Sister Murder – Dismembered Serenity
Il 12/09/2025, di Ermes Casagrande.
Dopo anni di silenzio, le Sister Murder tornano con un nuovo album che segna la loro rinascita artistica e personale: ‘Resurrecting the Wounded Psyche’. Un’opera feroce, viscerale, ma sorprendentemente consapevole, che affonda nel dolore, nella rabbia e nella voglia di sopravvivere. In questa intervista, la band indonesiana ci racconta il significato profondo dietro titoli disturbanti come ‘Aborted of Rotten Fetus’, l’impatto del cambio di formazione, e il ruolo catartico della brutalità sonora. Con una visione che unisce introspezione e violenza espressiva, le Sister Murder confermano di essere molto più di una band female-fronted: sono una voce potente dell’underground estremo, pronta a colpire ancora più duramente.
‘Aborted of Rotten Fetus’ è un’affermazione brutale. Quale messaggio o emozione volevate trasmettere con questo brano?
“‘Aborted of Rotten Fetus’ è il nostro tentativo di dare voce al dolore non detto di una vita che non ha mai avuto la possibilità di cominciare. Attraverso la canzone, cerchiamo di interpretare i pianti silenziosi del feto: rabbia, dolore e disperazione sepolti nell’oscurità. Non si tratta solo di brutalità fine a sé stessa, ma di un riflesso crudo della sofferenza e dell’esistenza perduta, raccontato dal punto di vista del non nato.”
Dopo una lunga pausa, come ci si sente a pubblicare il vostro lavoro più brutale di sempre? Cosa è cambiato per voi, a livello personale o musicale, dal 2010?
“È come una rinascita. Dopo una pausa così lunga, pubblicare il nostro lavoro più brutale è sia pesante che liberatorio. Dal 2010 siamo cresciute non solo come musiciste, ma come persone—abbiamo vissuto difficoltà, cambiamenti di vita, e cicatrici che si sono riversate nella musica. All’epoca cercavamo solo di suonare più duro possibile; ora c’è più focus, più intenzione dietro la brutalità. Il suono è più affilato, la rabbia più profonda, e sembra di aver finalmente catturato ciò che Sister Murder è sempre stata destinata a essere.”
Il titolo ‘Resurrecting the Wounded Psyche’ suggerisce temi psicologici profondi. Come convivono queste idee con l’immaginario violento della vostra musica?
“Scrivere ‘Resurrecting the Wounded Psyche’ per noi è stato un modo per liberarci di ciò che portavamo dentro. La violenza nella nostra musica non serve solo a scioccare: è il nostro modo di trasformare traumi, rabbia e dolore in suono. Ogni riff, ogni scream gutturale è un confronto diretto con quelle cicatrici. Nella confusione, non solo esprimiamo la lotta, ma troviamo anche uno sfogo, un momento di guarigione.”
La band è stata in pausa per diversi anni. Cosa ha portato alla rinascita del gruppo nel 2023?”
“Siamo rimasti in silenzio per anni perché la vita ci ha trascinato in direzioni diverse—lavoro, problemi personali, la sopravvivenza fuori dalla scena. Ma in fondo, il fuoco non si è mai spento davvero. Nel 2023 abbiamo sentito che era il momento giusto per tornare, più forti e concentrate. La rinascita delle Sister Murder non è stata solo un ritorno sul palco, ma il bisogno di riprenderci la voce, incanalare tutto ciò che abbiamo vissuto nella musica, e dimostrare a noi stesse che questa band ha ancora qualcosa da dire.”
Come ha influito il cambio di formazione sul vostro suono e sul processo creativo del nuovo album?
“Ha avuto sicuramente un impatto. Con Levi alla chitarra e Chesil al basso, le loro diverse influenze musicali hanno portato un nuovo sapore al nostro suono. Il contrasto ci ha spinto a esplorare idee fresche che forse non avremmo mai considerato prima. È stata una sfida, ma positiva: ha reso il processo di scrittura più dinamico e ha dato all’album un carattere più forte e variegato, pur mantenendo la brutalità grezza delle Sister Murder.”
L’Indonesia ha una scena metal underground molto viva. In che modo l’ambiente locale ha plasmato la vostra musica e identità come band?”
