Nailbomb @ Pinarella di Cervia (RA), Rock Planet, 11 agosto 2025

Il 26/08/2025, di .

Nailbomb @ Pinarella di Cervia (RA), Rock Planet, 11 agosto 2025

Potremmo versare “quintalate” di inchiostro parlando dei Nailbomb e della loro prima calata italiana al Rock Planet di Pinarella di Cervia e descriverne sia il letale impatto che tutte le “sliding doors” che questo show ha comportato, con un Max Cavalera soprattutto ritrovato in smagliante forma fisica, perché sul fronte musicale mi aveva già risposto giusto un anno fa al Metal Park, quando assieme a suo fratello Igor tributò grandi onori al nome Sepultura con un concerto semplicemente devastante!

Roba grossa insomma, materia sia per analisti che per tutti gli inguaribili nostalgici che puntualmente affollano appuntamenti di un certo tipo, ma come non cedere al “rimpianto” o soltanto alla curiosità, e ammirare all’opera per la prima volta in Italia un marchio come Nailbomb? Che lo sappiamo, manca di una parte importante qual è stato Alex Newport, chitarrista che ha lasciato la band da tempo immemore dandole però la sua “benedizione”, in fondo l’ex Fudge Tunnel il suo scopo primario l’ha raggiunto da anni, affermandosi come producer di successo, lui che dei Nailbomb era la fredda mente lucida (e spietata) e lasciava che fosse Max a destreggiarsi con rabbia e violenza nuda e cruda.

Quello che in pratica il frontman brasiliano continua a fare ancora oggi, affiancato da un gruppo non soltanto ben assortito come qualità tecnica, ma che ha voglia di fare “male” sul serio, a partire da suo figlio Igor Amadeus, chitarrista ribelle e dallo spirito un po’ “anarcoide”, il quale è stato forse la sorpresa più gradita, tanto è piaciuta la sua devozione alla causa Nailbomb.

Max Cavalera lo conosciamo tutti, per lui la famiglia è giustamente sacra e i figli vanno costantemente seguiti, ragion per cui si divide tra gli impegni di Zyon (batterista nei Soulfly, passati a luglio anche per Milano) e di Igor Amadeus appunto, quasi coetanei (uno 32 anni, l’altro 30 appena compiuti), che il sottoscritto ebbe modo di incontrare più volte nel corso degli anni, visto che Max e Gloria hanno sempre amato portarsi i loro figli in tournée, abituati quindi fin dalla loro tenera età ai duri ritmi della vita “on the Road”. Se poi aggiungiamo che nascita e gestazione di ‘Point Blank’, arcigno primo e unico album a firma Nailbomb, avvenne nella camera della loro tata, durante un momento di “puro cazzeggio” in quel di Phoenix, si può dire che il cerchio è stato definitivamente chiuso.

Più che una metafora su un evidente “lascito” paterno, lo show in terra di Romagna ha confermato sia la splendida coesione degli attuali Nailbomb, che la ferocia “punky” incontrastata e immutata nel tempo dell’opener ‘Wasting Away’, di ‘Vai Toma No Cu’, della marziale ‘Guerrillas’, di ‘Blind And Lost’, brano tra i miei favoriti e dalla spiccata impronta hardcore. Perché fu appunto questo il “concept” di un album d’esordio che trovava grandi analogie con l’eversione perpetrata dal punk più d’autore, meglio se con una esplicita condanna sociale allegata, una visione forte e tale che per la batteria Max ed Alex reclutarono uno come D.H. Peligro, strumentista che firmò pagine importanti con i Dead Kennedys e che suonò perfino al celebre show al Dynamo Open Air Festival di Eindhoven, nel 1995, quello che consacrò i Nailbomb alla Leggenda.

Album riproposto quindi nella sua interezza, ovverossia una “lectio magistralis” di tutto ciò che il genere può osservare, fuori dall’ordinario, fuori dal convenzionale. ‘Protest and Survive’, gridavano furenti i Discharge, e i Nailbomb di Pinarella li han seguiti di pari passo, incidendo nel vivo con l’incalzante e nervosa ‘Cockroaches’ e l’industrial-noise di ‘World Of Shit’, prima di uno sprint finale lasciato in balia di ‘Exploitation’, ‘Police Truck’ (rispettivamente cover di Doom e Dead Kennedys), ‘Shit Pinata’ (roba da far impallidire sia Napalm Death che Ministry!) e ‘Sick Life’.

Conclusivo atto liberatorio di un’esibizione tanto rapida (58 minuti di durata!) e fugace, ma al tempo stesso corroborante, rigenerante, proprio come un acquazzone estivo. Ah già, pure quelli son cambiati, non soltanto la musica è purtroppo mutata…

 

 

 

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