Blue Medusa – La Musica Alle Mie Condizioni
Il 07/04/2026, di Dario Cattaneo.
Tra songwriting condiviso, influenze dichiarate e un approccio che punta sui singoli più che sul classico album, Alissa White-Gluz, la leader delle Blue Medusa, ci racconta la nascita del progetto, il peso delle collaborazioni e il desiderio di portare presto la band anche in Europa. Dopo anni trascorsi tra collaborazioni, apparizioni e attività su più fronti della scena heavy, è arrivato per lei il momento di concentrare le energie su un progetto nuovo e più personale. Blue Medusa nasce infatti come un contenitore pensato per valorizzare una visione artistica ben precisa, costruita attorno a una forte identità vocale, a un songwriting condiviso e a un approccio creativo libero da schemi troppo rigidi. In attesa di capire quando sarà possibile vedere la band anche dal vivo in Europa, abbiamo parlato con la fondatrice del percorso che ha portato alla nascita del progetto, del ruolo delle molteplici collaborazioni nella sua crescita artistica e del rapporto, oggi sempre più complesso, con l’industria musicale.

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Come sono nate concretamente le Blue Medusa? Avevi già un’idea precisa del sound che volevi ottenere oppure tutto si è sviluppato più naturalmente, una volta trovate le persone giuste?
“Avevo già ben chiaro cosa mi piace eseguire e cosa mi piace ascoltare, quindi avevo già in mente una direzione precisa. Però avevo sicuramente bisogno della squadra giusta per riuscire a realizzarla. Per Blue Medusa avevo chiaro dove volevo arrivare a livello sonoro, e da lì si è trattato semplicemente di affinare quella visione.”
Puoi presentare le Blue Medusa ai nostri lettori? Magari raccontandoci qualcosa della line-up e delle due chitarriste, Alyssa Day e Dani Sofia?
“Alyssa Day è una chitarrista incredibile. L’ho conosciuta qualche anno fa perché ci siamo trovate entrambe a suonare a uno show dei Metal Allegiance e in quell’occasione abbiamo anche eseguito un brano insieme. Mi era sembrata fortissima, quindi siamo rimaste in contatto. Dani Sofia invece è una persona che ho scoperto tramite Instagram. L’ho vista suonare e ho pensato subito: wow, adoro il suo stile, adoro il modo in cui sceglie le note. Quando è arrivato il momento di scegliere davvero le persone per Blue Medusa, volevo essere sicura che tutti si ritrovassero in questo tipo di musica, perché ovviamente è molto più bello fare qualcosa che ti piace davvero. Tutte e tre scriviamo insieme, ognuna contribuendo con le proprie parti, quindi il processo si è sviluppato in maniera molto naturale. Per quanto riguarda batteria e basso, stiamo lavorando con musicisti fantastici, ma non volevo bloccare nessuno in ruoli troppo rigidi perché quasi tutti quelli che conosco suonano anche in molte altre band. Ho preferito mantenere la cosa più flessibile e senza mettere pressione a nessuno. Oggi funziona così.”
In una recente intervista hai citato Devin Townsend come un artista che ammiri molto, soprattutto per il suo approccio creativo alla scrittura e alla produzione. Che cosa ti ispira di più di lui?
“Più di ogni altra cosa, direi proprio il suo approccio mentale. Ovviamente adoro la sua musica, ma quello che mi colpisce davvero è la libertà con cui crea e il fatto che il suo lavoro sia così autosufficiente. Il modo in cui ha scritto, prodotto e pubblicato musica nel corso degli anni è molto particolare, molto personale, e questa cosa mi piace tantissimo. Mi piace l’idea di fare musica alle proprie condizioni.”
Quando scrivi musica, senti mai il bisogno di bilanciare certi elementi — per esempio se un brano diventa troppo moderno o troppo heavy — oppure il tuo processo è più istintivo?
“Direi che il mio processo è soprattutto istintivo, anche perché ascolto molti tipi diversi di musica. L’unico momento in cui magari mi fermo e provo a rimettere a fuoco qualcosa è se scrivere le linee vocali per una certa parte diventa complicato. Se qualcosa suona troppo forzato o non si adatta bene alla voce, allora magari lo modifico. Ma non entro mai nella scrittura con limiti o regole già stabilite in partenza.”
