Adunata, Feudalesimo e Libertà #Day 2 @ Live Club, Trezzo Sull’Adda (MI), 16 maggio 2026

Il 23/05/2026, di .

Adunata, Feudalesimo e Libertà #Day 2 @ Live Club, Trezzo Sull’Adda (MI), 16 maggio 2026
Dopo il successo della prima giornata, il Day 2 di Adunata Feudalesimo e Libertà è andato in scena sabato 17 maggio al Live Club, trasformando nuovamente la venue in un enorme villaggio dedicato a folk, metal, ironia e spirito di comunità. Sul palco Imperatore si sono alternati Winterage, Danko Note, 666, Pino Scotto e gli attesissimi Nanowar of Steel, protagonisti della chiusura finale della manifestazione.

Fin dall’apertura cancelli delle 12:30 il colpo d’occhio attorno al Live Club era quello delle grandi occasioni: sold out, area esterna gremita già dal primo pomeriggio e centinaia di persone immerse completamente nell’atmosfera tipica dell’Adunata tra banchetti, costumi medievali, armature, buon cibo, birra, idromele, ippocrasso e attività sparse in tutta la zona esterna della venue. Il sold out registrato per la giornata si è percepito fin dalle prime ore dell’evento, con il pubblico che ha iniziato rapidamente a riempire ogni area del festival. Come da tradizione non sono mancati nemmeno il palco Hostaria, dedicato agli show più scanzonati e ai momenti di intrattenimento paralleli, e la celebre Area Pugna, dove tantissimi partecipanti hanno avuto la possibilità di provare combattimenti medievali in totale sicurezza grazie alla presenza delle associazioni dedicate.

Tra i punti più frequentati anche l’enorme stand ufficiale di Feudalesimo e Libertà posizionato all’ingresso della venue, preso d’assalto praticamente per tutta la giornata tra merchandising, gadget e continui ritrovi dei partecipanti. A guidare il pubblico tra concerti, spettacoli e momenti più goliardici ci hanno pensato Elfa Boia e Lanzo Vor Den Kulen, presenze costanti durante tutta la giornata tra palco principale, area esterna e intrattenimento della community. Nel corso del pomeriggio non sono inoltre mancate le ormai classiche “disfide” in pieno stile FeL, tra cui la disfida della barba e la disfida della salsiccia, che hanno contribuito ad alimentare ulteriormente l’atmosfera goliardica dell’evento.

Nonostante il caldo abbastanza intenso e una breve pioggia nel corso del pomeriggio, il pubblico non ha mai smesso di riempire gli spazi del festival, contribuendo a creare quell’atmosfera di festa continua che da anni rappresenta uno dei punti di forza della manifestazione.

Sul fronte musicale, ad aprire le danze sul palco principale ci hanno pensato i Winterage, protagonisti di uno show elegante e coinvolgente che ha saputo conquistare fin da subito il pubblico presente sotto palco. La loro miscela di sonorità symphonic e folk metal ha funzionato perfettamente nel contesto dell’Adunata, con una platea estremamente ricettiva e partecipe per tutta la durata dell’esibizione.

Spazio poi ai Danko Note, autori di una performance decisamente particolare e sopra le righe, perfettamente in linea con lo spirito imprevedibile della manifestazione. Tra teatralità, ironia e momenti volutamente fuori dagli schemi, la band è riuscita a mantenere alta l’attenzione del pubblico regalando uno degli show più curiosi dell’intero pomeriggio.

A prendersi invece il premio per il momento più folle e divertente della giornata ci hanno pensato i 666, che hanno letteralmente trasformato il Live Club in un gigantesco karaoke metal a tema “satanico” grazie alle loro improbabili reinterpretazioni degli 883 in chiave heavy metal. Il risultato è stato tanto assurdo quanto efficace: cori continui, pubblico scatenato e decine di persone impegnate a cantare praticamente ogni ritornello dall’inizio alla fine dello show.

Alle 20:30 è poi arrivato il momento di Pino Scotto, accolto dal pubblico con il rispetto e l’entusiasmo che si riservano a una figura storica del rock e metal italiano. Con il suo carisma diretto, l’attitudine ruvida e la solita grande presenza scenica, Pino ha ulteriormente alzato la temperatura di una giornata che a quel punto viaggiava ormai verso il gran finale.

Finale che ovviamente è esploso con l’arrivo sul palco dei Nanowar of Steel, assoluti protagonisti della chiusura del festival. La band romana ha portato sul palco uno spettacolo travolgente, costruito attorno ai grandi classici del proprio repertorio e accompagnato da quella miscela di comicità, autoironia e coinvolgimento del pubblico che negli anni è diventata il marchio di fabbrica del gruppo.

Il pubblico ha risposto con entusiasmo costante per tutta la durata dello show, partecipando a ogni gag proposta dalla band e trasformando il concerto in una gigantesca festa collettiva. Immancabile il celebre “Wall of Love”, che ha visto centinaia di persone abbracciarsi contemporaneamente sotto palco, così come il gran finale sulle note di “Feudalesimo e Libertà”, da anni vera e propria e soprattutto immancabile, colonna sonora ufficiale dell’Adunata.

E quando sembrava ormai arrivato il momento dei saluti definitivi, i Nanowar hanno regalato ancora un ultimo momento perfettamente in linea con lo spirito della manifestazione, scendendo direttamente tra il pubblico per improvvisare un gigantesco trenino collettivo che ha coinvolto praticamente chiunque fosse ancora presente nell’area live, me compreso.

Una chiusura ironica, genuina e perfettamente rappresentativa dell’identità dell’Adunata di Feudalesimo e Libertà, manifestazione che anche quest’anno ha confermato la propria capacità di unire musica, spettacolo e puro spirito di aggregazione, confermando ancora una volta il forte senso di community che negli anni ha reso l’evento uno degli appuntamenti più particolari e partecipati della scena folk metal italiana.

Setlist Nanowar Of Steel:
La maledizione di Capitan Findus
Tooth Fairy
400 Calci
Wall of Love (George Michael cover)
Disco Metal
Genghis Khan (The Genghis Khan Song to End All Genghis Khan Songs)
Stormwarrior of the Storm
Il cacciatore della notte
Norwegian Reggaeton
Gabonzo Robot
Pasadena 1994
Il Signore degli Anelli dello Stadio
Feet & Greet
Armpits of Immortals
La Polenta Taragnarock
Valhalleluja

Encore:
Giorgio Mastrota (The Keeper of Inox Steel)
Feudalesimo e libertà

Galleria fotografica a cura di Eric Dallari

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