e curiose, nella musica?
“Cerco di dedicarci più tempo possibile, ci sono dei periodi in cui riesco a suonare moltissime ore al giorno e periodi più “indaffarati” dove purtroppo devo cedere un po’ di tempo ad altri aspetti della vita. Ma come dico sempre anche ai ragazzi che vengono a lezione, la cosa più importante è la costanza e la pazienza. Proprio questo è il più grande insegnamento che mi ha dato la musica, essere pazienti e lavorare giorno per giorno e prima o poi si ottengono belle soddisfazioni.
Ai miei allievi voglio trasmettere l’amore verso la musica e la voglia di suonare non tanto per gli altri ma proprio per se stessi. Il mio compito è quello di conferire gli strumenti e la conoscenza per poter essere liberi di fare ciò che vogliono con la loro musica.
Io amo le nuove generazioni di musicisti poiché ho notato che sono liberi da “preconcetti musicali” che prima affliggevano altre generazioni, passare dal pop al metal o dal jazz al latin sempre con lo stesso entusiasmo, voglia di scoprire e mettersi in gioco è ciò che mi rende più orgogliosa”.
Il tuo bassista preferito? Qualcuno con cui ti piacerebbe condividere il palco in particolare?
“Da sempre il mio bassista preferito è stato John Myung (Dream Theater), credo di aver passato la maggior parte del mio tempo cercando di imparare le sue linee di basso, la sua tecnica e poi più avanti cercando di scoprire i segreti su come comporre la loro musica. Non posso però non citare almeno anche Geddy Lee (Rush), Tony Levin (King Crimson) e Randy Coven (ARK), altri bassisti che ho sempre amato e studiato molto.
Sicuramente in questo periodo che è finalmente uscito anche il mio amato prog-getto (come mi piace chiamarlo) Infinite Rising, mi piacerebbe moltissimo condividere il palco insieme a Simon Grove (bassista di Plini, uno dei miei musicisti preferiti al momento) ma anche insieme allo stesso John Myung e quindi ai Dream Theater, ecco questo sarebbe proprio un sogno!”
Ti abbiamo scelta come personaggio del mese proprio per aprire le danze alla nostra nuovissima rubrica. Che ne dici di raccontarci qualcosa riguardo il progetto Chaos Rising?
“Chaos Rising trovo sia un progetto estremamente interessante nella scena musicale internazionale. Coinvolge musiciste da tutto il mondo nel vero senso della parola. Non si ferma solamente alla scena “occidentale” alla quale magari siamo più abituati ma coinvolge e ricerca musiciste in ogni parte del globo, dai Paesi dell’Asia Orientale al Medio Oriente ma anche all’Africa… ovunque. Il compito di questo progetto è quello di promuovere le musiciste di tutto il mondo, facendole collaborare insieme. Nel 2022 è uscito il primo album ‘The Singles’ che raccoglie tutte le canzoni composte fino a quel momento da tutte le musiciste. Io ho avuto il piacere di farne parte e ringrazio questo grande progetto per avermi fatto scoprire delle artiste fantastiche”.

C’è qualcosa che ti ha colpito in particolar modo a livello personale conoscendo queste tue colleghe musiciste?
“Parlare personalmente ed ascoltare le storie di musiciste che abitano o sono dovute fuggire da Paesi “più complicati” come ad esempio l’Iran, o altre che sono nel mezzo della guerra in Ucraina è qualcosa che mi fa sempre riflettere. Abbiamo dei gruppi Telegram dove parliamo di musica e riceviamo aggiornamenti sulle canzoni e sull’album o altri dove condividiamo le nostre esperienze e novità come musiciste e a volte ho letto messaggi come “scusatemi per l’assenza ma non abbiamo avuto la corrente per una settimana” o “mi piacerebbe fare un tour internazionale ma sono una rifugiata politica e non ho i documenti per farlo”, questo fa davvero male. Pensare che c’è chi non ha la libertà di potersi esprimere o di andare dove vuole o non ha i mezzi seppur un grande talento mi fa rendere conto di quanta poca meritocrazia e possibilità ci sono in questo mondo”.
Venire a conoscenza delle situazioni altrui ci fa capire di quanto siamo fortunate nel nostro piccolo…oltre a diventare consapevoli di quanto sia importante sfruttare tutti i mezzi che abbiamo a disposizione.
A proposito del momento storico che stiamo vivendo, e considerando pure il Paese in cui viviamo, visto l’impegno e la serietà con cui porti avanti i tuoi obiettivi ed i tuoi progetti, quanto consiglieresti ad un ragazzo o una ragazza di intraprendere una carriera musicale? Immagina che questi ragazzi incarnino la figura della Silvia di 10 anni fa. Cosa consiglieresti di fare e di non fare?

