Savior from Anger – Down To The Temple
Il 12/05/2026, di Francesco Faniello.
I Savior From Anger sono una realtà storica della frangia dell’HM partenopeo dedita alle forme più classiche del genere. In particolare, Marco Ruggiero e i suoi comprimari seguono quel filone del power venato di thrash denominato US Metal, una scelta che li ha portati in passato proprio in tour negli States. In occasione della recente serie di release retrospettive a loro firma abbiamo contattato il mastermind e chitarrista napoletano per una chiacchierata…
Ciao Marco e benvenuto sulle pagine virtuali di Metal Hammer Italia. Come sta andando l’attività live dei Savior From Anger?
“Ciao a tutti voi e grazie per il supporto che ci date; siamo attualmente in tour e stiamo girando l’Italia, in particolar modo il sud e centro Italia, e la maggior parte degli shows sono andati bene, ad eccezione di qualche data dove c’è stata meno affluenza di pubblico, ma può capitare soprattutto nelle date lontane dalla nostra regione e in territori dove prediligono più le tribute bands che la musica inedita.”
Da un certo punto di vista, è un periodo intenso per la band: date live, lo split con i Power Beyond, il poderoso box ‘The Ultimate Power Force’ e ora anche una release che racchiude un mix inedito del vostro storico ‘Temple of Judgment’. Ti va di parlarcene?
“Dimentichi il full length ‘Sweat, Leather & Steel’ che abbiamo reso scaricabile gratuitamente per fine 2025 con 8 brani inediti, versione live in studio! Sono state uscite discografiche molto importanti per la band per ritornare in pista; nel box set celebrativo c’è tutta la nostra discografia rimasterizzata, i demo, due live bootleg e tanto materiale raro, unreleased tracks, outtake songs, collaborazioni importanti e altri due inediti registrati in studio. Inoltre, nel 2026 abbiamo deciso di pubblicare un vecchio master del 2014 dell’album ‘Temple of Judgment’ registrato con una vecchia line up e con altri arrangiamenti, ci è sembrata una buona idea festeggiare cosi i dieci anni dell’album che all’epoca uscì per la prestigiosa label teutonica Pure Steel Records.”
Ascoltando ‘The Ultimate Power Force’ emergono vere e proprie chicche che non starebbero male in un futuro album di inediti a firma Savior From Anger. Penso in particolare a ‘Mask of Ice’, con la voce di Valerio Caricchio (uno dei singers che più ha catturato la mia attenzione all’interno del box). Cosa ricordi di quella collaborazione?
“Non escludo il ripescaggio di alcuni brani pubblicati nel box come live in studio, live o outtake songs in una futura release della band, intanto ho voluto annunciarli e inserirli in questa uscita celebrativa per la carriera dei Savior from Anger. Valerio è un grande vocalist e in passato ha collaborato spesso con noi, e puoi ascoltarlo su più brani inediti nell’album live in studio ‘Sweat, Leather & Steel”, ci saranno delle sorprese in futuro che svelerò per fine 2026.”
Restando sulla “nuova” release, cosa ricordi della collaborazione con Bob Mitchell, mitica ugola degli Attacker e attualmente in forze agli Hounds of Hasselvander?
“È un grande vocalist anche Bob ed ha contribuito a rendere magico il songwriting di quell’epoca, ma essendo stato un guest ovviamente la nostra collaborazione è finita dopo il tour americano, anche perché dopo ho preferito adottare scelte più pratiche e reclutare musicisti della mia città.”
Nel passaggio dalla versione italiana a quella tedesca – uscita all’epoca per la Pure Steel Records – ci fu un cambio di formazione. Come mai?
“Avendo in pratica autofinanziato il tutto, il primo master era da considerarsi low budget e la Pure Steel Records ci chiese di riregistrarlo in Germania per migliorare la qualità e purtroppo molti ex musicisti per motivi lavorativi non hanno potuto seguirmi nello studio teutonico, cosi reclutai musicisti tedeschi per la seconda registrazione, ad eccezione di Mitchell che viveva negli USA e registrò lì.”
