Coroner – il ritorno dei nobili del thrash (Part 2)
Il 19/11/2025, di Francesco Faniello.
Ed ecco la seconda parte dell’intervista con Tommy Vetterli dei Coroner (trovate qui la prima parte), in merito al nuovo disco ‘Dissonance Theory’ e alle tante collaborazioni del chitarrista e produttore svizzero, dai Kreator ai “nostri” Schizo…
Voi e i Celtic Frost avete materialmente messo la Svizzera sulla mappa dell’extreme metal dopo che la gente era abituata a cose tipo i Krokus o i Gotthard: un buon contrappunto rispetto a quel tipo di sound più “classico”…
“Sì, decisamente.”
Dopo i Coroner, tutti sappiamo che hai suonato in un paio di album dei Kreator. Curiosamente, l’ultimo pezzo della setlist della tua performance con i Kreator al Dynamo ’98 era la loro notissima ‘Renewal’. C’è qualche connessione tra il classico dei Kreator e la scelta di un titolo così per il vostro primissimo singolo relativo al nuovo album?
“No, veramente no. Renewal, rinnovamento… è solo una parola, tutto qui. L’altra possibilità era di chiamarlo ‘What Remains’, un’espressione presente nel testo. Ma non mi piaceva… decisamente, preferisco ‘Renewal’. È chiaro, sapevo bene che i Kreator avevano un album chiamato ‘Renewal’, la cui title track era in scaletta nel periodo in cui ho suonato con loro, ma mi sono detto… e allora? È solo una parola.”
Sì, sono d’accordo. A proposito, cosa vi ha spinto a scegliere ‘Renewal’ e ‘Symmetry’ come primi singoli? Te lo chiedo perché ho apprezzato particolarmente la scelta di ‘Symmetry’, un vero e proprio assalto frontale che non lascia prigionieri…
“Quando la label mi ha detto che dovevamo pubblicare dei pezzi prima dell’uscita dell’album non è che io fossi molto entusiasta all’idea, ma alla fine è una cosa normale e lo fanno tutti, oggi come oggi. Va detto che per me l’album è un’entità unica: prendere un pezzo e metterlo in anteprima equivale a slegarlo dal suo contesto, e l’idea non mi piaceva affatto. Tuttavia, il motivo per cui ho scelto ‘Renewal’ è perché dal punto di vista del sound è rappresentativa dell’intero disco. Inoltre, mi piace piace anche perché è l’ultima canzone che abbiamo scritto e quindi per me è quella decisamente più “fresca”. Per me è così.”
Dieci anni fa hai collaborato con i thrashers italiani Schizo, suonando un assolo di chitarra sulla title track del loro ‘Rotten Spiral’. Ci sono altri gruppi italiani che conosci e apprezzi?
“Con Nico e Dario siamo ancora in contatto e sono miei ottimi amici: alcune settimane fa li ho incontrati in Sicilia e posso confermare che sono delle grandi persone. Mi piace il nuovo gruppo di Dario [Casabona, NdR], i Demon Spell, che sono un po’ come i Mercyful Fate. Naturalmente conosco i Lacuna Coil, i Bulldozer, i Death SS: l’Italia ha da sempre una grande scena.”
Come ho sottolineato all’inizio, i vostri live sono da sempre una garanzia; personalmente vi ho visti a Bologna al Return of the Gods con i Pantera e i Kreator, ma ci ricordiamo tutti della vostra incredibile performance a Berlino Est nel 1989… avete programmi per un tour imminente e ci saranno date italiane?
“Sì, abbiamo una nuova agenzia che lavora alacremente in questo senso, perché vogliamo suonare in maniera capillare! Ci abbiamo messo tutto il cuore per la realizzazione di questo album: vogliamo promuoverlo e non vediamo l’ora di suonare questi pezzi dal vivo. Insomma, l’intenzione c’è e non vediamo l’ora di suonare di nuovo in Italia!”
Bene! Abbiamo tempo per qualche altra domanda?
“Ma certo!”
Per prima cosa vorrei sapere se, riguardando al tuo periodo con i Kreator, ritieni anche tu che quella sia stata l’ultima fase in cui la band si sia trovata a sperimentare con nuove sonorità – parlo di ‘Outcast’ ed ‘Endorama’ – per poi tornare indietro sui propri passi ed entrare in una sorta di comfort zone. Sei d’accordo?
