Mariusz Duda lascia i Riverside dopo 25 anni. E sì, ci siamo seduti un attimo.
Il 23/04/2026, di Anna Maria Parente.
Sembrava la premessa di un concept o forse di una lettera che non avresti mai voluto leggere … Mariusz Duda, il cantautore e bassista che per un quarto di secolo ha tenuto in piedi i Riverside, una delle band progressive rock più amate d’Europa, annuncia la sua uscita dal gruppo. Per sempre.
La notizia arriva con un comunicato pubblicato direttamente da Duda, lungo, misurato e liberatorio nel tono. Nessun comunicato stampa aziendale, nessun “per motivi personali”. Solo la verità, con nome e cognome.
“Dopo 25 anni, il mio viaggio con i Riverside sta volgendo al termine”, scrive. E già qui, se sei un fan, potresti aver bisogno di un momento.
Il motivo? Non è una questione di soldi, di tournée, di contratti. È la cosa più antica del mondo nel rock, la passione che smette di trovare spazio. “La situazione attuale all’interno della band non mi consente più di perseguire la mia principale passione: creare nuova musica.” E poi, con una franchezza quasi disarmante, aggiunge di essere stanco “di fingere e forzare un’immagine sorridente della band che, negli ultimi anni, non aveva nulla a che fare con la realtà.”
Il colpo di scena o meglio, la chiave di lettura retroattiva, riguarda il suo ultimo album solista con il progetto Lunatic Soul, ‘The World Under Unsun’, uscito di recente. Duda rivela che non era affatto un disco sulla fine di Lunatic Soul, come in molti avevano interpretato. Il vero addio, quello emotivo, era rivolto ai fan dei Riverside. Il brano ‘The New End’, in particolare, era (parole sue) “scritto principalmente come un commiato ai fan dei Riverside.”
“Le emozioni in quella canzone, difficili da controllare, parlano da sole.”
Sul futuro della band, Duda è netto: “Non vedo alcuna possibilità che i Riverside continuino con la formazione attuale. E ripartire con una diversa sarebbe estremamente complicato.” Traduzione: i Riverside, nella forma in cui li abbiamo conosciuti, sono finiti.
Da ora in poi, Duda si concentrerà su Lunatic Soul, che entrerà in una “nuova fase” diventando il suo progetto principale sia in studio che dal vivo.
Venticinque anni, undici album in studio, una fanbase fedelissima che li ha seguiti dai tempi di ‘Out of Myself’ fino agli ultimi lavori. E una lettera d’addio che, nella sua onestà, vale quanto tutto il resto.
“In un mondo in cui tutti fingono di essere qualcun altro, vale la pena essere finalmente sé stessi.“.