Dopo il successo del sabato, il Day 3 di Adunata Feudalesimo e Libertà ha chiuso la manifestazione domenica 18 maggio al Live Club con un’atmosfera differente rispetto alla giornata precedente, ma non per questo meno intensa. Più folk, più rilassata e per certi versi anche più emotiva, la domenica dell’Adunata ha accompagnato il pubblico verso il gran finale del festival tra musica, community e spirito goliardico, mantenendo comunque altissima la partecipazione per tutta la durata dell’evento.
Sul palco Imperatore si sono alternati Hellfox, Cicatrice, Corte di Lunas, Gli Atroci e gli headliner Visions of Atlantis, mentre il palco Hostaria ha continuato ad animare l’area esterna con appuntamenti molto partecipati come Antiqua Celtica e BardoMagno Origins.
Fin dall’apertura dei cancelli il Live Club ha nuovamente accolto centinaia di persone tra stand, costumi, area ristoro, idromele, ippocrasso e attività distribuite in tutta la venue. Pur registrando un’affluenza leggermente inferiore rispetto al sold out del sabato, la partecipazione del pubblico è rimasta costante e molto calorosa per tutta la giornata, complice anche il meteo decisamente più piacevole rispetto al giorno precedente. Tra armature, tuniche medievali e tantissimi costumi pirateschi, perfettamente in linea con gli headliner della serata, l’intera Adunata ha continuato a vivere quell’atmosfera sospesa tra festival metal, taverna fantasy e gigantesca festa collettiva che ormai rappresenta il marchio di fabbrica dell’evento.
Come sempre non sono mancati nemmeno il palco Hostaria, la celebre Area Pugna dedicata al combattimento medievale e lo stand ufficiali di Feudalesimo e Libertà, preso d’assalto per tutta la giornata tra merchandising, gadget e ritrovi della community. A guidare il pubblico tra concerti, spettacoli e momenti più goliardici sono tornati ancora una volta Elfa Boiae Lanzo Vor Den Kulen, mentre tra gli appuntamenti più curiosi del pomeriggio si è distinta anche la “Contesa del Peperoncino”, accolta come prevedibile tra risate, applausi e reazioni decisamente estreme dei partecipanti.
Sul fronte musicale, uno dei primi momenti capaci di catturare l’attenzione del pubblico è stato quello di Antiqua Celtica sul palco Hostaria. Il trio formato da Chiara Manese alla voce, tagelharpa e bouzouki ha regalato uno dei momenti più immersivi e raffinati dell’intera giornata, trasportando il pubblico in atmosfere celtiche e folk particolarmente suggestive. La voce lirica di Chiara, unita alle sonorità acustiche e medievaleggianti del progetto, ha contribuito a creare uno show elegante e molto apprezzato dai presenti, perfettamente in linea con lo spirito più autenticamente folk dell’Adunata.
A cambiare completamente atmosfera ci hanno poi pensato leHellfox, protagoniste di una performance potente e ad altissimo impatto. La band si è presentata in grandissima forma, mettendo in mostra uno show energico, preciso e capace di coinvolgere rapidamente il pubblico presente sotto palco. Aggressive, compatte e devastanti per tutta la durata dell’esibizione, le Hellfox hanno confermato ancora una volta il proprio valore live, risultando una delle realtà emergenti più convincenti della giornata.
Tra le sorprese più interessanti del Day 3 impossibile poi non citare Cicatrice, nuovo progetto che vede tra i protagonisti anche l’ex cantante dei Furor GallicoDavide Cicalese. Più emotivo e intenso rispetto alle sonorità a cui il pubblico era abituato in passato, il live della band ha saputo colpire grazie a un’atmosfera molto sentita e a una prova vocale particolarmente convincente, con Davide protagonista di un cantato pulito profondo e coinvolgente. Ma è stata l’intera band a lasciare il segno, dimostrando grande personalità e regalando una delle vere rivelazioni dell’intera Adunata.
Sul palco Hostaria è poi arrivato uno dei momenti più identitari e partecipati dell’intera manifestazione con BardoMagno Origins. In una formula volutamente essenziale e molto più intima rispetto agli show completi della band, Abdul il Bardo ha riportato il progetto alle proprie origini, esibendosi accompagnato soltanto dalla sua fedelissima chitarra “Dudu” e dal kazoo “Nicole Minetti”.
Il risultato è stato uno show semplice solo all’apparenza, ma capace di coinvolgere completamente il pubblico grazie all’atmosfera genuina e incredibilmente spontanea creata sul palco Hostaria. Tra ironia, cori e momenti più scanzonati, l’esibizione ha trasformato ancora una volta l’area esterna del Live Club in una gigantesca taverna medievale, con decine di persone impegnate a cantare praticamente ogni brano insieme ad Abdul.
Un momento forse meno imponente rispetto ai live completi dei BardoMagno, ma proprio per questo ancora più vicino allo spirito originale del progetto e perfettamente in linea con l’anima più autentica e goliardica dell’Adunata.
