Opera IX + Asphodelus + Adversam + Indren @ Slaughter Club, Paderno Dugnano, 03 maggio 2026
Il 10/05/2026, di Filippo Corso.
Ci sono occasioni che, per l’aura di band di culto, per quanto dimostrato in quasi quarant’anni di carriera e per il loro lato artistico ed esoterico, unico in Italia e, a mio parere, anche nel mondo, diventano appuntamenti irrinunciabili per gli appassionati. A maggior ragione quando, in un’occasione del genere, viene presentato un nuovo capitolo discografico e, soprattutto, artistico, come ‘Veneficium’ degli Opera IX.
La Slaughter di Paderno Dugnano si tinge di nero per dare il benvenuto a un’entità che sprigiona un nuovo, velenoso demone, aggettivo che, visto il titolo dell’ultimo lavoro, non è certo usato a caso. La serata si rivela fin da subito di grande importanza, come dimostrano le band di supporto: ad aprire sono gli Indren, giovane ma già significativa realtà che, sulla scia del recente ‘Duskborn’, dà vita a un set avvincente. Il loro atmospheric black metal definisce immediatamente l’imprinting dell’evento, lasciando intravedere grandi potenzialità, anche alla luce dei due full-length già pubblicati.
A seguire, un nome storico del black metal italiano: gli Adversam. La loro esibizione arriva dopo l’uscita dell’intenso ‘Daimon’, un album che richiama antichi fasti e riafferma una proposta che, già ai tempi di ‘Animadverte’, aveva portato il genere in Italia a livelli altissimi. Momento culminante del concerto, la conclusiva ‘Lucifer, Crowned, Avenger and Conqueror’: una performance da ricordare, che mette in luce tutta la classe del combo piemontese.
È quindi il turno dei finlandesi Asphodelus, formazione spesso etichettata come death doom ma che, personalmente, richiama piuttosto un hard rock settantiano potente, oscuro, dalle tinte fortemente doom, arricchito da un growl particolarmente efficace e perfettamente integrato nella proposta. Ne scaturisce un concerto impeccabile, segno di grande classe e affidabilità. Tra i momenti più pieni e partecipati dalla platea spicca ‘Where Freezing Spirits Fall’, brano possente ed elegante, proprio come la band guidata da Jari Filppu, autentica e graditissima sorpresa della serata.
Il momento, a questo punto, è di quelli importanti: per chi ha sempre vissuto le sonorità più cupe, dalle connotazioni esoteriche e rituali, gli Opera IX sono più di una band, sono un vero culto. L’opportunità è irrinunciabile: il nuovo ‘Veneficium’, nono lavoro in studio, è alle porte e, per chi ha già avuto modo di ascoltarlo, si presenta come uno degli apici della discografia del gruppo.
La curiosità per la performance è palpabile, soprattutto, almeno per me, per Ossian e Dipsas Dianaria. I primi cinque pezzi, compresa l’intro ‘Gratidia’, sono estratti dal nuovo lavoro e la presa sul pubblico è totale. Fin da subito tutto rimanda a un rituale stregonesco, incarnato con forza da Dipsas in tutta la sua oscura magnificenza, ma è l’intera band a sfoderare un’esibizione intensa e carica di oscura attitudine.
Le nuove tracce penetrano immediatamente nell’animo degli spettatori e, in particolare, ‘Vocatio Mortuorum’, ‘Defixiones’ e ‘Saltatio Corvi’ risultano brani che dal vivo rendono in modo straordinario. Un occulto fascino che si amplifica ulteriormente con l’ingresso di un’antica dea, performer capace di catalizzare, per alcuni minuti, l’attenzione come figura centrale di uno spettacolo che va oltre il semplice concerto, incentrato, almeno nella sua prima parte, su un album che, ne sono certo, otterrà fin da subito un grandissimo attestato di stima da parte di pubblico e critica.
La setlist viene ulteriormente impreziosita da brani ai quali la fedele congrega è profondamente devota, come ‘The First Seal’, ‘Maleventum’ e la conclusiva ‘Black Sabbath’: non una semplice cover, ma un vero omaggio ai più grandi, reinterpretato secondo la visione degli Opera IX, colmo di pathos e intriso di tutte le caratteristiche fondanti della storica band italiana.
Quello che rimane alla fine del rito, perché di questo si deve parlare, è l’assoluta coerenza e autenticità della proposta dell’entità. Un messaggio sincero, inviato ai propri adepti in totale simbiosi con l’esoterismo e l’occulto, elementi che ancora oggi rendono gli Opera IX una realtà unica e irripetibile. La sensazione di aver assistito a qualcosa di autentico e indimenticabile, percepibile anche negli occhi di chi era presente, è reale e ci ricorda quanto nel nostro paese esistano ancora band capaci, attraverso la propria arte, di trascendere la musica e trasformarla in esperienza, rituale e devozione assoluta.
Setlist Opera IX
01. Gratidia
02. Vocatio Mortuorum
03. Saltatio Corvi
04. Defixiones
05. Veneficium
06. The Gospel
07. The First Seal
08. Maleventum
09. The Oak
10. Black Sabbath
Galleria fotografica a cura di Jamile Barcelo