Lovedrop – Drop Some Smile
Il 08/05/2026, di Gianfranco Monese.
Il quartetto dei Lovedrop è una realtà che sta cercando di farsi spazio all’interno del panorama underground, complice (anche) un gran apprezzamento che il singolo ‘(Oh) My Fkn Heart’ ha avuto da parte del musicista Mark The Hammer in uno dei suoi video nei quali egli da spazio alle band di ogni regione italiana. Ma le novità sono sempre dietro l’angolo per i quattro padovani, che l’otto maggio prossimo usciranno con un altro singolo dal titolo ‘Pretty Girls Should Always Smile’. Di tutto questo, e di tanto altro, la frontwoman Maria Grazia Zancopè ed il batterista Marco Andreetto hanno parlato ai microfoni di Gianfranco Monese. Buona lettura!
Buongiorno Lovedrop, grazie della vostra disponibilità e benvenuti a Metal Hammer Italia: come state innanzitutto?
“(Maria Grazia Zancopè) Ciao, e grazie a te! Io benissimo, lui malaticcio.” (Ride, ndr.)
“(Marco Andreetto) Beh dai, si recupera…”
“(MGZ) Siamo nel bel mezzo della promozione di ‘(Oh) My Fkn Heart’, quindi siamo molto gasati, anche in vista delle prossime mosse.”
“(MA) Si, assolutamente, anche perché queste nuove canzoni che stanno uscendo fanno parte di un nuovo percorso che abbiamo intrapreso da quest’anno, un qualcosa che ci sta entusiasmando molto, e già la risposta del pubblico sul nuovo singolo è stata molto positiva.”
Ve la sentite di presentarvi ai lettori? Che quartetto siete, qual’è il vostro background?
“(MA) La band si è formata ufficialmente nel 2022, ma in realtà nasce dall’evoluzione sonora di un gruppo che esisteva precedentemente e con cui facevamo principalmente melodic Metal. Abbiamo passato molti anni a comporre quel genere, dopodiché all’arrivo della pandemia l’essere chiusi in casa ci ha fatto riflettere maggiormente sul percorso che si voleva intraprendere, da lì c’è stato un cambiamento sonoro unito al cambio di nome: è stata un’evoluzione, direi, abbastanza naturale, e questo percorso ci ha portati dove siamo ora, con un album pubblicato, una cover, ed i singoli che stanno uscendo in questo periodo.”
“(MGZ) Oltretutto il fatto che ha dato il via al cambiamento odierno, dato che non ci piace rimanere sempre sulla stessa linea, è stato che noi siamo partiti inizialmente con un quinto membro, che poi è uscito. C’è insomma una storicità nella band: ci conosciamo da tredici anni, più o meno, siamo quindi rodati, e nel momento in cui lui, da maggior compositore del gruppo, è uscito, prendendo in mano noi la composizione abbiamo iniziato a lavorare insieme. ‘(Oh) My Fkn Heart’ è stato il primo test, ed effettivamente secondo me abbiamo fatto un bel salto in avanti a livello compositivo.”
Se non erro, ascoltando i singoli che con costanza pubblicate, il vostro è un percorso in costante evoluzione: qual’è il vostro intento?
“(MGZ) Abbiamo avuto una conversazione interessante con gli spagnoli Ankor: siamo molto amici e l’anno scorso abbiamo parlato di ciò con David (il chitarrista, ndr.), il quale ci ha tranquillizzati, nel senso che l’intenzione nostra è si quella di avere un qualcosa che ci distingua, però quel qualcosa lo si confeziona fino ad un certo punto. Quello che veramente conta è avere una linea, un messaggio che si vuol trasmettere, e secondo me lo si può fare anche con diverse sonorità, soprattutto grazie al target che abbiamo, il quale ci permette di spaziare un pò di più, dato che progetti come Falling In Reverse o Bad Omens sembrerebbero dimostrare di avere una linea in costante variazione che nasce da mashup diversi, che è un pò la linea del Metalcore e post Hardcore. Quindi penso che la scelta del genere sia quella che ci ha dato più direzione, da un certo punto di vista. David stesso ci ha detto di non avere tantissime idee: solitamente quello che scrive, poi pubblica, ed ascoltando gli Ankor si sente un bacino di influenze enorme, e questo penso sia un punto in più. Poi chiaramente, nel momento in cui si ha un pezzo, bisogna cercare comunque di legarlo un pò con gli altri.”