“Io cerco sempre di incoraggiare i sogni dei miei amici, dei miei allievi, di chi mi scrive sui social o scambia due parole con me ai concerti. Credo fortemente che i sogni vadano portati avanti e incoraggiati, poiché alla fine, come si dice, la vita è una sola e non bisogna avere rimpianti, ma è giusto anche fornire la consapevolezza adatta per far si che ci si renda conto di cosa sia veramente questo mestiere. Sicuramente non è una carriera che ti permette di avere molto tempo libero, è una carriera che parte molto “tardi” rispetto ad altre e che di certo non ti rende “ricco”, infatti se ci si fa caso moltissimi musicisti anche famosi hanno tutti uno/due lavori oltre quello legato alla loro carriera di musicista (ad esempio fondano marchi di strumenti, fanno gli insegnanti o altri lavori non legati alla musica).
Un aspetto sul quale rifletto spesso è che questa non è una carriera lineare, non si può seguire un percorso univoco ed ottenere i risultati sperati e uguali agli altri. Purtroppo dipende da tanti fattori che a volte (o quasi sempre) dipendono molto poco dalla meritocrazia o dalla bravura di un musicista. Devi saperti fare “trovare” e “scoprire” sia dal tuo pubblico che dai tuoi colleghi, devi saper cogliere i giusti momenti e stare nei giusti luoghi e cosa più importante, devi avere anche un budget di partenza da investire, questo quindi non dipende dalla musica che suoni ma più dalle persone che conosci, da quelle con cui lavori e da ciò che possiedi. Poi in un secondo momento arriva la musica, quindi ti fai conoscere da queste persone attraverso le tue capacità musicali.
Questo, in tutta sincerità, non l’ho mai trovato molto giusto essendo una persona che tenta di portare alta la bandiera della meritocrazia, quindi il consiglio che posso dare è quello di porsi da subito le giuste domande, interrogandosi su quanto si è disposti a lavorare così duramente e scommettere su qualcosa che potrebbe avverarsi tra 2 anni come tra 10 o come purtroppo rimanere una grande passione. Le tre parole chiave per me sono: dedizione, umiltà e resilienza”.

Il tuo sogno più grande nel cassetto?
“Il mio sogno, nonché obiettivo più grande, è quello di far scoprire e portare la mia musica ovunque. Essendo anche una comunicatrice oltre che una musicista, ho bisogno di esprimermi e trasmettere la mia vita, le mie emozioni e i miei sogni con le persone.
In questo 2023 ho già realizzato un grande sogno, quello sul quale stavo lavorando da quando ho preso il basso in mano per la prima volta, avere un mio progetto progressive. Ho avuto la fortuna di incontrare nel mio percorso Federico Albanese (chitarrista) e Alessandro Formichi (batterista), con i quali ho fondato Infinite Rising. Già questo è un sogno che diventa realtà, un progetto con il quale ho la libertà di scrivere la mia musica, di curarlo su ogni livello con l’aiuto di tanti amici che ringrazierò sempre, professionisti che si sono appassionati alla band e che hanno deciso di aiutarci nel lanciarlo. Ora quindi entra in gioco il mio sogno principale, quello di farlo ascoltare a quante più persone possibile”.
Siamo alla fine, dicci dove sarai questa estate e quando ci puoi firmare qualche autografo.
“Finalmente posso dire che questo 2023 sarà pienissimo di musica, sia online che suonata dal vivo!
Con MVP, un meraviglioso progetto che collega il visivo alla musica, portando sul palco un film insieme a noi musicisti che suoniamo la colonna sonora, saremo praticamente ovunque nelle principali città italiane e prossimamente anche Europee. Vi invito a controllare gli aggiornamenti sia nei miei che in quelli della band.
Con Infinite Rising, il mio trio prog del quale ho parlato prima, usciranno le varie canzoni che abbiamo scritto nel corso dei mesi e nella seconda parte del 2023 inizieremo a suonare live, quindi anche per questo, potete restare aggiornati sulle mie pagine e quelle della band!
Con gli Hellucination, dopo il 2022 che ci ha tenuti impegnati in un bel tour, siamo in fase di scrittura del nostro nuovo album e non vedo l’ora di poterne parlare meglio. Detto questo non credo però che mancheranno anche le occasioni live che annunceremo man mano sempre attraverso i nostri canali social, il sito e i comunicati.
Ringrazio ancora una volta te e tutta la redazione di questo spazio e i lettori per aver utilizzato il loro tempo per leggere i miei aneddoti e il mio percorso, spero di poterci risentire presto, un abbraccio a tutti!”