The Ocean, fuori i singoli ‘Light Pollution’ e ‘Belligerence’

Il 05/08/2026, di .

The Ocean, fuori i singoli ‘Light Pollution’ e ‘Belligerence’

Molte band non si sarebbero riprese. Dal 2022 al 2025, i visionari del post-metal The Ocean hanno perso due terzi dei loro membri, con la formazione che ha realizzato album amatissimi dai fan come ‘Phanerozoic I’ (2018), ‘Phanerozoic II’ (2020) e ‘Holocene’ (2023) che si è smantellata. Dopo un trionfale concerto finale all’Hellfest dello scorso anno, in cui hanno celebrato questa formazione che durava da oltre un decennio, sono rimasti solo il chitarrista, compositore e paroliere fondatore Robin Staps, lo storico bassista Mattias Hägerstrand e il nuovo batterista Jordi Farré (anche nei Crippled Black Phoenix).

Coloro che sono rimasti avrebbero potuto facilmente arrendersi, ma invece si sono ricostruiti e sono riemersi con ‘Solaris’: l’album più ambizioso dei 25 anni di carriera dei The Ocean. Un viaggio di quasi 70 minuti tra le stelle e ritorno, basato sull’omonimo capolavoro del compianto regista sovietico Andrei Tarkovsky. Il primo singolo estratto da questo prossimo album, ‘Light Pollution’, inizia con sonorità synth familiari che si collegano perfettamente al precedente brano, ‘Holocene’, per poi accelerare gradualmente e prendere una direzione diversa. Il brano culmina in un finale imponente e avvolgente, caratterizzato da grandiosità orchestrale, pesantezza soffocante e una sobria complessità ritmica.

“Moto orbitale o particelle e granelli di sabbia / c’è un significato in questi schemi?”, canta il nuovo cantante Enrico Tiberi all’inizio del brano. Il moto orbitale non è solo la traiettoria curva di un corpo celeste dovuta alla gravità; in un altro contesto – alludendo alle prime scene del film Solaris – il moto orbitale nell’acqua si riferisce alle traiettorie circolari o ellittiche seguite dalle particelle d’acqua quando le onde le attraversano, trasferendo energia senza far avanzare l’acqua stessa.
‘Light Pollution’ esplora le insidie ​​della tecnologia del XXI secolo e la crescente ossessione dell’umanità per la realtà simulata. Ma i numerosi progressi tecnologici e sociali degli ultimi decenni rappresentano davvero un progresso? “Abbiamo assistito a diverse rivoluzioni della comunicazione nel corso del XX e XXI secolo, ma siamo davvero migliorati nella comunicazione?”, commenta Robin Staps. “C’è stato davvero un progresso, o il movimento è stato orbitale? Ci siamo limitati a galleggiare? L’inquinamento luminoso simboleggia la trasparenza dell’era postmoderna, che permea ogni cosa e ogni persona. Tutto è costantemente visibile; abbiamo perso l’oscurità in cui nasconderci e, con l’implacabile bagliore della comunicazione, abbiamo perso anche la nostra privacy.”
Per il videoclip di ‘Light Pollution’, The Ocean si sono avvalsi del talento del regista Craig Murray (Mogwai, Converge), per creare un arco narrativo che unisce l’arrivo dei nuovi vocalist Lane Shi ed Enrico Tiberi al testo della canzone. L’attenzione di Murray per i dettagli si sposa perfettamente con lo stile di The Ocean; la sua precisione nella cura dei costumi, del design e degli oggetti di scena eleva l’accompagnamento visivo di ‘Light Pollution’ a un livello cinematografico.
‘Belligerence’, il secondo singolo, è un brano potente. Richiama le sonorità dei vecchi album della band, ma allo stesso tempo le infonde di una nuova intensità.

La voce del nuovo cantante Enrico Tiberi trasmette una familiarità ed energia che sicuramente conquisteranno i fan di lunga data. Nel frattempo, Lane Shi (Otay:Onii), ex membro della band americana Elizabeth Colour Wheel, apporta una nuova dimensione al sound dei The Ocean, grazie alla sua esperienza come musicista e artista performativa, avendo partecipato a eventi come il CTM, la Biennale e all’opera “Sancta” di Florentina Holzinger, che ha suscitato reazioni contrastanti. Quando le voci di Shi e Tiberi si uniscono nelle strofe armonizzate, si creano momenti di straordinaria bellezza.

‘Belligerence’ traccia parallelismi tra le esplorazioni cosmiche del film Solaris di Tarkovsky del 1972 — fonte d’ispirazione per il nuovo album della band— e la natura esplorativa di artisti e leader politici contemporanei. Uno degli ultimi versi del testo di ‘Subatlantic’, la traccia conclusiva di ‘Holocene’, è ‘preparatevi alla partenza’ — evocando l’idea di un gruppo di sopravvissuti che si imbarcano su una nave per allontanarsi da una Terra madre in affondamento, per costruire un nuovo luogo in cui vivere nello spazio.

Con il loro dodicesimo album in studio, i The Ocean inaugurano una nuova era nei 25 anni di storia della band. Emmanuel Jessua degli Hypno5e e Marco Gennaro si uniscono alla band alla chitarra, mentre Enrico Tiberi e Lane Shi (Elizabeth Colour Wheel, Otay:Onii) subentrano al posto di Loïc Rossetti alla voce.

Per la registrazione di ‘Solaris’, la band ha ulteriormente ampliato la propria cerchia creativa con il contributo di Thorsten Quaeschning dei Tangerine Dream ai sintetizzatori modulari. Jens Bogren, che in precedenza aveva mixato gli album fondamentali della band ‘Pelagial’ e ‘Phanerozoic Ie II’, si è occupato ancora una volta del mixaggio e del mastering.

Solaris è probabilmente l’album più audace dei The Ocean fino ad ora. È musicalmente intrepido, concettualmente affascinante e ha molte cose importanti da dire sul mondo che ci circonda. La band è riemersa in grande stile, e lo ha fatto in una forma scintillante.

Tracklist:
1. 52°30’11” N, 13°26’12“ E
2. Departure Song
3. Light Pollution
4. Simulacra
5. Belligerence
6. Ultima Esperanza
7. Milk Of My Dreams
8. 51°28’30” S, 73°6’11” W

Line-up:
Robin Staps – guitar, vocals
Mattias Hägerstrand – bass
Jordi Farré – drums, percussion
Enrico Tiberi – vocals, keys
Lane Shi – vocals
Emmanuel Jessua – guitar
Marco Gennaro – guitar

In addition, the following musicians performed on this record:
Thorsten Quaeschning – keys
Orestis Zafiriou – keys
Simen Eifring – trombone
Jiawei Zhang – vibraphone

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