Ponte Del Diavolo + Ottone Pesante + Nubivagant @ Damage Inc., San Giovanni Lupatoto (VR), 27 febbraio 2026
Il 14/03/2026, di Alex Ventriglia.
Quello al Damage Inc. di San Giovanni Lupatoto è stato un Metal Happening imperdibile, tenuto in alta considerazione specie da coloro che si professano cultori dell’underground, ma che sanno pure bene dove la qualità stia di casa, che delle smancerie non se ne fanno niente, perché è la sostanza ciò che conta. Pare esser stata questa, la parola d’ordine della serata tenutasi al Damage Inc. (club nel Veronese che veramente si presenta come una bella ventata di freschezza, nell’ambito dei nuovi locali in cui il metal e generi affini vengono valorizzati appieno, finalmente!), con protagoniste tre diverse realtà musicali, ben distinte, le quali con fierezza ed attitudine sbandierano la loro unicità, ma che, al tempo stesso, si rivelano anche legate tra di loro, per via di collaborazioni che mantengono salda sia l’amicizia che ardente quella fiamma che anima e rafforza la propria arte.
I primi del lotto, i Nubivagant, più che una band a tutto tondo un progetto solista minimale e minimalista, originato da Gionata Potenti, meglio conosciuto come Omega, ex Blut Aus Nord e Frostmoon Eclipse, leader anche dei Darvaza, il quale, scortato unicamente da una batteria d’accompagnamento, si erge a “factotum”, chitarra e voce, nonché patrocinatore essenziale di una proposta fonica cruda e parossistica, quasi ostica se non si è abituati a maneggiare tali sonorità. Black Metal atmosferico, con spunti votati all’avanguardia. Già visti al Frantic 2023, i Nubivagant mi hanno però impressionato maggiormente qui al Damage Inc., dove l’effetto sorpresa è stato forse suffragato da una consapevolezza più marcata, oltre che da passaggi che hanno manifestato ampiamente e liberamente tutta la loro inquietudine. Che, seppur rarefatta e slabbrata, ha trovato nell’oscurità un’alleata che ha giocato parecchio a favore…
In giro ho sempre sentito decantar grandi lodi nei confronti degli Ottone Pesante, e devo ammettere che in effetti gli elogi son tutti meritati, in questa valutazione della mia prima volta con questo three-piece proveniente da Faenza, il quale vanta tre album all’attivo (tra cui il notevole ‘Doomood’ e il più recente ‘Scrolls Of War’ del 2024) e una marea di collaborazioni e di concerti, soprattutto all’estero. Dove ha colpito molto nel vivo questa commistione strumentale tra tromba, trombone e batteria e il metal, meglio se bello dinamico ed aggressivo, tanto pulsante che a volte pare sfociare nel death più feroce! Una band questa probabilmente unica al mondo, che ama “violare” la compostezza sacrale degli ottoni onorando un robusto e mai domo sound metallico, che a San Giovanni Lupatoto ha messo il “pepe al culo” in più di una circostanza, lanciando lo sprint ed alzando i toni della serata, divertendo i presenti e coinvolgendoli in una bolgia dove tutti ci han dato dentro, a partire dagli strumentisti che si son cimentati in danze frenetiche e ritmi al cardiopalma!
Più ferale e accigliato lo stile dei Ponte Del Diavolo, headliner solenni in una serata così tanto speciale per i torinesi, freschissimi autori di un full length album tanto importante quanto magniloquente come ‘De Venom Natura’, chiamato alla sua seconda presentazione live ufficiale dopo l’esordio di metà febbraio all’Hiroshima Mon Amour di Torino. Il quale ha immediatamente sputato fuori tutto il suo rancore con il trittico iniziale ‘Spirit, Blood, Poison, Ferment!’ (con la “comparsata” al trombone di Francesco Bucci degli Ottone Pesante), ‘Every Tongue Has Its Thorns’ e ‘Lunga Vita Alla Necrosi’, sia ribadendo la sua eccelsa caratura, sia evidenziando una band che pare non sbagliare mai un colpo, anche stasera da scroscianti applausi a scena aperta grazie alla brillante prova della magnetica Erba Del Diavolo e della sconquassante coppia al basso formata da Krhura Abro e Kratom, autentico cuore pulsante di questo animale pericolosissimo che si chiama Ponte Del Diavolo. Band che ha continuato a macinare nere meraviglie come per esempio ‘Demone’, ma che ha definitivamente conquistato prima con ‘Il Veleno Della Natura’, poi con ‘In The Flat Field’, cover del capolavoro griffato Bauhaus, per deflagrare successivamente con ‘Silence Walk With Me’, corroborata dal prezioso apporto di Omega dei Nubivagant.
Sarò forse di parte, ma per me, in questo momento, i torinesi sono irresistibili, azzarderei quasi imbattibili, se volessimo proprio usare una terminologia “calcistica”…
Servizio fotografico a cura di Federico Benussi