Katatonia + Evergrey @ Alcatraz, Milano, 27 Novembre 2025
Il 02/12/2025, di Gaetano Iannarelli.
Milano, 27 novembre, due band con una storia non proprio di secondo piano, ma entriamo in un Alcatraz non di certo gremito e con palco ridotto. Gli Evergrey aprono il set alle 19:55 con una scaletta di sette brani che bilancia classici e materiale recente. A Silent Arc è l’apertura: riff incisivi, batteria compatta e una voce di Tom Englund ben centrata nel mix. Le luci rosse e oro accompagnano il mood epico del brano, mentre la resa sonora è convincente, anche se il basso tende a saturare nelle sezioni più spinte. King of Errors è il primo picco emotivo, con ottima risposta del pubblico che canta il ritornello con forza. Distance introduce dinamiche più morbide: arpeggi puliti, voce chiara e un crescendo gestito con precisione. Qui il mix è equilibrato, con tastiere finalmente più presenti. Where August Mourn è il momento più atmosferico, con luci blu e viola, arpeggi delicati e un crescendo che esplode senza perdere definizione. Ottima gestione delle transizioni. I brani nuovi, Cold Dreams e Falling From the Sun, mostrano una scrittura più stratificata, ma live risultano meno incisivi: il pubblico li accoglie con interesse, ma senza lo stesso entusiasmo dei classici. OXYGEN!, ultimo singolo della band, chiude il set con energia: riff serrati, batteria potente e un buon interplay tra chitarre e tastiere. Dal punto di vista tecnico, il mix iniziale è pulito, con una buona separazione tra strumenti, anche se le tastiere risultano leggermente arretrate nei momenti più densi e le frequenze medio-alte particolarmente fastidiose. In sintesi, Evergrey hanno offerto una performance solida, con qualche limite nella resa live dei brani più recenti e una gestione delle basse frequenze non sempre ottimale.
Katatonia salgono sul palco alle 21:10. L’impostazione scenica è minimale: fondale nero e 3 panel su cui si susseguono video e immagini a rinforzare man mano le atmosfere dei vari brani. La band punta tutto sulla resa sonora e sulla precisione esecutiva. Il set è lungo, sedici brani che coprono diverse fasi della carriera, inclusi pezzi dal nuovo album Nightmares As Extensions Of The Waking State. Thrice apre il concerto con un suono pulito e ben bilanciato, anche se la voce di Jonas Renkse appare inizialmente un po’ arretrata nel mix. Le luci blu e bianche creano un’atmosfera glaciale. Soil’s Song e Rein mantengono la tensione, con chitarre ben definite e batteria essenziale ma efficace. Ottima gestione delle pause e dei silenzi. The Liquid Eye è uno dei momenti più riusciti: arrangiamento complesso, resa live convincente, dinamiche curate. Le luci virano su tonalità viola, amplificando il senso di profondità. Austerity e Leaders mostrano la capacità della band di alternare atmosfere rarefatte a sezioni più corpose senza perdere coerenza. Dead Letters e Nephilim spingono sul lato più oscuro del repertorio, con un buon impatto sonoro, anche se nei passaggi più saturi si percepisce una leggera perdita di definizione sulle basse frequenze. Wind Of No Change e The Longest Year sono gestite con precisione, ma il pubblico sembra meno coinvolto rispetto ai brani più noti. La parte finale, con Old Heart Falls, July, Lethean e No Beacon To Illuminate Our Fall, è il cuore del set: esecuzione impeccabile, ottimo bilanciamento tra strumenti e voce. In The Event Of e Forsaker chiudono il concerto con una resa potente e pulita, senza sbavature. Le luci bianche sparate a tutta potenza accompagnano il climax finale. Dal punto di vista tecnico, Katatonia hanno offerto una performance solida, con un mix generalmente equilibrato e una gestione delle dinamiche superiore alla media. La voce di Jonas, pur non essendo mai dominante, è stata sempre chiara e ben integrata nel contesto sonoro. Le chitarre hanno mantenuto definizione anche nei momenti più saturi e la batteria ha fornito una base stabile senza mai sovrastare. I nuovi chitarristi subentranti compensano la dipartita dei precedenti nonostante quest’ultimi si erano ritagliati un ruolo non proprio secondario nell’immagine e nel songwriting della band. Il batterista si conferma pilastro per la formazione svedese: sempre impeccabile.
La scaletta di Katatonia ha incluso Thrice, Soil’s Song, Rein, The Liquid Eye, Austerity, Leaders, Dead Letters, Nephilim, Wind Of No Change, The Longest Year, Old Heart Falls, July, Lethean, No Beacon To Illuminate Our Fall, In The Event Of e Forsaker. Evergrey hanno proposto A Silent Arc, King of Errors, Distance, Where August Mourn, Cold Dreams, Falling From the Sun e OXYGEN!. In conclusione, il concerto ha offerto una prova di maturità tecnica e coerenza artistica, con Katatonia che si confermano una delle band più solide nel panorama metal atmosferico, mentre gli Evergrey restano sempre capaci di trasmettere la loro energia e passione, confermando tutta la loro caratura tecnica.
Katatonia Setlist
Thrice
Soil’s Song
Rein
The Liquid Eye
Austerity
Leaders
Dead Letters
Nephilim
Wind Of No Change
The Longest Year
Old Heart Falls
July
Lethean
No Beacon To Illuminate Our Fall
In The Event Of
Forsaker
Evergrey Setlist
A Silent Arc
King of Errors
Distance
Where August Mourn
Cold Dreams
Falling From the Sun
OXYGEN!