Melvins @ Eur Social Park, Roma, 30 luglio 2025

Il 05/08/2025, di .

Melvins @ Eur Social Park, Roma, 30 luglio 2025

Eccoci a Roma, il 30 luglio 2025, all’Eur Social Park, per accogliere i Melvins, una delle band che meglio incarnano l’essenza autentica del punk rock, pur avendo nel corso dei decenni abbracciato diverse prospettive. Solo poche settimane fa abbiamo avuto il piacere di intervistare il leggendario King Buzzo, l’asse portante del progetto, un uomo tutto d’un pezzo, che non si è mai piegato a quello che potremmo definire il “volere del capitalismo discografico e del capitalismo in generale”, e che ha sempre vissuto restando fedele alla propria essenza o, comunque, a ciò che gli dava realmente piacere.

Ad aprire la serata di mercoledì scorso sono stati i Redd Kross, band che, come i Melvins, affonda le proprie radici nei mitici anni ’80. Il progetto è firmato dal chitarrista della formazione Melvins 1983, Steve McDonald, insieme a suo fratello Jeff.

Forse non è stato un caso che lo sfondo giallo intenso dello show, con il logo del locale in bella vista, si sposasse perfettamente con la palette tipica della moda anni Ottanta. In ogni caso, i Redd Kross hanno travolto il pubblico con un’ondata di alternative rock di qualità. Steve ha reso omaggio, a ragione, a Ozzy Osbourne, in una serata segnata dal fresco ricordo del funerale del Prince of Darkness.

Non è passato troppo tempo dal cambio d’abito di Steve e, quindi, dall’arrivo dei Melvins, momento che tutto il pubblico attendeva. King Buzzo e compagni hanno subito messo in chiaro il tenore della serata, partendo col botto. Per chi ha amato ‘Tarantula Heart’, splendido album uscito lo scorso anno, la scelta di aprire con ‘Working The Ditch’ è stata pura adrenalina, con la band visibilmente fermentante. Non a caso, qualcuno indossava una t-shirt con su scritto ‘Punk Rock Saved My Life’, sì, il punk rock vero, quello che si stava celebrando in quel momento al cospetto dei nostri sensi.

E come poteva mancare, proprio a Roma, ‘The Bloated Pope’ (da ‘Pigs of the Roman Empire’, 2004)? Un brano satirico fino al midollo, aperto a molte interpretazioni ma dal messaggio inequivocabile, proprio come certe opere brutaliste tanto care a Buzz. Poi, un balzo in avanti nel tempo con ‘Never Say You’re Sorry’, tratta da ‘Bad Mood Rising’ (2022), l’album nato in piena pandemia… sì, perché ormai ogni band ne ha uno.

Dai brani successivi si è subito capito quanto Buzz ci aveva anticipato nell’intervista e cioè che sarebbe stata una setlist capace di attraversare tutte le epoche della loro carriera. Ogni pezzo, inutile dirlo, perfettamente in sintonia con tutta la serata. Si è passati così da ‘It’s Shoved’, direttamente dagli anni Novanta, a ‘Billy Fish’ (da ‘Nude With Boots’, del 2008).

Ma il momento forse più atteso da tutti è arrivato poco dopo, con il brano tratto da ‘Houdini’ (e non sarebbe stato l’unico) che ha letteralmente spiazzato il pubblico. ‘Hag Me’ ci ha fatto letteralmente de-li-ra-re. Perfetta, cristallizzata, truce, come se il tempo non fosse mai passato. Ma c’era dell’altro perché poi è arrivata anche ‘Honey Bucket’ e dopo altri due pezzi sempre appartenenti ai ’90s. Per chiudere la fantastica serata è arrivata la capra notturna, ‘Night Goat’ che ci ha lasciato invischiati in una magia indecifrabile.

 

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