Si, forse al giorno d’oggi per come sta andando il Metal in generale, la sperimentazione da voi citata è più un pro che un contro, mentre all’opposto ricordo benissimo che il Nu Metal, per la seconda metà degli anni Novanta definito una sperimentazione del genere, non era ben visto…
“(MGZ) Inoltre va detto che il mercato si evolve in maniera talmente veloce che bisognerebbe fare il contenuto che si ha dentro in quel momento. Se si aspetta anche solo un anno, rischia di non essere più una novità o un trend, in quanto lo era prima. Quindi non ha neanche più senso il fatto del tempismo, altrimenti tutto diventa una “corsa agli armamenti”: bisogna fare quello che ci si sente, punto.”
“(MA) Gli Ankor sono stati un pò vittima di questo, ma lo hanno trasformato in un punto a favore. Questo essere indefiniti come genere, stare nel mezzo, è un qualcosa che tempo fa, come hai detto te, era un punto a sfavore, adesso invece molte band puntano proprio su quello, rendendolo il loro punto di forza, e funziona.”

Tornando ai vostri singoli, l’otto maggio uscirà il nuovo ‘Pretty Girls Should Always Smile’: partiamo dal significato del titolo…
“(MA) Il titolo arriva da una citazione di ‘The Substance’, film con Demi Moore uscito nel 2024. L’abbiamo visto insieme io e Mary, lei che inoltre è una grandissima appassionata di film horror, e ricordo che a visione terminata abbiamo avuto la stessa sensazione circa lo scrivere un pezzo su quel film. Il titolo della canzone arriva dalla scena più iconica, nella quale la protagonista viene messa in una situazione ansiogena, e le viene detta proprio questa frase, simbolo di tutta la pressione che viene messa addosso alla donna per dover apparire in un certo modo, come se tutta la sua figura ruotasse attorno all’apparire. Il pezzo parla di questo, poi si sviluppa in altre tematiche…”
“(MGZ) Si, il titolo rappresenta un pò il senso del film. Quello che ci è piaciuto del film, oltre alla trama in sé, è il fatto che il genere horror in generale ha la possibilità di esplorare temi anche già trattati, ma in una maniera completamente diversa, e secondo me aver trattato il patriarcato ha trasmesso ancor meglio la sensazione che prova una donna quando sperimenta determinate situazioni, soprattutto una donna che non si conforma eccessivamente alla società di oggi.”
Nel video annesso, che direzione artistica vi siete imposti?
“(MGZ) Quando ho scritto il testo, non ho pensato ad un trattato sul femminismo, ma ad un qualcosa preso da esperienze personali, e siccome in tutti i pezzi che stiamo scrivendo ho una guida “heartbreak”, l’ho collegato ad un qualcosa di personale, come relazioni passate di partner che si sentono sicuri se tu rappresenti esattamente quello che per loro deve essere e fare la donna. Quindi il video è molto più particolare rispetto a quelli precedenti: noi abbiamo sempre preso la direzione artistica del video estetico, dove semplicemente non succede niente, è bello da vedere e va bene così. Qui, invece, mentre pensavamo a come scrivere la canzone, pensavamo anche al video, perché la cosa carina di ‘The Substance’ è il fatto che è diviso in atti, quindi abbiamo diviso il pezzo, ed anche il video, in atti. Nel video è ben chiara l’esposizione della donna a cui segue la liberazione da questa “campana di vetro” in cui sta, e per concludere c’è una “raging madness”, che fondamentalmente è quello che succede nel film, il tutto a modo nostro.”
“(MA) L’ultima parte, dove l’elemento satirico diventa palese, ricorda un pò la scena finale del film ‘Carrie’, quando lei impazzisce.” (di cui il libro di Stephen King, ndr.)
Credete che, in quanto a genere musicale e sulla base dell’evoluzione musicale di cui avete parlato prima, sia questo il presente ma soprattutto il futuro della band?
