Mayhem + Marduk + Immolation @ Alcatraz, Milano, 17 febbraio 2026

Il 21/02/2026, di .

Mayhem + Marduk + Immolation @ Alcatraz, Milano, 17 febbraio 2026
Dopo la pubblicazione del nuovissimo ‘Liturgy Of Death’ (qui la nostra recensione), c’era grandissima attesa per la calata italica dei Mayhem con il loro ‘Death Over Europe’, tour che vede in cartellone anche i maestri del black svedese Marduk e i deathster americani Immolation: un pacchetto di assoluto interesse per tutti gli appassionati della scena estrema.
Il palco designato all’Alcatraz è il B, con capienza ridotta rispetto alle immense dimensioni del locale, che tuttavia appare già piuttosto pieno sin da pochi minuti dopo l’apertura delle porte.
Il bill risulta, a mio parere, particolarmente stimolante perché ospita due tra le più importanti band del black metal, appartenenti a due modi differenti di interpretare il genere: quello svedese, per tradizione più duro, veloce ed estremo, e quello norvegese, più atmosferico e liturgico. A rendere il tutto ancora più interessante è il fatto che entrambe le realtà arrivino da pubblicazioni di grande valore, come l’ultimo ‘Memento Mori’ dei Marduk, sebbene ormai datato 2023.
L’attesa è comunque già alta per gli Immolation, storica band death metal statunitense, che fin da subito dimostra di che pasta sia fatta. La loro è una performance intensa e tirata, con Ross Dolan alla voce e al basso letteralmente sugli scudi ma è la band nel suo complesso ad essere trascinante nell’approccio e nella proposta, non un calo all’interno di circa 45 minuti di puro massacro. La scaletta pesca un po’ da tutta la loro carriera, con una leggera preferenza per ‘Acts Of God’ del 2022, da cui vengono proposti ben tre brani, tra cui ‘Blooded’, traccia che colpisce particolarmente per aggressività e attitudine.
Altro highlight dell’esibizione è ‘Adversary’, primo estratto dall’album di prossima uscita ‘Descent’, durante il quale il coinvolgimento del pubblico diventa ancora più marcato.

L’esibizione si chiude con un arrivederci da parte della band, forse in vista di un futuro ritorno, un saluto che — attraverso questa prova convincente — incuriosisce e ingolosisce i fan del death americano più puro e oltranzista che non esitano a dimostrare il loro pieno supporto.

Setlist
01. An Act of God
02. Swarm of Terror
03. Majesty and Decay
04. Adversary
05. Dawn of Possession
06. Blooded
07. Higher Coward
08. Rise the Heretics
09. Nailed to Gold

10. The Age of No Light

Arriva quindi il momento dei tanto attesi Marduk: la folla è ormai gremita attorno al palco e diventa difficile farsi spazio tra i presenti. La band, già dai primissimi pezzi, assume le sembianze di una vera e propria macchina da guerra, pescando a piene mani da diversi album del proprio repertorio.
Morgan appare in grandissima forma e lo dimostra in brani aggressivi come ‘Wolves’ e ‘Throne Of Rats’, ma è nelle performance sui pezzi più cadenzati come ‘Shovel Beats Sceptre’ e ‘The Blond Beast’ che la malignità del combo prende sempre più corpo, fino ad arrivare all’assalto di ‘Panzer Division Marduk’, dove il pogo diventa incontenibile.

Ciò che emerge con forza dal vivo è la statura superiore di una band che porta il vessillo del black svedese da ormai decenni: la loro capacità di dialogare con il pubblico e di rendere evidente la devozione che i fan consegnano ha pochi eguali nel mondo della musica estrema. Un’esibizione, a mio avviso, estremamente intensa, resa ancora più coinvolgente dalla vicinanza del pubblico al palco, complice l’apertura parziale della venue che ha contribuito, in questo caso, a creare un’atmosfera compatta e carica di energia.

Setlist
01. Frontschwein
02. Wolves
03. Throne Of Rats
04. Shovel Beats Sceptre
05. Cloven Hoof
06. Sulphur Souls
07. On Darkened Wings
08. Infernal Eternal
09. The Black…
11. Panzer Division Marduk

12. The Blond Beast

A questo punto l’Alcatraz è completamente gremito, colmo in ogni ordine di posto. Si attendono i Mayhem, la band che più di ogni altra ha contribuito a dare vita alla leggenda del black metal norvegese. Gli enormi stendardi ai lati del palco sembrano prendere vita grazie a un imponente gioco di luci e, sulle note di ‘Realm Of Endless Misery’, tratto dal nuovissimo ‘Liturgy Of Death’, sale sul palco dapprima l’intera band, priva di face painting, seguita subito dopo dall’inossidabile frontman Attila, che per l’occasione sfoggia un talare bianco dall’aspetto mefistofelico, reso ancora più inquietante dal trucco diabolico e dalla postura assunta.
L’ammirazione del pubblico è palpabile e cresce con lo scorrere dei brani, raccolti all’interno della setlist in veri e propri blocchi legati all’approccio e alla tipologia dei pezzi, ciascuno scandito dai diversi cambi d’abito del frontman.
Ovviamente si pesca a piene mani dal capolavoro di genere ‘De Mysteriis Dom Sathanas’, da cui ‘Freezing Moon’ diventa il brano intonato in coro da tutto il pubblico, seguita da ‘Cursed In Eternity’, che personalmente non reputo inferiore per importanza. Piacevole sorpresa è la riproposizione di ‘View From Nihil’ da ‘Grand Declaration Of War’, pezzo amatissimo dai fan e tratto da un album spesso ingiustamente dimenticato all’interno del repertorio della band norvegese.
Il concerto si mantiene su standard qualitativi altissimi, grazie soprattutto alle performance di Hellhammer, autentico fenomeno dietro le pelli, e di Necrobutcher, capace di catalizzare costantemente l’attenzione con il suo carisma. Ma è doveroso tornare a sottolineare la straordinaria prova di Attila Csihar, impeccabile in ogni passaggio e in grado di rendere ancora più liturgico un evento già di per sé carico di significato.
Il culmine arriva con ‘Deathcrush’, riproposta in una versione intensa e colma di pathos, durante la quale sul ledwall scorrono le immagini dell’indimenticato Euronymous: un momento che restituisce pienamente il senso dell’importanza storica della band nell’economia di un genere che, da tempo ormai, ha assunto dimensioni globali.

Dalla precisione devastante degli Immolation alla furia inarrestabile dei Marduk, fino alla dimensione rituale e teatrale dei Mayhem, ogni esibizione ha contribuito a costruire una serata compatta e coinvolgente, capace di lasciare il segno. Un appuntamento riuscito sotto ogni aspetto, che conferma come il metal estremo, quando proposto con questa qualità e intensità, sappia ancora riempire i club e parlare con forza a più generazioni di ascoltatori.

Setlist
01. Realm of Endless Misery
02. Buried by Time and Dust
03. Bad Blood
04. Life Is a Corpse You Drag
05. The Vortex Void of Inhumanity
06. Ancient Skin
07. Psywar
08. View From Nihil
09. Whore
10.Freezing Moon
11.Chimera
12.Cursed in Eternity
13.From the Dark Past
14.Weep for Nothing
Encore
15. Silvester Anfang
16. Deathcrush
17. Chainsaw Gutsfuck
18. Carnage
19. Pure Fucking Armageddon
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