Opeth + Paatos @ Alcatraz, Milano, 6 ottobre 2025

Il 11/10/2025, di .

Opeth + Paatos @ Alcatraz, Milano, 6 ottobre 2025

Un Alcatraz stracolmo già dalle prime ore della serata accoglie con entusiasmo i Paatos, quintetto svedese tornato sulle scene con il nuovo album Ligament. Il loro set si apre con “Gasoline” e prosegue alternando brani del nuovo lavoro come “Chemical Escape”, “Ligament” e “Téa”, a classici come “Gone” e “Won’t Be Coming Back”. La voce magnetica di Petronella Nettermalm domina la scena, mentre la band sperimenta con suoni anni ’70, tastiere vintage e persino un megafono, creando un impasto sonoro a tratti acido e difficile da decifrare, complice anche un rumore di fondo inspiegabile. Nonostante qualche difficoltà tecnica, il pubblico resta coinvolto, affascinato dall’atmosfera alternative e graffiante.
Dopo un lungo cambio palco, l’attesa si fa febbrile. Le luci si abbassano e un sottofondo bucolico accompagna l’ingresso degli headliner. È boato. Il pubblico esplode in un coro affettuoso: “Michele! Michele!”, italianizzando il nome del frontman Mikael Åkerfeldt, che si presenta con il suo classico cappello e un sorriso ironico.
La band apre con “§1”, primo brano tratto dal nuovo album The Last Will and Testament, e da lì inizia un viaggio sonoro potente e atmosferico. I primi tre pezzi scorrono senza interruzioni, con una doppia cassa devastante che rade al suolo ogni resistenza. I suoni si fanno definiti, ogni elemento al posto giusto, e il pubblico viene catapultato in un’altra dimensione.
La scaletta prosegue con brani come “Master’s Apprentices”, “The Leper Affinity” e “The Devil’s Orchard”, snocciolando i fondamentali del progetto Opeth. Con “To Rid the Disease” l’atmosfera si fa più intima, quasi mistica, richiamando le vibrazioni di Damnation. Sullo sfondo, galassie scorrono tra le proiezioni visive che tappezzano il palco, amplificando l’esperienza.
Il ritmo resta serrato con “Heir Apparent” e “Ghost of Perdition”, mentre il pubblico partecipa con trasporto, anche nei momenti più delicati, come l’assolo di tastiera in coda a “The Leper Affinity”. Mikael, oltre a essere un maestro di tecnica vocale, alternando growl e canto pulito con naturalezza, si conferma anche un intrattenitore brillante, regalando aneddoti e battute che strappano risate e applausi.
Il concerto si chiude in grande stile con “Deliverance”, lasciando il pubblico sospeso tra emozione e stupore, dopo due ore di coinvolgente metal di qualità. Una scaletta che non fa contenti proprio tutti, lasciando l’amaro in bacco per alcune hit che fa sempre piacere riascoltare.

Scaletta Paatos
1. Gasoline
2. Chemical Escape
3. Beyond The Forest
4. Ligament
5. Téa
6. Gone
7. Won’t Be Coming Back
8. Last Ones of Our Kind

Scaletta Opeth
1. §1
2. Master’s Apprentices
3. The Leper Affinity
4. §7
5. The Devil’s Orchard
6. To Rid the Disease
7. The Night and the Silent Water
8. §3
9. Heir Apparent
10. Ghost of Perdition
11. Deliverance

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