Heaven Shall Burn + The Halo Effect + The Black Dahlia Murder + Frozen Soul @ Live Music Club, Trezzo sull’Adda, 10 marzo 2026
Il 13/03/2026, di Filippo Corso.
Il 10 marzo si presenta come una data di grande interesse per la scena metal italiana. Al Live Club di Trezzo sull’Adda si è radunata una delle alleanze più assortite della stagione estrema, guidata dagli Heaven Shall Burn, tornati sui palchi dopo l’uscita del poderoso ‘Heimat’ nel giugno 2025.
Il bill e’ di quelli difficili da non considerare: Frozen Soul, The Black Dahlia Murder, The Halo Effect e infine gli headliner tedeschi. Una combinazione capace di coprire diverse anime del metal estremo contemporaneo.
Sorprende personalmente quindi trovare il locale solo riempito a metà, cosa che stona con la qualità della proposta. Chi è presente, però, compensa con entusiasmo e totale devozione verso l’evento.
Ad aprire il concerto sono i texani Frozen Soul, band dal suo primo album sotto contratto con la prestigiosa Century Media, che si rivelano subito una delle sorprese più convincenti della serata. Il loro death metal moderno e pieno di ritmo funziona particolarmente bene dal vivo, grazie a brani costruiti su groove potenti e ritmiche da pogo.
La performance colpisce soprattutto per l’intensità vocale di Chad Green, abile nel guidare il set con grande presenza scenica, e per il lavoro delle chitarre di Michael Munday e Chris Bonner, che costruiscono un muro di riff solidissimo nonché molto efficace in sede live.
Il pubblico reagisce subito bene ed il pit inizia a prendere forma già nelle prime canzoni, segno che la band riesce immediatamente a stabilire una connessione con la platea. Un gruppo granitico e assolutamente da seguire nei suoi prossimi passi, anche perché quattro dei brani in scaletta provengono dal nuovo lavoro di prossima uscita, ‘No Place of Warmth’. Veramente originali!
Setlist
01. Encased in Ice
02. Absolute Zero
03. Chaos Will Reign
04. Morbid Effigy
05. No Place of Warmth
06. Arsenal of War
07. Invoke War
08. Crypt of Ice
Con gli storici The Black Dahlia Murder la serata entra nella sua fase di massima intensità. Il loro death/thrash veloce e aggressivo travolge il pubblico con una raffica continua di riff e cambi di ritmo.
Nonostante alcuni, a mio parere importanti, limiti nel mix dei suoni, la performance colpisce soprattutto per la prova vocale di Brian Eschbach, autore di una prestazione estremamente potente e convincente che domina l’intero set e mantiene costantemente alta la tensione sotto il palco.
La band inserisce quattro brani dall’ultimo ‘Servitude’, alternandoli a pezzi ormai diventati classici del repertorio come la sempre verde ‘What a Horrible Night to Have a Curse’. La classe ovviamente non è acqua ed il combo porta a termine uno show comunque importante che soddisfa i numerosi fan accorsi per loro.
Setlist
01. What a Horrible Night to Have a Curse
02. Kings of the Nightworld
03. Aftermath
04. A Vulgar Picture
05. Mammoth’s Hand
06. Cursed Creator
07. Nightbringers
08. Everything Went Black
09. Utopia Black
Con i The Halo Effect la serata entra invece nel territorio del melodic death metal più classico e raffinato. Il loro set è tirato, di impatto e anche carico di atmosfera, con riff melodici e strutture che riportano direttamente alla grande tradizione della scuola di Göteborg.
Per chi è cresciuto ascoltando In Flames e Dark Tranquillity, vedere sul palco Jesper Strömblad e Mikael Stanne rappresenta inevitabilmente un momento di forte emozione. È difficile non pensare a quanto quelle band abbiano segnato un’intera generazione di ascoltatori metal.
Da quanto visto sul palco, The Halo Effect non sembra affatto un progetto secondario rispetto alle band d’origine dei suoi membri. Al contrario, appare come uno spazio creativo in cui i musicisti stanno investendo con convinzione, impegno e identità.
Una performance quindi di alto livello, i cui brani pescano in egual misura dai due album fin qui pubblicati dagli svedesi, che lascia un’impressione molto positiva e prepara il terreno agli headliner.
Setlist
01. This Curse of Silence
02. March of the Unheard
03. Feel What I Believe
04. The Needless End
05. Detonate
06. Become Surrender
07. Gateways
08. Our Channel to the Darkness
09. Between Directions
10. A Truth Worth Lying For
11. Shadowminds
Gli Heaven Shall Burn si confermano una band di caratura superiore, e lo si percepisce fin dai primi minuti del set, quando l’energia del Live Club di Trezzo si amplifica ulteriormente. Il suono è potente e definito, permettendo alla band di esprimere al meglio il proprio impatto dal vivo.
Brani come ‘Endzeit’, ‘Übermacht’ e ‘Thoughts and Prayers’ scatenano il caos sotto il palco tra pogo e cori cantati a squarciagola. Il loro stile resta, a mio parere, difficilmente incasellabile: non è semplicemente death metal né thrash, ma un linguaggio sonoro personale che mescola metal moderno, hardcore e momenti più melodici e atmosferici.
La band stupisce non solo nei pezzi più veloci, ma anche in quelli più lenti e carichi dal punto di vista emotivo come ‘Armia’, capace di creare attimi di pura estasi musicale. Impossibile poi non citare il groove travolgente di ‘Black Tears’, storica cover degli Edge of Sanity. La scaletta pesca da buona parte dei brani più rappresentativi del repertorio, sottolineando il peso e l’importanza del gruppo all’interno della scena metal degli ultimi decenni.
Una prova maiuscola in cui tutti i componenti della band brillano, ma in particolare il frontman Marcus Bischoff e lo storico chitarrista Maik Weichert, in grado di interagire con il pubblico con un’abilità, una prontezza e un’efficacia fuori dal comune, da vera band di livello assoluto.
Una serata che, nonostante un’affluenza inferiore alle aspettative per un bill di questo livello, ha confermato la forza di una lineup di grande qualità. Tra sorprese, momenti di forte impatto e performance di altissimo livello, il live si è rivelato un appuntamento significativo per gli appassionati, a questo punto fortunati, di metal estremo.
Setlist
01. War Is the Father of All
02. Voice of the Voiceless
03. My Revocation of Compliance
04. Counterweight
05. Armia
06. Confounder
07. Endzeit
08. Black Tears
09. Übermacht
10. The Martyrs’ Blood
11. Thoughts and Prayer
12. Godiva
13. A Whisper From Above
Galleria fotografica a cura di Erika Gagliardi