“(MGZ) Beh, il presente si. (Ride, ndr.) Noi abbiamo preso una decisione particolare, ovvero quella di andare avanti a singoli, dopodiché raggrupparli in un album, proprio per il discorso di continuare a sperimentare, provare cose nuove: funziona come test, da un certo punto di vista, quindi fino ad ottobre, considerando i pezzi che usciranno fino a lì, tutto avrà una certa linea, dopodiché per me tutto può cambiare, non ho particolari aspettative su quello che dovrà essere. La progettualità è quella di continuare semplicemente a fare musica e gestirci da soli il più possibile, in quanto poi la questione etichette e agenzie, soprattutto al nostro livello, secondo me è un pò complicata. Quindi diciamo che finché facciamo quello che ci pare, e lo facciamo bene, e ci piace, non c’è una pretesa più alta. Poi la progettualità si costruisce man mano che si va avanti e si vede qual’è il proprio target.”
“(MA) A me personalmente piace pensare che se questo è il presente della band, il futuro continui a rappresentare un pò la visione che abbiamo: se si evolve quella, insieme si evolvono anche i pezzi.”

Ad andare a braccetto con il nuovo singolo in uscita l’otto maggio, c’è pure ‘(Oh) My Fkn Heart’, singolo uscito il sei marzo scorso e che ha ottenuto un buon riscontro persino dal musicista Mark The Hammer: cosa potete dirci riguardo quel pezzo?
“(MGZ) Quello è un pezzo che viene completamente dal cuore, come da titolo. E’ stato un test, un esperimento sotto tutti i punti di vista, una prova che il progetto poteva proseguire con delle armi in più rispetto a prima. E’ il primo pezzo dove ho messo degli scream, ed in realtà nel momento in cui lo abbiamo scritto non sapevo neanche se sarei riuscita a farlo, ed a livello strumentale Marco ha messo quella parte in più. Io avevo scritto inizialmente lo scheletro di un pezzo Pop/Punk, dato che la mia “skill” come musicista è quella della produzione, e non del “suonare”, quindi sta a lui poi intervenire, l’arrangiatore è Marco. E’ uscito un qualcosa che ha una direzione che abbiamo mantenuto per i pezzi successivi. ‘Pretty Girls Should Always Smile’ non è così: è molto più pesante, però ci sono dei trademark che lo rendono Lovedrop, per quanto il genere sia molto più Metalcore.”
“(MA) ‘(Oh) My Fkn Heart’ è stato un pezzo che, ascoltato una volta finito, ce la siamo sentita di andare avanti, perché è nato da una grande incertezza, dato che venivamo da un periodo incerto, e le incertezze in questo campo sono sempre dietro l’angolo. Però, da lì poi nascono cose come questa, ed io sono molto contento che sia nato un pezzo come ‘(Oh) My Fkn Heart’, perché per me continuerà sempre a rappresentare un pò un nuovo punto di partenza, sotto tantissimi aspetti. A noi due, come team compositivo, ha dato molta più spinta, inoltre il fatto di ricevere molte risposte dalle persone che ci hanno scritto in privato, dicendoci appunto che hanno avuto le nostre stesse sensazioni, personalmente è stata una cosa bella.”
“(MGZ) Poi, senza nulla togliere a Mark The Hammer, personalmente leggere il messaggio di una persona che ti scrive di aver letto il testo e che quella canzone è diventata la sua colonna sonora, quello per me è il senso. Il senso della musica per come lo percepiamo noi è prettamente emotivo, io ho un approccio prettamente emotivo, è ciò che lega gli ascolti, quindi la reazione che mi interessa è quella del pubblico, che poi è colui che ti fa andare avanti. Ricevendo una risposta emotiva, il fan mi fa capire che ha inteso quello che ho voluto inserire nel pezzo, che il messaggio è arrivato.”
Sicuramente, come al tempo stesso Mark The Hammer può darvi più visibilità, perché molta gente può arrivare a voi tramite il suo video.
“(MGZ) Certo, ed infatti la visibilità a noi fa un sacco piacere, anche perché questi sono riscontri che non abbiamo mai avuto prima, inoltre pubblicando appena un pezzo, quindi chiaramente ci è piaciuto molto. Però per me, oltre a servire la persona che da visibilità, serve anche che la gente capisca quello che stiamo facendo.”
“(MA) Piccola parentesi sul video: è stato veramente bello in quanto abbiamo trovato tanti altri amici, ci è piaciuto molto.”
