Frontiers Rock Festival @ Trezzo d’Adda (BG), 02 maggio 2026
Il 08/05/2026, di Andrea Lami.
Il Frontiers Rock Festival si è confermato, anche in questa edizione, come uno degli appuntamenti più attesi e rilevanti per gli appassionati di rock melodico e hard rock a livello internazionale. Nel corso di tre intense giornate, il festival ha offerto un’esperienza musicale ricca e variegata, riunendo sullo stesso palco artisti affermati e nuove promesse del panorama rock.
L’evento non è stato soltanto una celebrazione della musica, ma anche un’importante occasione di incontro e condivisione per fan provenienti da diverse parti del mondo, accomunati dalla stessa passione. L’organizzazione si è distinta per professionalità e attenzione ai dettagli, contribuendo a creare un’atmosfera coinvolgente e dinamica.
Fighter V: Hard rock giovane e accessibile, proveniente dalla Svizzera. Li avevo ascoltati su disco ma non mi avevano convinto del tutto; la fortuna di poterli vedere dal vivo mi ha permesso di avere un giudizio più completo. Sorpresa gradita che potrà regalarci buone cose.
Hell In The Club: Chi mi conosce sa quanto io possa amare questa band. Forse proprio per questo mio legame con loro, quando scrivo tendo a essere più critico, per non essere accusato di favoritismi. Performance praticamente impeccabile: nessuna imperfezione, scaletta curata nei dettagli, piena di momenti adrenalinici ma anche con la gemma della ballad ‘The Ocean’, di cui è appena uscito il video (qui).
Atlantic: Band alla seconda uscita, la prima sotto Frontiers, che propone un rock classico, buono ma senza sorprese clamorose. Il gruppo perfetto da mettere in apertura per iniziare con calma la giornata. Il pubblico presente è un po’ titubante, anche perché la band non è conosciutissima.
Degreed: Melodic rock moderno fatto bene. Ottimi ritornelli e melodie piacevoli. Un’altra band che ha il difetto di non avere una canzone davvero forte che riesca a coinvolgere il pubblico: in questo modo il tutto rimane abbastanza slegato. Peccato.
Heavens Edge: Ho già avuto l’occasione di vedere la band anni fa ad Amburgo e le sensazioni sono sempre le stesse: pur avendo dato alla luce da poco un ottimo album, il loro successo è figlio soprattutto del disco d’esordio. Una vera chicca per intenditori. Le loro coreografie esaltano non solo il sottoscritto, ma anche altri nostalgici. Hanno la dote di farci tornare negli anni ’80, quando l’hard rock era la musica più popolare. Un’ulteriore conferma, per quanto non ce ne fosse bisogno.
H.E.A.T: Tolti gli headliner, siamo di fronte alla miglior performance dell’intero festival. Gli H.E.A.T sono una band rodatissima, con tanti album e numerose hit all’attivo. Il loro show non ha neanche una sbavatura: setlist ed esibizione che sfiorano l’eccellenza. Anche con questa band mi trovo a essere un po’ di parte, perché è tra le mie preferite da anni, ma anche volendo cercare il pelo nell’uovo è davvero difficile trovarlo. Energia, presenza scenica e hit: se non li conoscete o non li avete mai visti dal vivo, il consiglio è uno solo — non perderli.
Night Ranger: Se gli H.E.A.T sono stati una scarica di adrenalina, i Night Ranger hanno dimostrato come quarantaquattro anni di attività rappresentino un enorme bagaglio di esperienza. Le hit che da sempre fanno parte del loro repertorio permettono di creare una connessione unica con il pubblico. E, come se non bastasse, arrivano in aiuto anche alcuni brani dei Damn Yankees, una superband mai dimenticata con all’attivo due album straordinari. Già presenti nella prima edizione, nella quale avevano riscosso un grandissimo successo, anche quest’anno la band si è ripetuta, regalando una prestazione sopra le righe. Non serve citare la perizia tecnica di Brad Gillis né le qualità vocali di Jack Blades e Kelly Keagy: la band riesce a dare il massimo e trasmette chiaramente quanto si stia divertendo sul palco, rendendo il concerto ancora più coinvolgente.