Leprous + Crystal Horizon + IHLO @ Hall (Pd), 25 gennaio 2026

Il 27/01/2026, di .

Leprous + Crystal Horizon + IHLO @ Hall (Pd), 25 gennaio 2026

C’è qualcosa di profondamente nordico nell’aria anche quando ci si trova a migliaia di chilometri di distanza da Notodden, e arriva una band nata da quelle parti.
Domenica 25 gennaio 2026 Padova si è svegliata sotto pioggia e freddo, una di quelle giornate grigie che sembrano uscite direttamente dalla Norvegia. Poi, quasi a volerci accompagnare senza attriti verso la musica, il cielo ha deciso di concederci una tregua: serata mite, ingresso all’Hall senza ombrelli né inutili orpelli, solo l’attesa per Einar, soci e per la pelle d’oca che la loro musica genera.

La serata si sviluppa attraverso tre band, in un crescendo coerente e ben calibrato.

Ad aprire i Crystal Horizon, prog rock norvegese dalla cifra moderna e melodica, lontana da qualsiasi nostalgia anni ’70. Giovani ma già molto focalizzati. Dal vivo funzionano bene, ma soprattutto trasmettono una dedizione totale nei confronti dei main act della serata: rispetto, attenzione e zero protagonismi fuori luogo.

Segue il turno degli IHLO dal Regno Unito, che spingono con decisione sull’aspetto tecnico. Progressive metal con forti venature djent, quadrato, preciso, controllato. Se i Crystal Horizon puntano sulla melodia, gli IHLO parlano chiaramente la lingua dei Tesseract: strutture complesse, incastri ritmici, un suono denso e rigoroso. Una proposta che può dividere, ma che all’interno della costruzione della serata risulta perfettamente misurata.

Alle 20.15 in punto, come da scaletta, salgono sul palco i Leprous. L’Hall non è al massimo della capienza, ma l’accoglienza è immediata e calorosa.
‘Silently Walking Alone’ apre il set: precisione, controllo totale ed emozione incanalata senza dispersioni.
Come sempre, i Leprous sono mostri di bravura. Nessuno sbaglia un colpo. Baard Kolstad, dietro alle pelli, sancisce ancora una volta la sua superiorità: potenza ed eleganza convivono in modo quasi imbarazzante, scandendo il tempo con una naturalezza che rende semplici anche i passaggi più intricati. Ma il vero punto è questo: attorno a lui c’è una band che non solo è alla sua altezza, ma sembra muoversi nello stesso spazio mentale, come se la complessità fosse un linguaggio comune.
La scaletta pesca a piene mani dai brani più noti: ‘Illuminate’, ‘I Lose Hope’, ‘Below’, ‘The Price’. Momenti attesi e cantati, che confermano quanto il repertorio dei Leprous sia ormai solido e riconoscibile.
Menzione speciale per la cover di ‘Take On Me’ degli a-ha: un omaggio alla Norvegia che funziona e convince. La celebre hit pop venne riletta in chiave oscura, drammatica e progressiva in occasione di un episodio della serie ‘Covers On The Spot’ di Musora. Un tributo intelligente, che racconta perfettamente chi sono oggi i Leprous.
Einar Solberg prova a scherzare sul calcio, ma meglio lasciare che sia la musica a parlare, e infatti subito dopo arrivano momenti altissimi come ‘Nighttime Disguise’ e ‘From the Flame’.
Per l’encore la band esce e rientra, chiudendo con ‘The Sky Is Red’: perfetta, ipnotica, devastante.
Colpisce ancora una volta la facilità disarmante con cui Einar controlla la voce. Passa da sonorità angeliche a parti più intense e harsh senza sforzo apparente, accompagnando tutto con movenze quasi timide, ma profondamente espressive.
Tor e Robin sono certezze assolute alle chitarre, solidi e sempre al servizio del brano, mentre Simen si conferma una spalla impeccabile per Baard, rendendo la sezione ritmica un vero e proprio motore emotivo.
Resta un piccolo rammarico per un’affluenza che non rende pienamente giustizia alla grandezza dei musicisti saliti sul palco. Ma se il sold out è mancato, non se n’è mai avvertito il peso: chi c’era ha accolto la band con trasporto sincero, attenzione e rispetto.
E, alla fine, ciò che conta è che oggi, il giorno dopo l’evento, siamo ancora qui ad ascoltarli in cuffia per capire se ce lo siamo sognato o è successo per davvero.

Galleria fotografica a cura di Federico Benussi

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