Gli Absolva tornano sulle scene con ‘Justice’, il nuovo album uscito lo scorso 16 maggio, trainato dal singolo ‘Find My Identity’ con Ronnie Romero alla voce. Un disco potente, ispirato al western ‘Tombstone’ e arricchito da ospiti come Blaze Bayley, Stu Block e David Marcelis. Artwork firmato Akirant Illustrations. Ne parliamo con il frontman Christopher Appleton, tra crescita artistica, collaborazioni e l’identità musicale della band.
‘Justice’ è ispirato al film Tombstone Cosa ti ha colpito così tanto di quel film da costruirci intorno un intero album?
“‘Tombstone’ si distingue nettamente da tutti gli altri western per la sua profondità narrativa e per il modo in cui riesce a raccontare la storia dei suoi personaggi. Non è solo un film d’azione: ha una forte componente emotiva, offre spunti di riflessione su moralità, giustizia e le sfumature dell’animo umano. La caratterizzazione dei protagonisti è potente, e il cast — con Kurt Russell, Sam Elliott e Val Kilmer — ha saputo rendere tutto ancora più coinvolgente. È un’opera che lascia il segno, ed è per questo che ci è venuto naturale costruire un concept album ispirato al suo mondo.”
L’album esplora temi come resilienza, identità, verità e speranza Come avete tradotto questi concetti in musica e testi?
“Abbiamo cercato di non forzare nulla e di affidarci alla sincerità. Molti brani nascono da esperienze reali, da momenti vissuti sulla nostra pelle, mentre altri raccontano storie immaginarie ma cariche di significato. Il punto comune è l’autenticità: volevamo che ogni canzone parlasse con una voce vera. Tradurre questi concetti in musica è stato un processo naturale, quasi istintivo, perché fanno parte di ciò che siamo come persone e come musicisti.”
Christopher, com’è stato per te produrre l’album e allo stesso tempo guidare la band come frontman?
“È stata una delle esperienze più fluide che abbia vissuto in studio. I brani sono nati in modo spontaneo, quasi senza sforzo. In passato, potevamo passare ore a cercare la perfezione tecnica, ma questa volta abbiamo deciso di abbracciare l’imperfezione, puntando sull’autenticità. Insieme a mio fratello abbiamo scelto di non perderci nei dettagli, evitando di sovraprodurre e lasciando che la musica parlasse da sé. Questo approccio ci ha permesso di goderci il processo, senza la pressione di dover raggiungere una perfezione artificiale.”
Il primo singolo, ‘Find My Identity’, ha ricevuto grande apprezzamento Com’è nata la collaborazione con Ronnie Romero?
“Tutto è nato in modo molto naturale durante il tour in Germania, a gennaio 2024, dove abbiamo condiviso il palco con Ronnie Romero. Successivamente ci siamo incrociati di nuovo in alcuni festival insieme agli Accept. Abbiamo costruito un bel rapporto, che è andato oltre la collaborazione artistica: oggi possiamo dire di essere amici. Ronnie è un artista incredibile, con una voce e una presenza scenica potenti. Quando abbiamo scritto ‘Find My Identity’, ci è sembrato perfetto coinvolgerlo. Il risultato è stato eccezionale, e siamo grati per il suo contributo.”
Avete coinvolto artisti leggendari come Blaze Bayley, Stu Block e David Marcelis Come si sono sviluppate queste collaborazioni?
“Blaze Bayley è un amico di lunga data, un artista con cui condividiamo un legame profondo, umano e professionale. Con lui c’è sempre stato rispetto reciproco e grande collaborazione. Stu Block ha una storia importante con Luke, che ha suonato con lui negli Iced Earth per oltre dieci anni, quindi coinvolgerlo è stato quasi naturale. David Marcelis, invece, è un nostro sostenitore di vecchia data, sempre presente e generoso. Avere tutte queste voci straordinarie nell’album ha aggiunto una ricchezza sonora e una varietà interpretativa che ci rende davvero orgogliosi.”
In che modo ogni artista ospite ha influenzato il carattere dei brani a cui ha partecipato?
“Ognuno di loro ha portato il proprio tocco unico. Hanno studiato i testi, compreso il messaggio delle canzoni, ascoltato le melodie, e poi hanno fatto propri i brani. Non si sono limitati a interpretare: li hanno vissuti, aggiungendo sfumature vocali e stilistiche che hanno dato nuova vita alle composizioni. Questo approccio ha reso ogni collaborazione speciale e irripetibile.”