Parliamo nello specifico del “periodo americano” dei Savior From Anger. Quali sono i ricordi migliori e quelli (se possibile) peggiori di quell’esperienza? E dal punto di vista del pubblico, che differenze ci sono con quello europeo?
“Da quando firmammo il contratto con Pure Steel Records fu tutto molto veloce e impegnativo, ricordo tanti voli aerei di molte ore, periodi lunghi lontano da casa, dai miei figli, da mia moglie, e tanta stanchezza accumulata.
In compenso abbiamo vissuto una bellissima esperienza, abbiamo suonato in posti meravigliosi, con le nostre bands preferite, e davanti ad un pubblico numeroso ma freddino rispetto all’Europa, solo in Texas le persone erano più partecipi e calorose. Comunque, il fatto di avere un singer famoso ci ha agevolato molto e permesso di salire su palchi importanti.”

Come procede la collaborazione con Metal Zone Italia e quanto è importante avere una rete di realtà che lavorano “come una volta”?
“Il box set è l’ultimo lavoro della band uscito per la suddetta label, che ringraziamo per tutto quello che ha fatto per i Savior from Anger per le sue possibilità, la nuova release ‘Pure Steel Records years 2014/2017’ uscirà per la MRM Production, label indipendente che ho fondato nel 2000 per la quale sono uscite anche altre releases della band.”
Cos’è per te essere un musicista heavy metal negli anni ’20 del XXI secolo? Cosa consiglieresti alle nuove leve che si affacciano per la prima volta a questo mondo?
“Innanzitutto di divertirsi, e di avere le idee chiare, e la consapevolezza che oggi il music business è corrotto, manipolato e non bisogna avere molte aspettative. Oggi purtroppo sono le stesse labels ad aver favorito dei canali di esclusione e non basati sulla meritocrazia, quindi va avanti solo chi ha le conoscenze giuste e più followers sulle piattaforme più quotate, molte delle quali fasulle, acquistate in maniera truffaldina ma che porta un tornaconto alla label stessa, che tra l’altro è sempre meno intenzionata ad investire sulle bands, pretendendo che le bands stesse si accollino tutte le spese per guadagnare il massimo con l’investimento minimo.”
Sempre parlando della contemporaneità, vorrei un tuo parere sul sempre crescente impiego dell’A.I. in campo musicale, sia in fase compositiva che di packaging (penso all’artwork dei dischi, in sostanza).
“Sono favorevole all’AI a condizione che non se ne abusi, non dimenticarsi da dove proveniamo, spesso può agevolare ed ottimizzare il lavoro ottenendo ottimi risultati.”
Chi sono attualmente i Savior From Anger? Ti senti più un Geoff Thorpe che sceglie di volta in volta i musicisti che suonano con lui o sei alla ricerca di una line-up stabile?
“Oggi pensare di avere una line up stabile è pura utopia, a suonare ne siamo rimasti pochi, soprattutto dalle mie parti, e chi ha la fortuna di rimanere con la stessa formazione è un privilegiato. Da diversi anni collaboro con Piero Gambino al basso e Carlo Chiappella alla batteria, musicisti che mi accompagnano sia live che studio e mi hanno seguito in studio anche per le registrazioni del prossimo lavoro che sto preparando e saranno i miei musicisti anche per un eventuale tour nei prossimi anni; per il ruolo di vocalist la situazione è più complessa, poiché non ho un singer stabile sia in studio che live. Attualmente per il tour in corso il cantante live è Dario Ruggiano, che è stato con la band anche nel precedente tour del 2025 e su alcune tracce del cd ‘Sweat, Leather & Steel’; per quanto riguarda le registrazioni, sto valutando diversi singers e sceglierò chi registrerà i nuovi brani.”
Ok, è tutto per ora. Le ultime parole sono per te!
“Grazie sempre della tua fedeltà, e dello spazio che ci offri per pubblicizzarci. Vi aspettiamo sui nostri social e ai nostri concerti dal vivo.”