Alice Cooper @ Sequoie Music Park, Bologna, 08 Luglio 2025

Il 18/07/2025, di .

Alice Cooper @ Sequoie Music Park, Bologna, 08 Luglio 2025

Inizio questo live report con un aneddoto che mi riguarda:  sono una prof (questo è risaputo) e, dal 2001, anno in cui è iniziata la mia avventura dalla parte della cattedra (sigh), ho preso l’ abitudine di ascoltare ogni primo giorno di scuola ‘School’s Out’ di Alice Cooper.  Un brano che parla della fine della scuola, ma ascoltato a inizio anno scolastico e insieme agli alunni, quando la classe lo permette (!!!). Come rito propiziatorio: come una piccola festa in attesa di quella più grande.

Già, una festa, proprio come quella che martedì 8 luglio, al Sequoie Music Park di Bologna (unica data italiana), lo zio Alice ha regalato a tutti noi presenti: una festa di note, colori, visioni, rock, tanto rock! Puro rock! Ma anche horror e teatro, tanto horror, ma della porta accanto.

Alice Cooper, classe 1948, della serie “77 anni e non sentirli”, carisma e voce immutati, inizia lo spettacolo poco prima delle 22 in una serata fresca ma decisamente “hot” per l’ energia e la carica dell’ artista e della sua band.

“The Italian Gazette” campeggia in mezzo a due rampe di scale: “Il cantante Alice Cooper è bannato dall’ Italia”, Alice strappa la pagina e si parte a spron battuto con una serie di brani da paura: ‘Lock me up’, ‘ Welcome To The Show’, ‘ No more Mr. Nice Guy’,  ‘I’m Eighteen’  in cui si regge con una stampella , iconico! Miscelare successi del passato con quelli più vicino a noi è uno dei “trucchi” del nostro visto che, trucchi e spettacolo fanno parte da sempre dei suo show. Poi ‘Billior Dollar Babies’ e giù una cascata di “dollari sonanti” tra il pubblico in visibilio che ha cantato, sin dalle prime note, tutti i brani in scaletta; maestro di cerimonie, Alice dispensa ghigni malefici, sorrisi beffardi, occhiate da brividi, scenografia e “siparietti horror” quelli a cui ci ha abituati, come il fotografo trafitto, Jason Voorhes (Venerdì 13) in ‘He’s Back (The Man Behind The Mask)’; la damigella del 700 (interpretata dalla moglie Sheryl: ballerina, performer, attrice, che da anni lo accompagna sul palco), la ghigliottina e la sua testa mozzata: un classico dei suoi concerti con  una magistrale ‘Love The Dead’.

Una setlist che pesca a piene mani dai suoi grandi successi e in cui non possiamo dimenticare la formidabile band, collaudatissima, energica e con, in primis la bravissima e bellissima chitarrista Nita Strauss, Ryan Roxie e Tommy Henriksen alle altre chitarre, una garanzia, il basso performante di Chuck Garric e il drumming possente di Glen Sobel (superbo nell’ assolo).

C’è spazio naturalmente per ‘Hey Stoopid’, ‘Lost in America’, ‘Poison’, ‘Welcome To My Nightmare’: sempre senza stanca, lui e il pubblico, un’ anima sola, ho visto i fan presenti emozionati ed Alice stesso sincero, entusiasta ed emozionato. Perchè un artista è grande nella sua semplicità, nel divertimento che ancora lo fa salire sul palco e cantare con l’emozione della prima volta, proprio come Alice Cooper e artisti del genere non sono tanti.

90 minuti di musica in un crescendo che termina con ‘School’s Out’ inanellata al classico dei Pink Floyd ‘Another Brick In The Wall’: “allora non abbiamo scelta, tutti quanti, ragazzi e ragazze, facciamo tutto questo casino… Bene, vi possiamo salutare…”, un saluto che culmina nel continuare a chiamare a gran voce “Alice!Alice!Alice!”. Ed Alice Cooper ci concede un bis grandioso con ‘Feed My Frankenstein’, il brano ispirato alla creatura resa immortale dal romanzo di Mary Shelley e che ancora suscita paura, quando invece, chiede soltanto comprensione e di conoscere un mondo che lei non si è scelta.

Noi, invece, anche questa volta, abbiamo scelto di ascoltare ancora la voce, l’anima, la teatralità di Alice Cooper che ci saluta con l’ennesimo sguardo tagliente e con un sorriso vero e soddisfatto.

Un live difficile da dimenticare, unico nel suo genere per tutto, per gli intenti, per il rock, per l’attitudine, per la vita che è, essa stessa, parte integrante di quello che sono sempre stati i nostri lati oscuri e che Alice riesce a portare sul palco e a trasformare nei nostri ascolti dal 1969.

 

 

 

 

 

 

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