Il brano ‘Justice’ presenta un finale “colossale, in stile operistico” Da dove viene questa scelta stilistica?
“Ci siamo ispirati alle atmosfere epiche dei film western classici, ma anche a quelle grandi produzioni rock e metal degli anni ’80 dove i cori esplodono in modo teatrale. Volevamo un finale che avesse un impatto emotivo forte, quasi cinematografico, e per questo abbiamo optato per un’impostazione corale in stile ‘gang vocal’. Il risultato è una conclusione grandiosa, che rappresenta perfettamente lo spirito dell’intero album.”
L’album è stato registrato presso la sede della Rocksector Records Com’è stato il processo in studio?
“Lavorare nel mio studio è stata una scelta pratica ma anche emotiva. Essere a casa significa poter bilanciare al meglio la vita familiare e quella creativa. Il clima era rilassato, senza pressioni esterne, e questo ci ha permesso di concentrarci sulla musica in modo genuino. Abbiamo registrato quando ci sentivamo ispirati, senza l’ansia delle scadenze. È un modo di lavorare che ci rappresenta e che vogliamo continuare a portare avanti.”
Ade Emsley ha curato il mastering dell’album Cosa ha portato al progetto in termini di suono e visione?
“Ade è un professionista straordinario. Ha lavorato con band leggendarie come Iron Maiden e Blaze Bayley, quindi sapevamo di essere in ottime mani. È una persona discreta, non parla molto, ma quando consegna il materiale finale, senti tutta la qualità e l’esperienza che porta con sé. Ha saputo valorizzare ogni sfumatura del nostro suono, rendendo l’intero album ancora più potente e coeso.”
Quanto ha influito l’esperienza live sulla composizione dei brani di ‘Justice’?
“Tantissimo. Suoniamo dal vivo con costanza ogni anno, e questo ci permette di capire cosa funziona davvero, cosa arriva al pubblico e come trasmettere energia. L’esperienza sul palco ci ha insegnato a scrivere canzoni che funzionano anche dal vivo, che coinvolgono e lasciano il segno. Il fatto di essere una band indipendente ci ha resi ancora più determinati a restare fedeli alla nostra identità, anche nelle registrazioni.”
I preorder ispirati ai personaggi di ‘Tombstone’ sono un’idea unica. Come è nata questa trovata?
“Ci piaceva l’idea di giocare con l’universo narrativo del film e coinvolgere i fan in qualcosa di più immersivo. Abbiamo creato diverse opzioni di preorder, ognuna legata a un personaggio o a un rango dell’universo di ‘Tombstone’. È stato un modo per rendere l’esperienza ancora più personale e divertente, e i fan hanno apprezzato molto.”
‘Justice’ sembra rappresentare un’evoluzione del vostro stile In che modo pensi si differenzi dai vostri lavori precedenti?
“È sicuramente un passo avanti per noi. Pur mantenendo il sound riconoscibile degli Absolva, con le sue radici hard rock e metal, in questo album abbiamo esplorato nuove sonorità e strutture. Il processo creativo è stato più fluido e
libero, e si percepisce una maturità diversa. La fusione tra potenza e melodia è il tratto distintivo di ‘Justice’, e ci ha permesso di esprimerci con una voce più completa.”
Avete già suonato quattro date in Italia con Blaze Bayley Che tipo di riscontro avete avuto dal pubblico italiano?
“Il pubblico italiano ci ha davvero sorpresi per calore e partecipazione. Era passato molto tempo dall’ultima volta che avevamo suonato in Italia, quindi tornare e trovare così tanta energia è stato emozionante. Abbiamo ritrovato vecchi fan e ne abbiamo conquistati di nuovi. L’accoglienza è stata fantastica, e ci ha fatto capire quanto sia forte il legame con l’Italia.”
Avete in programma di tornare in Italia per promuovere ‘Justice’ con un tour dedicato?
“Ci piacerebbe moltissimo. L’Italia è un Paese speciale per noi e non vediamo l’ora di tornare per presentare ‘Justice’ come si deve, magari con un tour tutto dedicato.”
Cosa sperate che provino i fan ascoltando questo album dall’inizio alla fine?
“Ci auguriamo che riescano a entrare davvero nel viaggio che abbiamo costruito con ‘Justice’. Ogni brano ha un’anima propria, ma insieme formano un racconto coerente, pieno di emozione, forza e passione. È il nostro lavoro più completo finora, e crediamo che chi ci segue da sempre, così come i nuovi ascoltatori, potrà sentirsi in totale sintonia con il nostro sound”