Vessel of Light – Custodi dell’oscurità

Il 04/07/2026, di .

Vessel of Light – Custodi dell’oscurità

A volte la storia della musica lascia indietro dischi che meritavano una sorte diversa. È il caso di ‘Vessel of Light’, debutto dell’omonimo progetto nato dall’incontro tra il chitarrista Dan Lorenzo, figura storica dell’heavy metal americano con gli Hades e oggi attivissimo con Patriarchs in Black, e Nathan Opposition, voce e mente creativa degli Ancient VVisdom. Pubblicato originariamente in una limitata edizione europea, l’album torna oggi in una versione completamente rimasterizzata ed espansa grazie a NoLifeTilMetal Records, pronto a raggiungere finalmente un pubblico globale. Più che una semplice ristampa, si tratta di una vera rinascita per un lavoro che racchiude doom, hard rock, heavy metal classico e atmosfere oscure in un equilibrio sorprendentemente naturale. In questa intervista Dan Lorenzo e Nathan Opposition ripercorrono la nascita della loro collaborazione, raccontano il processo creativo dietro il disco, riflettono sul percorso dei Vessel of Light e spiegano perché, a distanza di anni, questa musica continua a suonare più viva, intensa e necessaria che mai.

Il ritorno dei Vessel of Light viene descritto come qualcosa di più di una semplice ristampa: quasi una resurrezione. Perché questo è il momento giusto per riportare in vita questo album?
“(Nathan) Qualsiasi momento è un buon momento per i Vessel of Light. Dan e io lavoriamo a questo suono da molto tempo e sono davvero entusiasta che finalmente abbiamo la possibilità di pubblicare il nostro primo lavoro in vinile! Non chiamatelo un ritorno: siamo sempre stati qui, ci siamo sempre stati. Siamo i custodi di questa musica. E grazie all’aiuto dei nostri amici possiamo continuare a fare ciò che amiamo e per cui siamo nati: fare musica. Questa band è stata una grande opportunità per me. Dopo aver passato gran parte della mia vita come musicista e autore, mi ha permesso di provare qualcosa che non avevo mai fatto prima. Fin da giovane sono stato un grande appassionato di musica e ho sempre avuto una naturale capacità di comprenderla. Accidenti, avevo appena dodici anni quando ho suonato la batteria nella mia prima band, un gruppo crust D-beat chiamato Disorderly Conduct insieme a mio fratello. Ho avuto il privilegio di collaborare con molti grandi musicisti, compreso mio fratello maggiore Michael, oggi conosciuto come Malum, bassista della leggendaria band di Cleveland Nunslaughter. Quando Dan Lorenzo e io siamo diventati grandi amici, il passo successivo è stato naturalmente iniziare a scrivere musica insieme. Un giorno gli chiesi quasi per scherzo: «Hai qualche riff da parte?». Sapendo bene che lui è un vero maestro dei riff. Sapevo che, se avesse accettato di creare qualcosa insieme, il risultato sarebbe stato straordinario.”
“(Dan) La No Life Til Metal ci ha offerto milioni di dollari! (ride) No, scherzi a parte… secondo me è SEMPRE il momento giusto per i Vessel of Light. Sono ancora profondamente affascinato da ciò che Nathan e io abbiamo creato insieme.”
Dan, in una precedente intervista hai raccontato che la collaborazione con Nathan è nata quasi per caso. Qual è stato l’elemento di quella chimica creativa che ha funzionato immediatamente? E quali emozioni provi oggi tornando ad ascoltare quel materiale dopo tutti questi anni?
“(Dan) Una nostalgia felice. Sono stato felicissimo di non suonare per dieci anni. Io e mia moglie abbiamo viaggiato molto, ho giocato tantissimo a basket. Ma quando ho iniziato a collaborare con Nathan e a scrivere musica insieme a lui… la mia felicità ha raggiunto un altro livello.”
“(Nathan) Sicuramente mi riporta ai bellissimi ricordi delle prime fasi di qualcosa di grande. L’emozione che si prova quando inizi una band con qualcuno che ami e rispetti è impagabile. All’epoca ci conoscevamo soprattutto tramite lettere, telefonate e corrispondenza, e tutto aveva un sapore molto “old school”. Sono cresciuto a cavallo tra il vecchio mondo e l’epoca moderna. Dan mi spediva CD masterizzati pieni di riff e idee per canzoni. Io ascoltavo soltanto le sue chitarre e gli arrangiamenti che aveva creato. Era un processo estremamente autentico. Mi fa tornare alla mente quel periodo in cui stavamo costruendo le fondamenta di qualcosa che oggi è diventato un legame per la vita. Dan è come un fratello per me e nutro nei suoi confronti soltanto amore e rispetto, sia come persona sia per i suoi enormi talenti.”
Dan, tornando alla nascita della collaborazione con Nathan: cosa ha fatto scattare immediatamente quella sintonia creativa?
“(Dan) Tutto. Abbiamo funzionato insieme in modo assolutamente naturale. Io vado in chiesa e adoro Gesù. Nathan è un satanista, quindi come potete immaginare… avevamo TUTTO in comune! (ride) Davvero non so come o perché. Ha semplicemente funzionato.”