Nel corso degli anni sei stata coinvolta in moltissime collaborazioni e partecipazioni speciali. Quanto è stato importante tutto questo nel plasmarti come musicista?
“Per me è stato molto importante. Le collaborazioni sono state un modo per tenermi allenata e mantenere vive le mie capacità. È un po’ come andare in palestra: se fai sempre lo stesso allenamento, a un certo punto tutto diventa routine e smetti di metterti davvero alla prova. Collaborare con altri mi permette invece di cambiare approccio e di sfidare me stessa in modi diversi, sia come cantante che come performer. In più, quasi tutte le mie collaborazioni le registro e le produco da sola, quindi mi hanno aiutata molto a crescere anche da quel punto di vista. E ovviamente è sempre stimolante poter far parte della musica di così tanti artisti fantastici.”
Con le Blue Medusa state pubblicando una serie di singoli invece di un album completo. Come vivi questo approccio?
“Mi piace molto l’idea di pubblicare singoli con maggiore frequenza. Penso che in questo modo ogni canzone possa ricevere più attenzione. Quando pubblichi un album, ovviamente, è un traguardo enorme, ma a volte alcuni brani finiscono un po’ sullo sfondo. Con i singoli, invece, ogni pezzo ha la possibilità di vivere davvero di vita propria. Inoltre sono una di quelle persone che credono fortemente che un album non dovrebbe mai avere filler: ogni singola canzone dovrebbe essere ottima. Pubblicare singoli è anche un modo per valorizzare questa idea.”
Pensi che le tue convinzioni personali influenzino la tua musica e i tuoi testi?
“Sì, decisamente. Se canti o urli, devi sentire qualcosa in modo molto forte.Quindi sì, le mie convinzioni influenzano il mio modo di scrivere, ma non direi che scrivo canzoni su un singolo argomento specifico in modo diretto. È qualcosa di più astratto, più poetico. Le emozioni ci sono, ma non sempre sono legate a un messaggio esplicito e dichiarato.”
A questo punto della tua carriera, che cosa ti entusiasma di più del fare musica? E che cosa, invece, può ancora risultare frustrante?
“La parte che amo di più è la scrittura — soprattutto dei testi e delle linee vocali. Mi piace lavorare sulle armonie, sui ritmi, sulle inflessioni, su tutti quei piccoli dettagli che rendono davvero viva un’interpretazione. Mi piace poi riascoltare tutto e chiedermi: sono riuscita a trasmettere quello che volevo trasmettere? Ho creduto davvero in quello che stavo cantando?
La parte che invece mi piace meno è tutto ciò che riguarda l’industria musicale: il lato business, quello amministrativo. Può essere molto scoraggiante. Devi lavorare duramente per non perdere l’amore per la musica quando ti trovi dentro un ambiente che spesso la tratta come un prodotto da consumare.”
Quanto sarà importante la dimensione live per le Blue Medusa? State pensando di portare avanti un’attività concertistica intensa?
“Suonare dal vivo sarà sicuramente una parte molto importante di Blue Medusa. Io sono sempre stata una persona molto attiva dal vivo — credo di aver fatto più di 2000 concerti nella mia vita, che è una cosa folle. Abbiamo parecchie cose in lavorazione in questo momento. Appena ci sarà qualcosa di confermato, ovviamente lo annunceremo. Ma sì, sicuramente abbiamo intenzione di suonare molto.”
Vedremo le Blue Medusa in Europa questa estate?
“Forse dovrete aspettare ancora un po’, ma prima o poi ci vedrete sicuramente in Europa. Non so ancora se succederà già questa estate.”
Che effetto ti fa sapere che così tante persone, nel corso degli anni, si sono sentite vicine alla tua musica? E ti va di lasciare un messaggio ai tuoi fan italiani?
“Prima di tutto, voglio dire grazie di cuore a chiunque abbia trovato un qualunque tipo di connessione con qualsiasi canzone io abbia mai cantato. È esattamente per questo che faccio musica. Sapere che qualcosa che ho creato possa arrivare a qualcuno e avere un effetto positivo su di lui significa tantissimo per me. Ai miei fan in Italia voglio dire che non vedo davvero l’ora di tornare. Ogni volta che suoniamo da voi c’è sempre qualcosa di speciale, e sarà davvero emozionante portare Blue Medusa lì per la prima volta.
Tenete gli occhi aperti, perché prima o poi annunceremo delle date europee. E grazie davvero per il vostro supporto.”