Frontiers Rock Festival @ Trezzo d’Adda (BG), 03 maggio 2026

Il 09/05/2026, di .

Frontiers Rock Festival @ Trezzo d’Adda (BG), 03 maggio 2026

Il Frontiers Rock Festival si è confermato, anche in questa edizione, come uno degli appuntamenti più attesi e rilevanti per gli appassionati di rock melodico e hard rock a livello internazionale. Nel corso di tre intense giornate, il festival ha offerto un’esperienza musicale ricca e variegata, riunendo sullo stesso palco artisti affermati e nuove promesse del panorama rock.

L’evento non è stato soltanto una celebrazione della musica, ma anche un’importante occasione di incontro e condivisione per fan provenienti da diverse parti del mondo, accomunati dalla stessa passione. L’organizzazione si è distinta per professionalità e attenzione ai dettagli, contribuendo a creare un’atmosfera coinvolgente e dinamica.

 

IT’sALIE: L’apertura dell’ultima giornata spetta agli It’salie. Le loro sonorità decisamente più contemporanee riescono a coinvolgere il pubblico già presente in sala.

Transatlantic Radio: Ci regalano un rock melodico pulito e abbastanza lineare. Uno slot di riscaldamento piacevole, ma senza grandi sorprese, anche se tra i presenti c’è chi ne è rimasto favorevolmente colpito. Purtroppo il pubblico è ancora poco numeroso rispetto alla stessa ora degli altri giorni, ma questo non rappresenta un freno per la band.

Smoking Snakes: Esordio sul palco del Frontiers e anche in territorio italiano per la band svedese, che propone un hard rock stradaiolo, decisamente sporco ma capace di catturare l’attenzione. I brani del loro album d’esordio presentano una matrice piuttosto omogenea che richiama i grandi del genere (W.A.S.P. su tutti), anche se la giustificazione principale è quella di una band ancora agli inizi del proprio percorso, quindi inevitabilmente acerba. È probabile che nel secondo album, attualmente in fase di uscita, ci sia il necessario passo avanti verso sonorità più personali.

Confess: Rimaniamo sul genere hard rock stradaiolo e sporco, ma decisamente più aggressivo rispetto ai precedenti Smoking Snakes. I Confess erano un’altra band che aspettavo di vedere sul palco e devo dire che mi aspettavo qualcosa in più. Non sono male, ma a mio parere servirebbe qualche melodia più ruffiana.

John Corabi: Con una band di tutto rispetto sale sul palco John Corabi. Non mi perderò nell’elencare tutte le band in cui ha suonato il cantante americano, ma mi soffermerò sui musicisti che lo accompagnano: Jeremy Asbrock (Ace Frehley), Paul Taylor (Winger, Alice Cooper), Michael Devin (Whitesnake) e Troy Luccketta (Tesla). Con musicisti di questo livello è difficile non fare centro, cosa che a John riesce davvero benissimo. La band ci regala circa un’ora di musica che attinge a piene mani dai grandi dell’hard e del classic rock, con influenze blues. Particolarmente interessante la versione alternativa di ‘Hooligan’s Holiday’. Musica divertente e scanzonata, proprio come nella natura dello stesso Corabi. Promossi a pieni voti.

Nelson: La band di Matthew e Gunnar Nelson si impadronisce del palco ed ecco spuntare i gemelli, pronti a regalarci un altro tuffo nel passato: quel passato fatto di grande radio rock grazie alle hit degli anni ’90. Le canzoni scorrono via velocemente, con tutti i presenti coinvolti non solo nei cori ma nell’intero testo, trattandosi di brani che ci hanno tenuto compagnia negli anni d’oro di questo genere. ‘After The Rain’, ‘More Than Ever’ fino ad arrivare a ‘Love & Affection’: un tripudio di divertimento. Un altro sogno che si avvera grazie alla Frontiers.

Stryper: La chiusura del festival è affidata a loro, una delle band che ha partecipato più volte al festival. Siamo alla loro terza esibizione e il pubblico non sembra averne mai abbastanza. Con il loro look unico e i loro brani storici fanno cantare tutti i presenti. Canzoni come ‘Calling On You’, ‘Loud ’n’ Clear’, ma soprattutto la cover di ‘Breaking The Law’, da sempre inserita nel loro set, fino ad arrivare a ‘Soldier Under Command’ e all’iconica ‘To Hell With the Devil’, hanno spremuto le ultime energie del pubblico, che ha continuato a cantare con tutta la voce rimasta.

 

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