“Sì, decisamente. Sono stato nei Kreator in quello che era un momento particolare per loro: l’heavy metal era in declino e prendevano sempre più piede le tendenze grunge, techno e gothic. Si è trattata di una fase sperimentale fantastica, anche perché come artisti si ha il dovere di provare cose nuove ed esplorare nuovi orizzonti. Dopo che ho lasciato la band hanno deciso di fare ciò che gli riesce meglio, ossia il classico thrash metal tedesco che loro stessi avevano contribuito a inventare. Sono un gruppo fantastico, ma devo dire che sono tuttora orgoglioso di quegli album in cui ho suonato perché c’è qualcosa di speciale in essi. Tra l’altro, hanno ancora in scaletta un pezzo di quel periodo, ‘Phobia’…”
Che è un classico a tutti gli effetti, assieme a ‘Extreme Aggression’ e ‘Pleasure to Kill’. Ma mi sentirei di citare anche ‘Golden Age’…
“Pensa, ho letto un po’ di commenti da parte dei fan riferiti alla nuova ‘Symmetry’, dicendo che suona un po’ come i Kreator e io… Kreator? No!, ma poi mi sono ricordato che lo stile del riff può ricordare uno dei pezzi che ho scritto per ‘Endorama’ [è ‘Shadowland’, NdR]. Non sono sicuro di quale sia, ma è sicuramente uno dei pezzi più veloci. Alla fine, è pur sempre il mio stile di scrittura, e leggendo il commento ero già quasi sicuro che il ragazzo avesse ragione… e che avessi torto io!”
Che cos’è la “teoria della dissonanza” a cui fa riferimento il titolo del vostro album?
È un concetto legato alla dissonanza cognitiva. Ne hai mai sentito parlare? È come quando credi in due cose diverse… un esempio semplice può essere quello per cui magari ti piace mangiare carne ma ti piacciono gli animali e non faresti mai del male a un animale. In questo caso, hai un conflitto interiore: o diventi vegano o vegetariano o continui a mangiare carne, ma vivi comunque un conflitto interiore. Penso sia un argomento molto interessante. In questo senso, ‘Dissonance Theory’ è un concept album ma non segue una storia dall’inizio alla fine; piuttosto, ogni canzone è un po’ relativa a questo tema, nella misura in cui non c’è un’unica verità: tu hai la tua verità, io ho la mia e l’altro magari ne ha un’altra. Il concetto per cui si possano essere due facce di una stessa medaglia mi ha affascinato molto.”
Visto che ci avviciniamo alla fine, devo proprio chiederti qual è il tuo album preferito dei Coroner…
“Eh, è difficile parlare di un mio album preferito, perché sarebbe come un padre che preferisce un figlio rispetto all’altro. In questo momento i miei favori vanno decisamente verso ‘Dissonance Theory’, perché è il lavoro più recente e dunque quello più fresco. Lo ribadisco, sono molto felice di quest’album e spero che i fan la pensino allo stesso modo. Finora i feedback sono davvero positivi in merito ai primi due singoli e… decisamente, siamo molto contenti. Sicuramente non si tratta di una fruizione semplice, dato che va assimilato con calma e con più ascolti. Credo fermamente che si tratti di un album interessante, in cui puoi scoprire nuovi particolari anche dopo averlo ascoltato una ventina di volte…”
E invece… È ‘Abbey Road’ il tuo album preferito dei Beatles, o no? [in riferimento alla loro cover di ‘I Want You (She’s So Heavy)’ uscita su ‘Mental Vortex’ nel ’91, NdR]
“Ah, è sicuramente uno dei miei preferiti. Anche ‘Sgt. Pepper…’ è fantastico: i Beatles hanno scritto tantissime grandi canzoni!”
Beh, la cover di ‘I Want You…’ a opera dei Coroner è decisamente fantastica. Tommy Vetterli si è dimostrato affabilissimo, a fronte di un disco che ha tutte le carte in regola per essere il comeback dell’anno. Il discorso poi è andato sul suo cognome, apparentemente italiano ma in realtà tipicamente svizzero/tedesco, sulle differenze tra Svizzera e Italia, sul costo della vita e sul suo amore per l’Italia. Ne è decisamente valsa la pena!