Hrafnablót, pubblicano due nuovi singoli
Il 14/08/2026, di Andrea Lami.
Gli Hrafnablót (pronunciato rahv-nah-blote), gruppo islandese di folk-metal dalle sonorità magiche, hanno pubblicato due nuovi singoli accompagnati da videoclip. I brani anticipano l’album di debutto della band, ‘Guðlaugar Saga’, in uscita nell’autunno del 2026.
‘Svartigaldur’, un canto marinaresco islandese dalle sonorità metal e dalle radici antiche nella tradizione popolare, narra un momento cruciale della storia dell’album: il rapimento di Guðlaugar, la protagonista viaggiatrice nel tempo, che viene legata all’albero maestro di una nave vichinga dopo essere stata scambiata per una strega. Il riff principale del brano, adattato dalla melodia popolare islandese Að bíða þess sem búið er, fa da base a una tempesta di ritmi da barca a remi, accordi dalle sonorità black metal e melodie vocali pulite e avvolgenti.
Il video che accompagna il brano, diretto e montato dal bassista Þórgnýr Einar Albertsson con la direzione creativa della cantante Hugrún Hanna Stefánsdóttir, è stato girato negli inospitali paesaggi invernali dell’Islanda e cattura l’energia rituale della band e i forti contrasti che definiscono il loro sound. Durante le riprese, i membri hanno sopportato temperature fino a -15 °C, spostandosi a metà giornata da un faro battuto dal vento a Selvogur ai boschi riparati di Þrastarskógur per completare le scene della performance.
«Svartigaldur è stata l’ultima canzone che abbiamo scritto per l’album, ed è nata alla velocità della luce. Siamo estremamente orgogliosi di poterla finalmente pubblicare e invitiamo ogni ascoltatore a intraprendere questo viaggio attraverso l’epoca della colonizzazione islandese insieme a noi», aggiunge la band.
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«Dísablót è stata la prima canzone che abbiamo scritto insieme come band. Per questo motivo, abbiamo avuto molto tempo per perfezionarla e rifinirla», afferma il gruppo.
Musicalmente, il brano è caratterizzato da riff trascinanti e groovy, armonie di chitarre gemelle, assoli veloci e un potente scambio vocale, che catturano la miscela distintiva della band di misticismo folk e drammatica intensità metal. Dal punto di vista dei testi, apre la storia dell’album: la protagonista dei giorni nostri, Guðlaug, timida e sola in un bar di Reykjavík dopo mezzanotte, segue una fata (Dís) che la chiama a sé, credendo che si tratti di un afterparty, per poi risvegliarsi nell’Islanda dell’epoca coloniale, incerta se sia stata drogata o trasportata da un rituale.
La copertina del singolo, illustrata da Ana Nikitina con l’impaginazione della chitarrista Mara Birna Jóhannsdóttir, raffigura Guðlaug inginocchiato in un cerchio di fiamme, con in mano un taser, circondato da corvi e incorniciato dalle rune magiche islandesi conosciute come Draumstafir.
L’album di debutto degli Hrafnablót è un’epopea islandese a tutti gli effetti, sia musicalmente che a livello di testi. L’album segue Guðlaug, una donna dei giorni nostri catapultata nell’epoca della colonizzazione con nient’altro che i suoi vestiti e un taser. Tra battaglie, celebrazioni, rapimenti e bivi esistenziali, il disco esplora se tornerà al suo presente ordinario o abbraccerà un nuovo destino nel passato.
Dal punto di vista sonoro, ‘Guðlaugar Saga’ contrappone oscurità e luce, bruttezza e bellezza, passato e presente, intrecciando musica folk islandese, folk metal nordico, NWOBHM, influenze gothic ed extreme metal per creare un suono magico, folk, drammatico, melodico e ricco di contrasti.
L’album conterrà sette brani completi più due pezzi recitati, tra cui la profezia del veggente in Spádómurinn e la riflessione post-battaglia del capo tribù in Kappar, meyjar e komendur. Ogni brano contribuisce alla Saga nel suo complesso, dalla festa folk-metal celebrativa di Fögnuður al finale in più movimenti di 11 minuti di Örlagavegur.
Formatisi a Reykjavík nell’autunno del 2024, gli Hrafnablót traggono profonda ispirazione dalla magia islandese, dal folklore e dalle Saghe. Il loro sound fonde riff pesanti, strumenti folk, melodie suggestive e voci sia pulite che aggressive, creando un genere distintivo di folk metal stregonesco radicato nella mitologia e nel paesaggio islandese.
Dalla loro formazione, la band è diventata una forza emergente nella scena live islandese, esibendosi all’Íslenski rokkbarinn, al Lemmy, al BIRD e all’Icelandic Sorcery Festival, dove il batterista Andri si è esibito, in una performance memorabile, nonostante un grave infortunio alla schiena, rimanendo sdraiato fino al momento di salire sul palco.
Le loro performance trasmettono intensità rituale, narrazione drammatica e forti elementi visivi, con l’obiettivo di far percepire l’esperienza più come un rito magico che come un semplice concerto.
La copertina del singolo ‘Svartigaldur’, illustrata da Ana Nikitina con il layout della chitarrista Mara Birna Jóhannsdóttir, raffigura Guðlaug legato all’albero maestro di una nave vichinga. La cornice presenta bastoni magici islandesi, storicamente usati per proteggersi dalla magia nera, collegando direttamente il mondo visivo ai temi dell’album. La composizione degli Hrafnablót è frutto di una forte collaborazione. Il bassista Þórgnýr Einar Albertsson spesso porta delle demo iniziali, che la band rielabora collettivamente durante le prove, aggiungendo elementi sinfonici, linee vocali e modifiche strutturali. I testi, scritti principalmente dalla cantante Hugrún Hanna Stefánsdóttir e dal batterista Andri Pétur Dalmar, con il contributo del resto della band, traggono ispirazione dal folklore islandese, dalla poesia scaldica e dalle antiche tradizioni magiche.
Le influenze della band spaziano da Cradle of Filth a Bathory, da Iron Maiden a Ensiferum, da Nightwish a Wintersun, fino a un ampio spettro di folk, gothic e metal estremo.
Con ‘Svartigaldur’, gli Hrafnablót aprono le porte della loro saga, invitando gli ascoltatori in un mondo di miti islandesi, magia e metal.
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