Eclipse + Reach + Chris Catena’s Rock City Tribe – 07/08 dicembre 2025

Il 16/12/2025, di .

Eclipse + Reach + Chris Catena’s Rock City Tribe – 07/08 dicembre 2025

Da dove posso iniziare a raccontarvi quattro giorni di divertimento puro? Se dovessi fare la cronaca dei due concerti veri e propri parlando delle canzoni che sono state inserite nelle varie setlist, vi perdereste una bella parte di questa trasferta. Quindi direi che il discorso musicale lo lasciamo per la chiusura di questo pezzo in modo da farvi partecipare a questo (mini) tour con la band.
All’incirca due mesi fa, il manager degli Eclipse mi ha contattato perché aveva bisogno di un driver per queste due date finali del tour. Dopo avergli dato qualche opzione super affidabile, gli ho aggiunto la possibilità che io stesso prendessi un van e provassi ad aiutarli in questa trasferta, con tutti i limiti del caso e così è stato. Una volta presa questa decisione, abbiamo pianificato il tutto nel migliore dei modi. C’è da dire che l’organizzazione del tour manager (David) è praticamente impeccabile ed io ho dovuto semplicemente allinearmi a ciò che era stato pianificato.

05 dicembre 2026 (Zurigo)
L’arrivo della band è stato fissato all’aeroporto di Zurigo appena passate le 18.00. I miei primi problemi sono stati arrivare in tempo e stare all’interno dei limiti di velocità, soprattutto in Svizzera, dove i controlli sono accurati e le multe salatissime. L’ultima incognita era capire come arrivare il più vicino possibile alla band, carica di strumenti pesanti, senza sostare troppo all’interno dell’aeroporto, visto che anche quello è super costoso. Risolti questi problemi con tranquillità, sono arrivato in tempo in prossimità dell’aeroporto, ho fatto un giro alla ricerca di un parcheggio tranquillo e l’ho trovato ed ho aspettato il messaggio ‘Landed’. A quel punto sono entrato dagli arrivi e sono andato a prenderli. Solo il manager sapeva della mia presenza quindi è stata una sorpresa per tutti vedermi alla guida del loro van. Sia per gli Eclipse che ho avuto la fortuna di conoscere l’anno scorso (report qui, qui e qui), ma anche per Adde, la new entry della band, avendo seguito per anni gli Hardcore Superstar. Grazie allo splendido ed importantissimo lavoro di Mattias (backliner e non solo!!), riusciamo a mettere tutto all’interno del van e nessuno della band è costretto a muoversi con treni o altro. Il costo della sosta è davvero alto, siamo rimasti nel parcheggio per quasi venti minuti, ben oltre i cinque minuti gratuiti consentiti e la spesa è stata di ben 17 euro. Wow!! Iniziamo bene!! Purtroppo non c’era altra soluzione per caricare tutta quella roba quindi va benissimo così. Chiudiamo tutto e si parte in direzione Langenthal che dista circa un’ottantina di chilometri da Zurigo.
Una volta arrivati alla meta, scopriamo che il posto dove alloggeremo è qualcosa di pazzesco e di indimenticabile. Si tratta dell’Hotel Meilenstein (andatevelo a vedere qui), una sorta di hotel con un museo di automobili, un’acquario con pesci di grandi dimensioni senza dimenticare lo spazio per le auto in vendita. Non auto normali bensì Ferrari, Lamborghini ed altre auto d’epoca. Qualcosa di impossibile da dimenticare. Una volta che ci siamo sistemati siamo andati a cenare in un posto tipico (Przi Rest lthal qui). Non saprei dirvi cosa abbiamo mangiato nello specifico, c’era della carne, verdura ed altre cose. Ma il bello di andare all’estero è proprio provare sapori nuovi. Una volta tornati in hotel ci siamo presi una birra al bar ristorante chiacchierando. Chiacchierando di musica, di come l’abbiamo scoperta nel corso degli anni tramite programmi televisivi o giornali dedicati, Adde mi ha mostrato un sito dove poter trovare tutti i giornali di quelle annate. Giornali che hanno permesso ai lettori di conoscere band nuove, quindi una vera manna per le band che riuscivano in qualche modo ad essere parte dello stesso. Alcuni di noi hanno deciso di andare a dormire, mentre gli altri (Mattias, Adde, Victor, Magnus ed io) siamo scesi nel piano sotterraneo, quello dell’acquario, dove era in corso una serata Salsa e Merengue. Nessuno di noi ha ballato, ci siamo limitati a bere qualche drink. Per ora l’unica musica della quale ho potuto godere, tolta la Salsa e Merengue di cui sopra, è stata quella nella mia penna USB con le mie playlist. Prima di arrivare a Zurigo la scelta è ricaduta sugli Eclipse, una volta arrivati, per non annoiarli, ho scelto gli Hell In The Club.
06 dicembre 2026 (Langenthal)
La venue del concerto è vicinissima al locale, questo ci permette spostamenti agevoli per regalare ai ragazzi della band più relax possibile.  Alle 14 siamo già al locale. Davanti all’ingresso del locale troviamo Aleksandra, fotografa ed addetta al merchandise. Una presenza preziosissima per la band. Mattias è il direttore d’orchestra e David il supervisore, se così si può dire. Ognuno fa la sua parte e io, per quanto posso con questo benedetto ginocchio, cerco di aiutare il più possibile. Crew e band sembrano un orologio svizzero (perdonatemi la battuta): ognuno sa cosa fare e in breve tempo il palco è pronto per il soundcheck. Finito il tutto la band è ora di cena. Ci viene preparato qualcosa di caldo. Non bado all’orario (scoprirò dopo che erano solo le 18) ed assaggio ciò che ci viene preparato seduto vicino a Ludde, cantante e chitarrista dei Reach, che si dimostra una persona particolarmente gentile e disponibile. Abbiamo chiacchierato sia di Svezia che di Italia ed è stata una chiacchierata davvero piacevole. Finita la cena (o spuntino, chiamatelo un po’ come volete) la band vuole andarsi a riposare, questo non mi permetterà di ascoltare i Chris Catena’s Rock City Tribe. Peccato perché Chris è una ‘vecchia’ conoscenza che ho avuto modo di incontrare grazie alla presenza nei suoi concerti di un chitarrista a me molto caro (… Kee Marcello), nel lontano 2005 (qui uno dei miei primi report anche se di un altro portale 😉 ).