Nathan, dal punto di vista dei testi, l’album appare oscuro, introspettivo e profondamente atmosferico. In quale stato mentale ti trovavi mentre scrivevi queste canzoni?
“(Nathan) Per i Vessel of Light volevo creare un’atmosfera ispirata all’horror e al true crime. So che molte band death metal e thrash metal hanno già esplorato questi temi, ma secondo me inserirli in un contesto hard rock si sposava perfettamente con i riff inquietanti e potenti che Dan stava creando. Tutto è andato al suo posto nel momento in cui l’oscurità dei riff si è fusa con quella dei testi. Volevo costruire una vera e propria narrazione, qualcosa con un filo conduttore che si potesse seguire come un fumetto o una serie true crime. C’è una forte influenza horror e maligna in ciò che volevo portare nella band, ma senza addentrarmi nei temi occulti o satanici che invece tratto con la mia altra band, Ancient VVisdom. Non volevo che fosse un’estensione di quel progetto. Volevo creare qualcosa di nuovo, che si adattasse al paesaggio visivo e all’atmosfera dei Vessel of Light. Ho semplicemente preso qualcosa che ho sempre amato e che moltissimi appassionati di musica pesante amano: l’horror e il lato oscuro della vita. Le cose che continuano a ripetersi. Le cose che ci disgustano. Quelle che ci affascinano. Il macabro.”
I Vessel of Light fondono doom, heavy metal classico, atmosfere grunge e groove hard rock in modo molto naturale. Come descriveresti l’identità della band?
“(Nathan) L’identità della band nasce da tutto ciò che piace sia a Dan sia a me. Riff pesanti, grandi melodie, contenuti interessanti e la musica con cui siamo cresciuti. Amo molti stili diversi. Non mi limito a un solo genere. Sono orgoglioso di apprezzare qualsiasi tipo di musica che riesca a parlarmi davvero. A livello personale tengo molto al fatto che la gente capisca che non sono un ascoltatore monodimensionale. Certo, adoro band come Witchfinder General, Electric Wizard, Alice in Chains e Judas Priest, e saranno sempre una parte importante delle mie influenze. Ma ciò che mi ispira va molto oltre. Credo che questo abbia contribuito a plasmare ciò che porto nei Vessel of Light. Definire la nostra identità semplicemente elencando le band che ci piacciono sarebbe riduttivo. Siamo la sintesi di tutto ciò che ci rende ciò che siamo. Dan e io viviamo questa musica da sempre. Non siamo qui per seguire una moda o un fenomeno passeggero. Siamo ciò che siamo perché questa è la nostra natura. Vivere questa vita significa amare questa vita.”
L’edizione espansa include alcune bonus track e una cover di ‘Wasp / Behind The Wall Of Sleep’ dei Black Sabbath. Perché proprio quel brano?
“(Dan) Dopo la morte di Ozzy ci è sembrato appropriato. Mi è sempre piaciuto il modo in cui reinterpretavamo i Sabbath e, ovviamente, siamo stati influenzati da loro. Chiunque suoni doom o stoner, in un modo o nell’altro, deve qualcosa ai Black Sabbath.”
Nel corso degli anni i Vessel of Light si sono costruiti un seguito di culto nella scena underground. Perché pensi che il progetto riesca a entrare così profondamente in sintonia con gli ascoltatori?
“(Dan) Onestamente? Perché Nathan e io abbiamo scritto alcune delle migliori canzoni di tutti i tempi.”
Dan, i fan conoscono il tuo passato con Hades e Patriarchs in Black. In che modo i Vessel of Light ti permettono di esprimere un lato diverso del tuo songwriting?
“(Dan) Oggi sono completamente assorbito dai Patriarchs in Black e dal lavoro con Johnny Kelly e tanti cantanti diversi. Ma esiste un solo Nathan Opposition. Le melodie che ha scritto per ogni singola canzone dei Vessel of Light sono semplicemente perfette. Geniali.”

Nathan, il tuo stile vocale porta nella musica sia melodia sia minaccia. Quali cantanti o artisti hanno influenzato maggiormente il tuo approccio?
“(Nathan) Sono un enorme fan di Danzig. Molto di ciò che faccio con i Vessel of Light è influenzato da lui. Inoltre, soprattutto nell’album ‘Last Ride’, ho preso molti spunti da Layne Staley e Jerry Cantrell degli Alice in Chains per quanto riguarda melodie e armonizzazioni vocali. Adoro la combinazione tra linee vocali melodiche e testi oscuri e minacciosi. C’è qualcosa in questa formula che contiene tutti gli elementi giusti per me. Il fatto di poter cantare qualcosa che suona bello mentre le parole raccontano qualcosa di brutto. Credo che questo abbia a che fare anche con la dualità dell’essere umano. Tutti abbiamo un lato luminoso e uno oscuro. La continua oscillazione tra bene e male. Sono influenzato da così tanti cantanti e musicisti che sarebbe impossibile riassumerli in una risposta breve. È come chiedere: «Qual è il tuo preferito?»”
La NoLifeTilMetal Records ha definito questa pubblicazione una sorta di “correzione della storia”. Sentite che l’album originale non abbia ricevuto il riconoscimento che meritava?
“(Dan) Decisamente no. Per favore, fate conoscere la nostra musica!”
La cultura del vinile e delle edizioni fisiche sembra oggi più importante che mai nell’underground metal. Quanto è significativo vedere questo album tornare in una tiratura limitata su vinile pesante?
“(Dan) È estremamente gratificante. Sono davvero felice che la No Life Til Metal lo stia pubblicando.”
Riascoltare il debutto vi ha ispirato nuove idee o nuovo materiale per i Vessel of Light?
“(Dan) Nathan e io continuiamo a sentirci e continuiamo ad amare profondamente i Vessel of Light. Abbiamo realizzato quattro album mostruosi. In questo momento Nathan non è particolarmente interessato a tornare a suonare.”
Se doveste descrivere i Vessel of Light in sole tre parole a chi li scopre per la prima volta, quali sarebbero?
“(Dan) Oscuri. Spaventosi. Bellissimi.”

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