Helloween + Beast in Black @ Unipol Forum Assago (MI), 19 novembre 2025

Il 20/11/2025, di .

Helloween + Beast in Black  @ Unipol Forum Assago (MI), 19 novembre 2025

Ritorno in pompa magna per gli Helloween, ormai stabilmente riuniti nella loro imponente formazione a sette elementi, che da circa otto anni porta avanti la fusione perfetta tra passato, presente e futuro della band. Le precedenti date me le ero inspiegabilmente perse, ma questa volta non c’era davvero margine per ripetere l’errore: appuntamento segnato, biglietto preso, e missione compiuta.

A scaldare gli animi del pubblico ci hanno pensato i Beast In Black, formazione finlandese che dal 2015 porta avanti un power metal dalla forte impronta melodica e con spiccate contaminazioni dance ed eurobeat. Nati dalla visione dell’ex chitarrista dei Battle Beast, Anton Kabanen, i cinque entrano in scena con un’energia travolgente, pronti a servire sul piatto un set di circa un’ora che pesca a piene mani dal loro repertorio recente. A essere onesti, il loro show scorre bene: le canzoni non mancano di impatto, l’elemento elettronico dona una certa personalità e li distingue dal tipico power metal “alla finlandese”. Ma, pur nel complesso gradevole, il set lascia una sensazione ambigua. I brani funzionano nel momento, tengono il pubblico in movimento, ma faticano a imprimersi nella memoria. È come se, a livello di songwriting, mancasse ancora quel guizzo melodico o quell’inciso realmente memorabile, capace di trasformare una buona esecuzione in un pugno allo stomaco. Sul piano tecnico, tuttavia, nulla da eccepire: la band suona compatta, professionale e pienamente a fuoco. Le chitarre sono precise, la sezione ritmica non sbava una nota, e la resa generale è più che rispettabile anche se le troppe basi hanno un effetto negativo sui puristi dei live. Eppure, mentre scorrono le ultime battute del concerto, si fa strada un pensiero quasi inevitabile: se al loro posto ci fosse stata una delle tante realtà power-prog italiane (Labyrinth, Secret Sphere, Vision Divine, Elvenking per citarne alcuni) probabilmente il risultato finale sarebbe stato ancora più convincente. I Beast In Black fanno il loro dovere, scaldano l’atmosfera e preparano la platea al piatto forte della serata… ma il vero ciclone sta per arrivare, e porta il nome di Helloween.

Beast in Black – Setlist
  1. Power of the Beast
  2. Hardcore
  3. From Hell With Love
  4. Blood of a Lion
  5. Sweet True Lies
  6. Enter the Behelit
  7. Cry Out for a Hero
  8. Beast in Black
  9. Die by the Blade
  10. One Night in Tokyo
  11. Blind and Frozen
  12. No Surrender
  13. Burning Heart (song played from tape)