Quando torniamo al locale (dopo le 20) la band vuole andare alla ricerca di un pub tipico e così facciamo. All’interno del pub troviamo dei fan che, pur avendo visto che abbiamo ordinato tutti birre, ci regalano un giro di amari (non ricordo il nome) a loro dire molto migliore del classico Jägermeister. Tra i fan c’è uno più affezionato che chiede se stasera avrebbero suonato ‘Battleground’ ed inizia a canticchiarla. Dopo le foto di rito torniamo al locale mentre i Reach stanno finendo il loro set. Peccato, speriamo domani in Italia di aver più tempo per potermi godere anche questa parte di concerto anche se gli impegni come driver sono la mia priorità. L’Old Capital altro non è che un cinema ristrutturato e trasformato in un locale per i concerti live. La bellezza di questo posto non è solo la balconata ma anche la possibilità, dal backstage, di poter assistere al concerto da sopra al palco, sulla testa del batterista. La band sale sul palco bella carica ed in brevissimo tempo il tanto pubblico accorso è conquistato. La bellezza delle canzoni, il carisma dei musicisti, il sound creano un mix esplosivo che fa saltare in aria il locale. L’unica nota differente è l’esecuzione del brano ‘Heaven & Hell’ prima di Black Rain avendo un intro abbastanza simile, fatta per assoluto divertimento della band. Purtroppo, per gli amanti della band, il tempo è tiranno ed alcune canzoni sono state escluse dalla setlist, ma la fortuna degli Eclipse è quella di avere una quantità di ottime canzoni e qualsiasi scelta viene fatta, risulta vincente. A fine concerto, dopo una breve pausa per recuperare le forze, la band si concede ai molti presenti per selfie, autografi e qualsiasi altra cosa. La coda di persone è molto lunga ma la disponibilità ed i sorrisi della band non sono venuti a mancare. Una volta finita a signing session la band ritorna nel backstage e poco dopo arriva David con uno spuntino per tutti prima di tornare in hotel, non prima di aver firmato il ‘libro delle presenze’ dell’Old Capital. Speriamo di tornar presto con qualche altra band, locale che merita davvero.
07 dicembre 2026 (Milano)
L’appuntamento nella lobby è fissato per le 10.00. L’orario è stato concordato tutti insieme perché ho fatto presente alcune possibili problematiche. La prima è la coda al Gottardo: se c’è troppo traffico fermano i mezzi e li fanno passare a scaglioni per evitare intasamenti, anche se all’interno del tunnel, lungo 17 km, bisogna mantenere sempre la stessa velocità. L’altra incognita è la dogana, perché spesso, vedendo un furgone pieno, fermano tutto per controllare il contenuto (cosa successa alla band di Chris Catena entrando in Svizzera). Noi non abbiamo problemi di nessun tipo, ma questa operazione ci potrebbe portare via una mezz’ora vista la quantità di roba che abbiamo. La strumentazione era già sistemata dalla sera prima. Il furgone è stato parcheggiato attaccato ad un muro onde evitare furti. Quindi dopo una rapida colazione siamo partiti. Le ore di viaggio sono tante ed il tempo viene ingannato tra battute, risate e musica. I miei occhi erano sulla strada, sui limiti, ma da dietro sentivo arrivare canzoni che appena partite venivano canticchiate, mentre Erik davanti provava a vedersi un film sul tablet. Visto che due sere fa si è parlato di musica anni 80 e che Adde ci ha ricordato la nostra Sabrina Salerno, una volta entrati in Italia, lo stesso Adde ha messo a gran volume ‘Boys’ generando ilarità in tutti noi.
Siamo stati molto fortunati non avendo incontrato nessuno di questi imprevisti e sono passate da pochissimo le 14 quando arriviamo al Legend Club, Ad aspettarci c’è Phil che ci accoglie con un mega abbraccio. Solito lavoro di scaricare e montare la strumentazione. Vista la struttura del palco si decide per la batteria centrale e piano piano tutto prende forma. Come ieri, alla fine del soundcheck degli Eclipse, mentre sul palco salgono le altre due band, noi andiamo a fare il check-in in hotel.  Una volta sbrigate le questioni relative alla registrazione, la band è affamata, in particolare Victor e vorrebbe andare a mangiare un buon piatto di pasta. Peccato che sono le 17.30 ed è tutto chiuso. Purtroppo da italiani non abbiamo fatto una splendida figura in questo campo. Come hanno detto loro: “We are in the homeland of good food and there is nothing open”. Proviamo a chiamare qualche ristorante che risulta aperto su google, ma la cucina è sempre chiusa fino a quando non ne troviamo uno. Andiamo ed ordiniamo sei piatti di pasta. La soddisfazione che si legge nei loro occhi quando arrivano le porzioni, decisamente abbondanti, è tangibile e, da italiano, mi rende particolarmente orgoglioso. Dopo il mega piatto di penne con i vari sughi, i cinque svedesi si domandano come facciamo noi italiani a mangiare altro?? La conseguenza è che tutti ordiniamo un Espresso (altra nostra specialità) ed a seguire il limoncello. Finita la nostra cena, torniamo al locale. Anche oggi l’esibizione della Rock City Tribe è finita e sono saliti da pochissimo sul palco i Reach. Se ieri in Svizzera avevo apprezzato le poche canzoni ascoltate, oggi, riascoltandole mi sono piaciute di più tanto da andar a fare i complimenti alla band a fine set. Sentiremo parlare ancora di loro.