“Crescere nella scena underground indonesiana ci ha formato in ogni aspetto. Lo spirito DIY, l’energia grezza dei piccoli concerti, e la solidarietà tra band e fan ci hanno spinto a non mollare nemmeno nei momenti difficili. Ci ha insegnato a sopravvivere con poche
risorse, ma anche a essere creativi e sinceri con la nostra musica. L’identità delle Sister Murder è profondamente legata a quell’ambiente: rumorosa, intransigente, e costruita sulla resilienza della nostra comunità underground.”
La vostra musica e i vostri visual sono apertamente grotteschi. Quanto è importante lo shock o l’orrore come strumento espressivo nel vostro lavoro?
“Visivamente forse non siamo così terrificanti rispetto ad altre band death metal. Ma cerchiamo di trasmettere il messaggio attraverso immagini che rappresentano i temi e le storie dietro le nostre canzoni.”
Il video di ‘Aborted of Rotten Fetus’ è intenso—quanto siete state coinvolte nel concept e nella produzione?”
“Abbiamo dato l’idea di base, ma David mi ha aiutato moltissimo.”
Questa uscita sembra più pesante e precisa che mai. Qual è stato il vostro approccio alla produzione e alla scrittura dell’album?
“Volevamo che questo album colpisse più duro, quindi abbiamo ridotto tutto all’essenziale. I riff sono più mirati, la batteria più precisa e le voci più devastanti. Durante la scrittura ci siamo spinte a essere brutali ma chiare: ogni parte doveva servire la canzone, senza riempitivi. A livello di produzione, abbiamo mantenuto un suono grezzo, ma abbiamo fatto in modo che il mix lasciasse spazio alla pesantezza per emergere con forza.”
C’è una chiara influenza da band come Analepsy e Abominable Putridity—come incorporate queste influenze senza perdere la vostra identità?
“Ammiriamo ovviamente band come Analepsy e Abominable Putridity, e il loro suono ci ispira. Ma non vogliamo essere una copia. Prendiamo ciò che amiamo—il groove, la pesantezza, l’atmosfera—e ci aggiungiamo un riff accattivante, come fanno i Nile.”
Il slam death metal è spesso frainteso. Cosa vorreste che la gente capisse meglio del genere?
“Molti pensano che il slam death metal sia solo rumore o gore senza significato, ma c’è molto di più. Ha un suo groove, una sua atmosfera. È brutale, ma anche molto tecnico nel modo in cui si trasmette quella pesantezza. Onestamente, è un modo per sfogare emozioni che non possono essere espresse in altro modo. Vorremmo che più persone vedessero la creatività e la disciplina dietro la brutalità.”
Che ruolo gioca l’essere una band female-fronted nella vostra identità o nella percezione che gli altri hanno di voi nella scena?
“Essere una band female-fronted è sicuramente parte della nostra identità, ma non è tutto. Non vogliamo che la gente ci ascolti solo perché siamo donne, vogliamo che sentano la brutalità, l’intensità, il messaggio. Allo stesso tempo, sappiamo che questo mette in discussione alcuni stereotipi nella scena, e ne siamo fiere. Se la nostra presenza dimostra che le donne possono essere altrettanto
pesanti, grezze e intransigenti nel brutal death metal, allora è un messaggio che siamo felici di portare avanti.”
Qual è stata la traccia più difficile da scrivere o registrare in ‘Resurrecting the Wounded Psyche’, e perché?
“La traccia più difficile è stata sicuramente ‘Aberration Mental Collapse’. I riff e i cambi di tempo erano complicati da sincronizzare, e i pattern vocali ci hanno portato al limite. Abbiamo passato molto tempo a fare in modo che il caos non perdesse forma, perché la canzone doveva risultare devastante ma comunque controllata. Ci ha prosciugato durante le registrazioni, ma quella fatica l’ha resa una delle tracce più potenti dell’album.”
Il titolo dell’album implica una forma di guarigione attraverso la violenza o il caos. C’è un elemento catartico o terapeutico nel creare questa musica?”
“Assolutamente. Per noi, la violenza e il caos nella musica sono un modo per liberarsi di ciò che portiamo dentro. Scrivere e suonare questi brani è catartico: è come urlare rabbia, dolore e traumi finché non resta più nulla da trattenere. Può sembrare brutale all’esterno, ma per noi è terapeutico. In quel muro di suono, troviamo uno sfogo, e a volte perfino la pace.”
Cosa c’è in programma dopo l’uscita dell’album? Tour, video, collaborazioni di cui i fan dovrebbero essere a conoscenza?
“Abbiamo in programma un tour in Indonesia e Malesia. Dopo, forse vogliamo realizzare un videoclip per ‘Human Body Dismemberment’.”