Alla fine del set dei Beast In Black, un enorme telone con la scritta Helloween cala sul palco creando un duplice effetto: da un lato permette ai tecnici di effettuare i cambi di strumentazione in totale tranquillità, dall’altro accende in modo immediato l’hype per l’arrivo dell’headliner. Quando dalle casse partono le note di ‘Let Me Entertain You’ di Robbie Williams -cantate in coro da gran parte del pubblico senza nessuna vergogna- il messaggio è chiaro: è il momento.
Dopo un breve intro accompagnato da un video che ripercorre la carriera della band attraverso le iconiche copertine degli album (un espediente ormai quasi “classico” nel metal, visto anche recentemente con i Dream Theater), il sipario si apre e si parte subito a razzo con ‘March of Time’. La produzione è semplicemente mastodontica: ledwall onnipresenti, schermi laterali, grafiche curate fin nel minimo dettaglio. Alla fine del primo brano, il Keeper animato che appare in video per dare il benvenuto scatena la prima vera ovazione della serata. Si prosegue con la monumentale ‘The King For A 1000 Years’, con Deris e Kiske a dividersi le linee vocali in perfetta armonia, fino ad arrivare al primo grande highlight della prima era: ‘Future World’, letteralmente cantata da tutto il Forum. Da qui in avanti, la setlist alterna con grande equilibrio nuovo e vecchio materiale, distribuendo sapientemente duetti e terzetti vocali con brani affidati ai rispettivi cantanti originali. L’esempio perfetto è ‘Ride the Sky’ affidata a Kai Hansen, ‘Twilight of the Gods’ a Kiske o ‘We Burn’ a Deris. A metà concerto, subito dopo ‘Hell Was Made in Heaven’, arriva il solo di batteria di Dani Löble: tecnicamente impeccabile ma obiettivamente superfluo e poco coinvolgente, tanto che personalmente avrei preferito un brano in più al suo posto. Si torna subito però in carreggiata con un altro classico sempre della prima era, ‘I Want Out’, accolto da un boato.
La band si prende quindi una breve pausa (per andare a fumare una sigaretta, “because they are heavy smokers”, confessa scherzosamente Deris) e lascia spazio al momento più intimo della serata. Kiske e Deris troneggiano sul palco armati di chitarra acustica per un medley che parte da ‘Yesterday’ dei Beatles, passa per ‘In the Middle Of A Heartbeat’ e si chiude con una splendida “A Tale That Wasn’t Right”. Piacevolissimo il dettaglio: mentre uno canta, l’altro gli accompagna la parte di chitarra. In scaletta era prevista anche “Pink Bubbles Go Ape”, che personalmente non ho colto -probabile mia distrazione- motivo per cui la inserisco comunque nella setlist finale. Voi l’avete sentita?
Da qui in avanti il livello resta altissimo, complice una discografia che dal 1983 a oggi ha prodotto un numero impressionante di brani iconici. Il bis è decisamente “goloso”: ‘Eagle Fly Free’, ‘Power’, ‘Dr. Stein’ e una chiusura in crescendo con il chorus di ‘Keeper of the Seven Keys’. Un concerto entusiasmante sotto molteplici aspetti. Kiske, pur avendo perso i capelli da anni e guadagnato qualche chilo, non ha perso nemmeno un’oncia della sua voce leggendaria: una performance impeccabile, uno dei rarissimi casi in cui il tempo sembra non lasciare alcun segno. Deris rimane un frontman solidissimo, carismatico come ai tempi dei Pink Cream 69, sempre capace di trascinare il pubblico. Il reparto chitarre è una storia a sé: Kai Hansen, figura quasi mitologica e tra i veri “inventori” del power metal; Weiki, preoccupantemente più magro del solito ma comunque efficace e Sascha, vent’anni di militanza nella band e una tecnica cristallina, dotato peraltro di una delle chitarre esteticamente più discutibili mai viste… in qualsiasi colorazione ce le abbia mostrate. E proprio perché la setlist è lunga e complessa, con tre cantanti e tre chitarristi che si alternano alleggerendosi a vicenda, il vero podio va alla sezione ritmica composta da Markus Grosskopf e Dani Löble: oltre due ore di concerto a ritmi serrati, sempre precisi, sempre potenti, sempre al servizio del marchio Helloween.
In definitiva, un live straordinario: professionale, emozionante, generoso. Un trionfo che conferma – ancora una volta e se ce ne era il bisogno – perché gli Helloween restano i padri indiscussi di un genere che continua a riempire arena dopo arena, generazione dopo generazione.

Helloween – Setlist
  1. Let Me Entertain You (Robbie Williams cover)
  2. Intro
  3. March of Time (with Andi Deris and Michael Kiske)
  4. The Keeper
  5. The King for a 1000 Years (with Andi Deris and Michael Kiske)
  6. Future World (with Andi Deris and Michael Kiske; intro snippet of “Gorgar”)
  7. This Is Tokyo (with Andi Deris and Michael Kiske)
  8. We Burn (with Andi Deris)
  9. Twilight of the Gods (with Michael Kiske)
  10. The Keeper
  11. Ride the Sky (with Kai Hansen)
  12. Into the Sun (with Andi Deris and Michael Kiske)
  13. Hey Lord! (with Andi Deris)
  14. Universe (Gravity for Hearts) (with Michael Kiske)
  15. Hell Was Made in Heaven (with Andi Deris)
  16. Drum Solo
  17. I Want Out (with Andi Deris and Michael Kiske)
  18. Pink Bubbles Go Ape (with Michael Kiske) – Acoustic
  19. In the Middle of a Heartbeat (with Andi Deris and Michael Kiske on acoustic guitar, partial)
  20. A Tale That Wasn’t Right (with Andi Deris and Michael Kiske; acoustic into full band)
  21. A Little Is a Little Too Much (with Andi Deris and Michael Kiske)
  22. Heavy Metal (Is the Law) (with Kai Hansen)
  23. The Keeper
  24. Halloween (with Andi Deris and Michael Kiske)
  25. Encore
  26. Invitation
  27. Eagle Fly Free (with Michael Kiske)
  28. Power (with Andi Deris)
  29. Dr. Stein (with Andi Deris and Michael Kiske)
  30. Keeper of the Seven Keys (with Andi Deris and Michael Kiske; only last chorus)
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