Uno degli highlight assoluti dell’intera giornata è stato però senza dubbio il live dei Corte di Lunas, capaci di conquistare il pubblico grazie a una miscela folk/celtica estremamente coinvolgente e ricca di atmosfera. Fin dai primi minuti la band è riuscita a trascinare il Live Club dentro il proprio universo musicale, costruendo un’atmosfera sospesa tra sonorità medievali, melodie folk e momenti decisamente più energici e trascinanti.
Tra flauto traverso, ghironda, cori e una voce intensa ma allo stesso tempo delicata, i Corte di Lunas hanno dato vita a uno degli show più immersivi dell’intera Adunata, alternando passaggi più emotivi ad altri molto più carichi di energia senza mai perdere compattezza o identità. Anche i momenti cantati in dialetto friulano hanno contribuito a rendere il live ancora più personale e autentico, rafforzando ulteriormente il legame della band con le proprie radici folk.
Fondamentale anche la presenza scenica delle tre performer sul palco, il cui carisma, insieme a movimenti ed espressività, ha contribuito a rendere ancora più vive e immersive le atmosfere create dalla band. Attorno a loro, il resto della formazione ha costruito un sound caldo, epico e incredibilmente coinvolgente, nel quale ogni elemento sembrava trovare perfettamente il proprio spazio.
Il risultato è stato uno dei live più sentiti e coinvolgenti dell’intera domenica, con il pubblico sempre più trascinato dentro le atmosfere create dalla band brano dopo brano. Un concerto elegante, evocativo ma allo stesso tempo potente, capace di trasformare il Live Club in una gigantesca taverna folk celtica e confermare ancora una volta la qualità e la personalità della proposta musicale dei Corte di Lunas.
A spezzare improvvisamente le atmosfere più folk ci hanno poi pensato Gli Atroci, protagonisti come sempre di uno show completamente fuori controllo nel modo migliore possibile. Tra ironia, metal e puro caos collettivo, la band ha trascinato il pubblico in uno dei momenti più esagerati e partecipati dell’intera giornata, trasformando il Live Club in una gigantesca celebrazione del metal più goliardico e sopra le righe.
Tra cori continui, battute e delirio generale sotto palco, Gli Atroci hanno nuovamente dimostrato tutta la propria capacità di coinvolgere il pubblico dal vivo, arrivando perfino a far inginocchiare praticamente tutto il Live Club “in nome del metal”, in una delle scene più folli e divertenti dell’intera domenica.
Al posto di Nano Merlino, assente per motivi personali per un periodo, era inoltre presente il Monaco di Monza, ovvero Michele Vinci, noto content creator che si è integrato perfettamente nello spirito caotico e ironico della band contribuendo a rendere lo show ancora più esagerato e fuori controllo.
Il compito di chiudere l’Adunata è infine spettato ai Visions of Atlantis, protagonisti del gran finale della manifestazione e della data conclusiva del loro tour europeo.
Le luci del Live Club si sono abbassate lentamente mentre la voce di Clémentine Delauney iniziava a recitare le parole di “To Those Who Choose to Fight”, accompagnata soltanto da atmosfere soffuse e suoni ambientali che hanno immediatamente trascinato il pubblico dentro il mondo piratesco dei Visions of Atlantis. Una partenza lenta, teatrale e quasi solenne che ha preparato nel migliore dei modi il gran finale dell’Adunata e la conclusione del tour europeo della band. E fin dai primi minuti è stato chiaro come il pubblico fosse pronto a immergersi completamente nelle atmosfere piratesche della band austriaca, con tantissimi presenti arrivati all’evento vestiti a tema e già caldissimi sotto palco.
Come sempre impeccabili dal vivo, i Visions of Atlantis hanno portato sul palco uno show estremamente coinvolgente, sostenuto da una scaletta capace di alternare momenti epici, cori e atmosfere più cinematografiche. Michele Guaitoli si è confermato ancora una volta un frontman devastante e trascinante, capace di dominare il palco e coinvolgere continuamente il pubblico, mentre Clémentine Delauney ha incantato il Live Club con la propria presenza scenica e il suo ormai iconico carisma da dea pirata.
La chimica tra i due frontman si è percepita per tutta la durata dello show, contribuendo a rendere ancora più forte e immersiva l’intera performance. Momenti come il gigantesco “BURN! BURN! BURN!” urlato all’unisono dal pubblico durante “Hellfire”, il Live Club completamente in salto sulle note di “Melancholy Angel” o l’impatto epico e potente di “Clok” hanno contribuito a rendere il finale dell’Adunata ancora più spettacolare e partecipato.
Tra cori, brani ormai amatissimi dal pubblico e un’atmosfera rimasta vivissima fino agli ultimi minuti, i Visions of Atlantis hanno regalato il finale perfetto per una domenica molto più folk, emotiva e sentita rispetto al caos travolgente del sabato.
Con il pubblico ancora una volta protagonista fino alla fine e un clima rimasto incredibilmente caloroso nonostante la stanchezza accumulata durante il weekend, anche il Day 3 ha confermato il successo di Adunata Feudalesimo e Libertà, capace ancora una volta di unire musica, spettacolo e community in uno degli appuntamenti più particolari e identitari dell’intera scena folk metal italiana.