Quando parte l’intro degli Eclipse composto da un medley di riff che hanno fatto la storia dell’hard & heavy, la band è prontissima. Tutto è al posto giusto, sempre per merito del gran lavoro di Mattias.  Prendono possesso dello stage in ordine Adde, Victor, Magnus ed Erik e si riparte a cannone. La setlist dei brani proposti la trovate in fondo al report. La maggior parte dei brani proposti è carica di adrenalina al punto che il pubblico presente non solo canta gran parte dei testi, ma balla, si dimena, insomma si diverte. Prima dell’esecuzione di ‘High Road’ che di regola viene cantata dal Victor (bassista) ne nasce un siparietto visto che il suo microfono aveva smesso di funzionare. Victor ha dovuto usare quello di Erik, ma essendo più basso ha detto che avrebbe dovuto cantare in ‘posa Hetfield’. E’ bastato citare i Metallica che gli altri membri della band hanno iniziato a suonarne un brano. La voglia di divertirsi, il grado di rilassatezza della band è palpabile, questo grazie al fatto di essere all’ultima data del tour, ultima data dell’anno, e questo rende tutto più leggero tanto che c’è più tempo per qualsiasi cosa: intermezzi musicali, discorsi di Erik o altro. Come spesso accade, anche perché Erik è una cosa che sente particolarmente, il singer della band ringrazia il pubblico presente perché senza di loro nessuno potrebbe stare su qualsiasi palco. Per la veridicità delle sue parole, garantisco io che l’ho vissuto per diversi giorni ed ho imparato a conoscerlo. Il concerto fila liscio grazie alla bellezza dei brani scelti per la setlist. Il pubblico chiede alcune canzoni non presenti ed Erik ricorda che il patto tra la band ed il pubblico è che la band  è l’unica a poter scegliere la setlist, il tutto ovviamente col sorriso sulle labbra. Tra una canzone e l’altra arriva il momento di ringraziare Mattias, che sale sul palco. Erik ammette che senza di lui sarebbe tutto molto più complicato visto che pensa sempre a tutto, Mattias ringrazia, e vedendo Erik sudato usa la sua maglia per detergergli il sudore. Finito il set, la band lascia il palco ma è la solita piccola pausa prima dei bis, il primo risponde al nome di ‘Anthem’, iniziato in maniera acustica e proseguito in forma elettrica mentre l’ultimo pezzo è la loro hit di più successo. Vi sto parlando di ‘Viva La Victoria’ con i Reach e la crew in persona di David e Mattias che salgono sul palco per cantare, suonare e saltare tutti insieme. Foto di rito nella quale lo stesso Mattias mi trascina. Il primo pensiero è stato che avendo solo guidato e portato qualche borsa piena di strumentazione mi sentivo un po’ fuoriluogo, ma l’idea di entrare nella foto e che la stessa sarebbe stata stampata ed attaccata in qualche parete di casa mia come ricordo di questi quattro giorni di festa e rock’n’roll mi ha convinto e mi sono buttato nella mischia. Finito il concerto, dopo un piccolo break per rifiatare, la band si è precipitata dall’angolo merch per salutare, far autografi e selfie con i presenti. Devo dirvi che questa non è una cosa comunissima, quindi chi si è fermato ha fatto benissimo. Dipende molto dalla capienza del locale e dall’affluenza del pubblico perché l’anno scorso in Spagna non sono riusciti a farlo neanche una volta anche se, come normale che sia, qualche fan spagnolo che ha aspettato la chiusura del locale ed ha avuto l’opportunità di incontrare la band. Finita la photo/signing session ed una volta che il pubblico è defluito, la festa è continuata nel backstage dove c’erano alcuni membri del fan club, altri musicisti -degli Hell In The Club e degli Speed Stroke-. Ho personalmente assistito ad una torta con la scritta Eclipse illuminata da una candela/fontana luminosa, birre che giravano ovunque e manicaretti preparati da una fan speciale (Sonia). Parte della torta è volata in faccia a David per più di una volta come documentato. A festa finita, abbiamo caricato e stipato tutto nel furgone e ci siamo diretti verso l’hotel non prima di esserci fermati a mangiare un panino al Mc. Ho parcheggiato il furgone in uno spazio che non credevo sarebbe potuto entrarci la mia Fiesta, ma invece. Con la pancia piena ho riportato i musicisti in hotel e la fotografa/merch-woman in direzione aeroporto vista la sua partenza anticipata rispetto alla nostra. Io e Mattias l’abbiamo accompagnata e devo dirvi che girare Milano centro alle 3 di notte non è male, niente traffico, nessuno che suona il clacson. Sbrigata anche questa ultima formalità non ci rimane che andare a dormire.

