God is an Astronaut + Jo Quail @ Santeria Toscana Milano, 15.10.2025
Il 19/10/2025, di Nicola Neso.
I God is an Astronaut sono l’incubo di ogni fotografo. Estremamente concentrati, perennemente chini sui loro strumenti con i capelli davanti al volto, immersi in una luce soffusa e fumosa, si dedicano solo ed esclusivamente a quello per cui sono qui stasera, sul palco della Santeria Toscana di Milano: la musica. E il pubblico, ormai uno zoccolo duro ben affezionato e assiduo (sold out il concerto di oggi, nonostante sia la terza data in poco meno di due anni in Italia e domani si esibiscano a Roma), sa esattamente cosa aspettarsi. Pochi fronzoli, nessuna posa da star. Quello che conta, l’unica complessità tollerata, è quella che si ascolta, le intricate costruzioni dei fratelli Kinsella, sì accompagnate dal solito spettacolo di luci strobo e spaziali, ma sempre rivolte verso il pubblico per un’esprienza immersiva e alienante che ha pochi eguali nel mondo dei live. Maestri del post-rock pesante, gli irlandesi calcano i palchi di mezzo mondo da ormai ventitré anni, e non se ne dubita nemmeno per un secondo di fronte alla solita maestria con cui disegnano parabole spaziali di progressioni e rincorse tipiche dei loro brani articolati che spesso sfociano in violenti parossismi finali, variegati, esplorativi dei meandri della musica rock e metal più sperimentale, contaminata di elettronica ed estro da vendere. Dietro alle pelli, in questo tour autunnale, Anxo Silveira, che definire turnista è riduttivo: una potenza notevole, una precisione assoluta, un climax totale e una sintonia invidiabile con i due veterani fratelli. La scaletta di stasera prevede dodici brani, di cui ben cinque dall’ultimo lavoro ‘Embers’, album intimo fortemente segnato dalla scomparsa del padre dei due artisti (ex musicista e factotum della band in tour) e d’altronde anch’esso pervaso dalle tematiche tipiche dei GIAA (assenza, viaggio, memoria in tutte le loro declinazioni). Ma la sorpresa piacevole sono i tre brani tratti da ‘All is violent, all is bright’, di cui si festeggiano i vent’anni dall’uscita e, soprattutto, il ritorno sul palco con la band di Jo Quail a suonare le ultime quattro canzoni. L’artista londinese, violoncellista, accompagna la band di Dublino in apertura: violoncello elettrico, loop station, sperimentazione, paesaggi sonori evocativi e intensi, a volte eterei altre opprimenti. La compositrice, elegantissima come ci si aspetterebbe da ogni musicista classico alla prima della Scala, spiazza e incanta il pubblico con le sue costruzioni struggenti e mai banali. La versione arrangiata con il suo violoncello elettrico di ‘Fragile’, ‘Oscillation’, ‘Embers’ e ‘From dust to the beyond’ manda in visibilio gli spettatori e riporta su una dimensione più orchestrale la prestazione dei GIAA, che ormai da un po’ suonano in consolidata formazione di tre elementi, sicuramente senza perdere nulla in potenza e impatto, ma risultando certamente più essenziali e meno, appunto, orchestrali. Jo Quail ha già collaborato in studio (oltre che nella registrazione del live al Dunk!Fest del 2023) con i GIAA già in ‘Ghost tapes’ e nell’ultimo ‘Embers’: sono però convinto di non essere stato l’unico, alla fine di questo allucinante viaggio, ad aver sperato che, prima o poi, possa uscire un intero album collaborativo tra questi enormi artisti. Anche e soprattutto per poi, ovviamente, poter ripetere questa incredibile esperienza dal vivo.
Galleria fotografica di Nicola Neso.