“(MGZ) E’ una bella iniziativa, dato che lui ha la possibilità di farlo, quella di dare visibilità a piccole band da varie regioni italiane, infatti non ti nascondo che ci sono arrivati un sacco di ascolti grazie a lui.”
Molto bene! Ed ora, quali sono i vostri impegni in vista dell’estate?
“(MGZ) Continuiamo a scrivere, che è il fattore principale, inoltre stiamo iniziando ad organizzare delle date dal vivo. In questo momento si sta muovendo qualcosa verso fine maggio, ma di questo non sono ancora sicura, quindi vedremo a inizio mese cosa verrà fuori, tuttavia sicuramente l’idea è quella di riuscire a rinnovare il più possibile il repertorio. Se abbiamo dei pezzi nuovi, degli inediti, li vogliamo suonare dal vivo in quanto rappresentano molto il nuovo corso della band. Quindi il discorso è: abbiamo pubblicato un pezzo, ci sta la visibilità e tutto quel che si vuole, però personalmente adesso è il momento di consolidarla, e magari sul lato live fare un qualcosa di più consistente in autunno.”
A proposito di live: come vi sembra si stai muovendo in Italia il mondo dell’underground, voi che lo state vivendo?
“(MA) Personalmente penso che la community in generale della scena alternative abbia avuto un risveglio incredibile negli ultimi quattro anni circa. Noi conosciamo un sacco di persone, che tra l’altro ci hanno scritto riguardo ‘(Oh) My Fkn Heart’, che escono a vedere dei live… Insomma è una community molto attiva, ci si tiene in contatto, e la situazione di questa scena è proprio viva nei live club, nei posti che permettono alla scena di restare in questo stato di grazia. Io onestamente spero che continui così, dato che se tre o quattro anni fa barcollava, adesso è molto più sentita, e personalmente ho una grandissima stima per tutti gli artisti che fanno parte di questa scena, mi piace molto come si sta evolvendo.”
“(MGZ) Poi noi viviamo molto la scena di Hawaii, band come Superbia, insomma che si avvicinano maggiormente a quello che proponiamo noi, mentre basandomi a quando più di quattro anni fa facevamo melodic Metal, ti posso dire che secondo me la scena power/symphonic è un circuito un pò più chiuso, ma più gestito. Ha più regole, invece ciò che mi piace di questa scena di generi molto simili al nostro, è che si basa molto sulla collaborazione, sul sostenersi a vicenda: questa è la parte più bella. Ovviamente, rispetto ad altri stati europei, c’è carenza non tanto di possibilità ma di interesse, nel senso che siamo andati a serate molto belle ma con poca gente: può essere un discorso di promozione, di persone pigre, e sicuramente dal post Covid lo sono, ma dipende anche dalle zone. Ci sono zone, ad esempio qui in Veneto, dove non c’è nulla, per cui la gente la sera si ritrova al solito posto nel quale sa che c’è una band che suona, anche senza sapere che genere proponga, quindi anche questo crea comunque del nuovo pubblico. Poi chiaramente, se si va a Milano c’è una possibilità infinita di serate, dove è più difficile entrare in un locale e beccare, quasi a sorpresa, una band mai vista prima.”
Bene Lovedrop, l’intervista è giunta al termine. Ringraziandovi ancora per la vostra disponibilità, se c’è qualcosa che desiderate aggiungere per i lettori di Metal Hammer Italia, quest’ultimo spazio è tutto vostro!
“(MA) Innanzitutto ringraziamo tantissimo voi di Metal Hammer Italia per lo spazio che ci avete concesso, ed ovviamente grazie a te Gianfranco, per noi è una grandissima opportunità! Un grazie anche a tutti quelli che stanno leggendo questa intervista: speriamo che la nostra musica vi possa comunicare qualcosa, soprattutto dal lato emotivo come diceva Mary poco fa, che possiate trarre qualcosa da quello che scriviamo, e speriamo di vederci di persona nell’imminente futuro!”
“(MGZ) Quello che vorrei passasse, ogni volta che esce un nostro pezzo, è abbattere il senso di solitudine: penso che il bello della musica sia trovare qualcosa in cui ci si può riconoscere, e pensare di non essere mai soli. Per me è la cosa più importante. Vi ringraziamo un sacco e, per tutto il resto, drop some love!”