Jinjer + Unprocessed + Textures @ Live Club, Trezzo Sull’Adda, 10 febbraio 2026
Il 12/02/2026, di Gianfranco Monese.
Iniziato il 23 gennaio in Germania, per la precisione a Colonia, l'”European Duél Tour 2026″ ha nella quindicesima serata di martedì dieci febbraio a Trezzo Sull’Adda, l’unica data italiana. Personalmente, quello con i Jinjer è un appuntamento a cui manco dall’unica volta che li vidi, quel 14 febbraio 2023 in cui gli ucraini suonarono di spalla ai Bullet For My Valentine, con gli Atreyu ad aprire la serata (live report QUI). Quindi non solo mi sembrava doveroso rispolverare il catalogo del quartetto, ma la curiosità di ascoltare il nuovo materiale che la band avrebbe estratto dall’ultima fatica in studio ‘Duél’ (recensione QUI), uscita un anno fa, è cresciuta man mano. Andiamo però con ordine, perché alle ore 18:45, puntuali, salgono sul palco gli olandesi Textures. Quaranta minuti a loro disposizione, che sfruttano al meglio grazie ad un progressive che ben si mescola a soluzioni metalcore. Peccato solo per le tastiere di Dijk, personalmente fiore all’occhiello della proposta (come nella nuova fatica in studio ‘Genotype’ [2026]), leggermente penalizzate nei suoni. Per il resto, prestazione impeccabile dove personalmente a risaltare è stata la tecnica encomiabile di Broks dietro le pelli, batterista che sa davvero il fatto suo. In attesa di rivederli nuovamente su suolo italico, consiglio nel frattempo l’ascolto di ‘Genotype’, rappresentato nella setlist, oltre all’intro ‘Void’, da ‘Closer To The Unknown’ e ‘Measuring The Heavens’, con buona pace per chi, sottoscritto compreso, desiderava ascoltare pure ‘At The Edge Of Winter’.
Setlist:
Void (intro)
Closer To The Unknown
New Horizons
Singularity
Timeless
Measuring The Heavens
Awake
Laments Of An Icarus
Puntuali pure loro, anzi a dire il vero con un minuto d’anticipo, alle 19:44 i tedeschi Unprocessed prendono posto di fronte al pubblico del Live Club. Oltre ad essere veramente giovane, bisogna aggiungere che il quartetto originario di Wiesbaden incuriosisce fin da subito per la propria originalità: non ho mai ascoltato alcuna band che si avvicini alla variopinta proposta dei quattro, in grado di mescolare metalcore, djent, progressive, alternative, con delle venature in grado di sfociare nell’elettronica e nel Pop. Forse un calderone troppo variegato, ma credo che non ci si dovrebbe lamentare di chi, al 2026, propone qualcosa di originale, in mezzo a tante fotocopie. Oltre a ciò, bisogna aggiungere che convinzione e tecnica non hanno limiti, e la folla, incitata caldamente dalla band (passata da poco la metà dell’esibizione, il frontman Fernandes lo fa addirittura con una bestemmia), risponde maggiormente rispetto al gruppo precedente con un pogo continuo che sfocia in un wall of death all’inizio della conclusiva ‘Terrestrial’. Tre quarti d’ora esplosivi, per una band da rivedere il prima possibile.
Setlist:
111
Sleeping With Ghosts
Beyond Heaven’s Gate
Thrash
Glass
Sacrifice Me
Snowlover
Lore
Solara
Terrestrial
Scoccano così le 21:00 quando tocca al piatto forte della serata dimostrare di che pasta è fatto, quei Jinjer che mancavano dall’Italia dal 22 giugno scorso, quando si esibirono al festival milanese Dissonance 2025. E’ un Live Club quasi sold out quello che accoglie, all’introduzione di ‘Duél’, il batterista Ulasevich, il chitarrista Ibramkhalilov ed il bassista Abdukhanov, e quando tocca a Tatiana Shmaylyuk calcare il palco, ecco che gli occhi sono su di lei: d’altronde il fascino c’è tutto, le movenze dolci e sensuali pure, e l’outfit (questa volta ha optato per un abito in stile ottocentesco completo di bustino, con particolarità in pizzo nella parte alta e sui guantini) azzeccato come sempre. Chiaramente c’è anche la voce, che tra clean e scream vocals vince e convince, nonostante verso metà show la cantante, toccandosi la gola, sembrerebbe mostrare una qualche sofferenza. I suoi compagni, oltre ad essere micidiali nella loro precisione chirurgica, sono devastanti nei suoni, tanto che il basso sembra competere con la chitarra per tutto lo show, che dura un’ora e un quarto nei suoi sedici brani totali, quasi tutti eseguiti uno dietro l’altro senza grandi pause. Tra i più riusciti e meglio accolti dai presenti, oltre al classico ‘Pisces’ ed al fanalino di coda ‘Sit Stay Roll Over’, ricordiamo ‘Green Serpent’ dall’ultima fatica ‘Duél’. Poco prima di introdurre ‘Pisces’, Tatiana ringrazia ed applaude un pubblico che non ha mai smesso di ripondere a tanta bravura pogando e divertendosi, per una serata che, va detto, ha visto un terzetto molto interessante e stimolante esibirsi a Trezzo Sull’Adda, e per quanto riguarda i Jinjer solo il tempo saprà dirci se sono loro la “next big thing”, una volta che i colossi del Metal si saranno ritirati. Certo: dopo tutta la gavetta ed i tour effettuati, a tal proposito si sperava che il Live Club andasse sold out, come accaduto a molte location di questo tour, in modo da avere un domani una maggiore richiesta, e potersi così esibire in location più grandi (come sta accadendo ai Ghost, ad esempio); tuttavia, dopo serate come questa, è lecito auspicarlo.
Setlist:
Duél
Green Serpent
Fast Draw
Vortex
Disclosure!
Tantrum
Teacher, Teacher!
Kafka
Judgement (& Punishment)
Hedonist
I Speak Astronomy
Perennial
Someone’s Daughter
Rogue
Pisces
Encore:
Sit Stay Roll Over
Foto Marco Biunno