08 dicembre 2026.
Oggi l’appuntamento è alle 10.10 Ogni minuto in più è un minuto prezioso per dormire o altro. Dopo una supercolazione, alle 10.10 come da tabella di marcia, partiamo e ci rechiamo a Linate. Saluto tutti e li ringrazio per la splendida opportunità di vivere altri giorni con loro, non solo musicisti di qualità assoluta ma persone splendide con cui è stato divertente trascorrere le giornate. A me non rimane altro che andare a rendere il van affittato. Avrei dovuto ascoltare un album del quale devo finire la recensione da tempo, me lo ero portato su penna USB, ma dopo i concerti degli Eclipse a me rimane una grandissima voglia di ascoltarli e riascoltarli e così ho fatto. Questa cosa continuerà per i prossimi giorni a venire anche se dovrò necessariamente trovare del tempo per la recensione. Grazie Eclipse & crew. Alla prossima!!

Reach setlist:

Intro + Hell On Earth
Mama Mama
Little Dreams + Outro
Motherland
A Million Lives
Ludving intro
A beautiful Life
Grand Finale
Save The World
The Law
Running On Empty

Eclipse setlist:
Roses On Your Grave
All I Want
Things We Love
Twilight
The Downfall Of Eden
Hurt
Blood Enemies
Falling To My Kness
High Road
Battleground
Saturday Night
Black Rain
The Hardest Part Is Losing You
Runaway
– – – – – – – – – –
Anthem
Viva La Italy

Tutte le foto sono di Aleksandra Pajak
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