Bleed Someone Dry + Defamed + guests @ VHS, Firenze, 13 dicembre 2025

Il 29/12/2025, di .

Bleed Someone Dry + Defamed + guests @ VHS, Firenze, 13 dicembre 2025

Ci sono quei discorsi triti e ritriti che facciamo ogni volta che ci vediamo ma solo uno, e dico solo uno, ha senso davvero: com’è che in Italia abbiamo band che oltre confine riempirebbero palazzetti, e qui invece il pubblico resta sempre più ristretto rispetto all’estero? Come mai siamo un popolo così affezionato alla musica pessima?
Mentre vi lascio arrovellarvi con queste questioni filosofiche vi rivelo che si, abbiamo band incredibili e sì, meriterebbero molto di più.

La nuova edizione di Brute Force, una costola di Firenze Metal, ha portato sul palco del VHS di Scandicci  Between the parts, Jera, Kiju, Defamed e Bleed someone dry per una core night, dedicata a breakdown da brividi lungo la schiena e urla demoniache che Halloween scansati. I Between the parts hanno avuto l’onere e l’onore di aprire la serata, prendendosi lo scettro di band che ha fatto dire a un sacco di gente “non vi conoscevo ma adesso che vi conosco sono felice di averlo fatto”, e beccandosi pure la benedizione di Gesù Cristo con gli anfibi. Seguono gli Jera, reduci dall’apertura per i Within Destruction, ed è con loro che la gente inizia a volare per aria sul serio. Oltre a Gesù appare anche un tirannosauro. Se bazzicate le serate del Firenze Metal, saprete che l’apparizione del sacro tirannosauro è foriera di buone notizie e propiziatoria di belle serate.

I Kiju aprono definitivamente il pit: Gesù finisce per fare crowdsurfing su un coccodrillo gonfiabile (pure lui ospite abitudinale) che porta il nome di porcodrillo, mentre dal palco arrivano bordate sonore degne del Vans Warped Tour dei tempi d’oro, e i Defamed si gettano nel caos controllandolo come lo stregone dopo che Topolino gli aveva inondato casa. Un solo accordo basta a dividere il pubblico in due e spingerlo a scontrarsi fra ghigni e spallate.

Pensandoci un secondo, il wall of death è una di quelle cose che, tolta dal suo contesto, non ha senso. Fondamentalmente un centro commerciale sotto Natale è un wall of death continuo. La differenza è che, a un concerto dei Defamed, il wall of death diventa bellissimo e tutti si vogliono bene. In un centro commerciale no. Anzi.

Ed eccoci arrivati al motivo del discorso trito e ritrito di inizio articolo: in Italia abbiamo band che, appena fuori confine, potrebbero ambire a palchi giganteschi. Buio sul palco, fumo, e le luci dei componenti dei Bleed Someone Dry si accendono una per una come fari nella notte delle pessime classifiche nostrane. Ti scordi che ci stavi ridendo e scherzando fino a cinque minuti prima, quando iniziano a suonare. Diventano alieni coperti da maschere pronti a mangiarti la faccia, ti riempiono la cassa toracica di bassi e la testa di soddisfazione. E fanno paura. E a noi piacciono, proprio perché fanno paura. È come vedersi arrivare addosso uno schiacciasassi e non avere lo spazio per scappare.

Ma poi, perché dovremmo mai volerlo fare?

 

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