Faun + Ye Banished Privateers + More @Live Club, Trezzo sull’Adda (MI) 10 Ottobre 2025

Il 18/10/2025, di .

Faun + Ye Banished Privateers + More @Live Club, Trezzo sull’Adda (MI) 10 Ottobre 2025

Ci sono serate che non si dimenticano. Non solo per la musica, ma per l’atmosfera che le avvolge, per quel senso di sospensione che ti fa sentire fuori dal tempo.
Quella del 10 ottobre, unica data italiana del “World HEX tour” al Live Club di Trezzo sull’Adda, con i Faun e due formazioni d’apertura d’eccezione, entrambe Svedesi, Ye Banished Privateers e Fredriksson & Pettersson è stata una di quelle notti. Una serata che ha superato il concetto di concerto per trasformarsi in un vero rito collettivo, dove il pubblico è stato trasportato in un viaggio sonoro attraverso il sacro e il profano, tra ombre nordiche e luci mistiche.
Sin dall’apertura delle porte si respirava un’energia particolare: il locale gremito, i mantelli, i cappelli da pirata, le corone di fiori e quell’attesa silenziosa tipica degli eventi che sanno di magia, un pubblico variegato,  tra metallari, appassionati di folk, sognatori, estimatori del medioevo sonoro e curiosi del mondo pagan, si è raccolto davanti al palco con lo stesso silenzioso rispetto che si riserva a un rito antico. E i Faun, come sciamani del suono, hanno saputo guidarlo in un viaggio tra incanto e trance, dove ogni melodia è diventata evocazione.

A inaugurare la serata, alle 19:30, (orario ufficiale della scaletta) Fredriksson & Pettersson, duo svedese che ha saputo creare un’atmosfera sospesa e delicata, quasi fuori dal tempo. Il loro folk minimale, fatto di corde, voci e riverberi naturali, ha dipinto immagini di fiordi, boschi e antichi canti scandinavi.
Brano dopo brano, la loro musica ha avvolto la sala in una calma ipnotica, come un lungo respiro prima del temporale

Dopo la quiete, la tempesta, con l’ingresso dei Ye Banished Privateers, il Live Club cambia volto: da santuario sonoro a taverna in festa.
La band svedese porta con sé un’esplosione di energia teatrale, tamburi, fisarmoniche, violini, cori ubriaconi e una presenza scenica irresistibile. Il loro folk piratesco è un inno alla libertà e alla sregolatezza, e trascina il pubblico in un vortice di battiti di mani, danze improvvisate e sorrisi.
Ogni componente sembra uscito da una nave corsara del Settecento, e il pubblico risponde con entusiasmo travolgente. È la celebrazione del lato terreno del folk, quello fatto di fango, rum e vita vissuta un perfetto contrappunto alla mistica che arriverà con i Faun, quando i musicisti lasciano il palco, il locale è già saturo di vibrazioni.

Ye Banished Privateers Setlist:
First Night Back in Port
We Are Ye Banished Privateers
Rowing With One Hand
Raise Your Glass
Chained Below
Waves Away
Mates Together
Annabel
Gangplank
Libertalia

Sono circa le 21:30 quando le luci si abbassano e l’aria vibra. Dalla penombra emergono le sagome dei Faun, accolti da un boato.
La band tedesca non entra mai in scena in modo diretto: appare come evocata, come se la musica stessa l’avesse richiamata. I primi suoni, un battito di tamburo, un flauto che si alza come vento, un drone profondo, sono già un incantesimo.
Da lì in poi, il tempo cessa di esistere. Le voci di Oliver S. Tyr e Laura Fella si alternano in un equilibrio perfetto, accompagnate da cornamuse, arpe, ghironde, bodhrán e synth moderni che espandono le armonie come echi lontani.
La scaletta attraversa buona parte della carriera dei Faun: “Walpurgisnacht”, fino ai brani più recenti del tour “HEX”, che proiettano il gruppo verso sonorità più oscure e cinematiche.
A metà concerto, la magia si amplifica. Sul palco tornano Fredriksson & Pettersson, accolti da un’ovazione del pubblico.
Il duo si unisce ai Faun, l’intreccio di voci e strumenti tra le due formazioni è puro incanto: il folk svedese si fonde con la spiritualità germanica in un equilibrio che sembra disegnato dal vento del nord.
Il palco è sobrio, ma le luci e i suoni bastano a evocare un universo. Toni freddi e lunari lasciano il posto a lampi rossi e dorati durante i brani più energici.
Ogni canzone è una trasformazione: un passaggio tra epoche e culture. I Faun non si limitano a eseguire, invocano. Ogni gesto, ogni sguardo tra i musicisti, ogni cambio di strumento diventa parte del rito.
Il pubblico non reagisce come a un normale concerto: non urla, ma partecipa. C’è chi danza a occhi chiusi, chi si abbandona alle melodie, chi sussurra i testi in tedesco o in lingue dimenticate. È una comunione, non un’esibizione.
Dopo oltre un’ora e mezza di musica ipnotica e viaggi interiori, i Faun lasciano il palco tra applausi interminabili. Ma il pubblico non si arrende: le mani battono ritmicamente fino al ritorno del gruppo per un bis carico di emozione.
L’ultimo brano è una danza collettiva, una catarsi: luce, ritmo e respiro si fondono in un’unica vibrazione.
Quando tutto finisce, nel locale resta un silenzio sospeso. Qualcuno si abbraccia, altri restano immobili, quasi incapaci di tornare al presente.
L’unica data italiana del “World HEX Tour” è stata una vera celebrazione del potere evocativo della musica.
I Faun hanno confermato di non essere solo una band, ma una forma di rito sonoro contemporaneo, capace di unire antico e moderno, spiritualità e ritmo, nord e sud.
Le due band d’apertura hanno costruito un perfetto percorso d’ingresso a questa esperienza: l’introspezione nordica di Fredriksson & Pettersson, la vitalità piratesca dei Ye Banished Privateers, e infine la dimensione mistica dei Faun hanno dato vita a una serata totale, perfettamente bilanciata tra carne e spirito.
Alla fine, tra i flauti, le ghironde e le luci calde che si dissolvono, resta la sensazione di aver partecipato non a un concerto, ma a un antico rito pagano sotto un cielo invisibile.

Faun Setlist:
Alba
Walpurgisnacht
Nacht des Nordens
Lament
Solo Hurdy Gurdy
Gwydion
Andro
Lady Isobel
Nimue
Galdra
Iduna
Wind Geige
Rhiannon

Encore:
Witches reel
Diese kalte Nacht
Hare Spell

Foto e testo: Eric Dallari

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