Steel Panther + Lucie Sue @ Santeria Toscana – Milano, 07 luglio 2026

Il 10/07/2026, di .

Steel Panther + Lucie Sue @ Santeria Toscana – Milano, 07 luglio 2026
Gli Steel Panther rappresentano uno degli ultimi legami autentici con la Los Angeles degli anni Ottanta. Una band che ha scelto di costruire la propria identità attorno a quell’universo fatto di eccessi, ironia, provocazione e spettacolo che rese la Sunset Strip il centro del mondo rock. L’irriverenza, in fondo, non è mai fine a sé stessa. Battute, provocazioni ed eccessi diventano il linguaggio attraverso cui la formazione californiana continua a celebrare uno dei periodi più iconici della storia dell’hard rock. Più che una parodia, quello degli Steel Panther è un autentico atto d’amore verso un’epoca irripetibile, un concetto che emerge già dal nome del tour, ‘Europe Twenty Twenty S€X Tour’. Milano, ancora una volta, ne è testimone.
Ad aprire la serata sono i francesi Lucie Sue, autori di una performance destinata a lasciare il segno. Il loro è un rock diretto, energico e ricco di personalità, distante dalle coordinate glam dell’headliner ma capace di conquistare il pubblico fin dalle prime battute. L’assoluta protagonista è naturalmente Lucie Sue, cantante e chitarrista dal carisma travolgente, affiancata dalla bassista Laura, con cui costruisce un’alchimia scenica fatta di sorrisi, continui incroci e un’attitudine che richiama inevitabilmente lo spirito delle leggendarie Runaways. Lo splendido ‘Battlestation’, ultimo album pubblicato nel 2025, acquista dal vivo una forza ancora maggiore e ‘Ride The Wired Wild Tiger’ rappresenta il momento di massimo coinvolgimento della loro esibizione. Il quartetto lascia il palco tra gli applausi dopo aver entusiasmato l’intero locale, confermando, a mio avviso, di possedere tutte le qualità necessarie per ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel panorama rock europeo.
Il cambio palco accresce l’entusiasmo. Il gigantesco logo degli Steel Panther domina il fondale, vengono posizionate le iconiche aste microfoniche, i caratteristici pali da lap dance e la monumentale batteria che occupa il centro della scena. Ogni dettaglio lascia intuire che ciò che sta per iniziare sarà molto più di un semplice concerto.
L’attacco di ‘Eyes Of A Panther’ spazza via ogni attesa. Michael Starr prende immediatamente possesso del palco con il proprio carisma, mentre Satchel dimostra fin dai primi riff di appartenere a quella ristretta cerchia di chitarristi capaci di coniugare tecnica sopraffina, gusto melodico e una naturale predisposizione all’intrattenimento. Alle loro spalle Spyder e Stix Zadinia costruiscono una sezione ritmica precisa e potente, dando vita a una performance perfettamente equilibrata tra qualità musicale e spettacolo.
Brani come ‘Asian Hooker’, ‘1987’ e ‘Death To All But Metal’ vengono accolti come autentici inni da un pubblico che accompagna ogni ritornello. Ben presto diventa però evidente come la scaletta rappresenti soltanto una parte di ciò che rende speciale un concerto degli Steel Panther. Tra una canzone e l’altra prendono vita continui sketch, costruiti con tempi comici perfetti e mai fini a sé stessi. Tra i momenti più divertenti spiccano i continui riferimenti a Tommy Lee, del quale vengono ironicamente celebrate le ben note doti non esattamente musicali, e il siparietto che introduce ‘1987’, giocato sul consueto umorismo irriverente che da sempre accompagna la band. Le battute, i doppi sensi e il dialogo costante con i presenti non interrompono mai il ritmo della serata, ma ne diventano parte integrante.
Anche il rapporto con il pubblico segue dinamiche completamente diverse rispetto alla maggior parte dei concerti rock. Lo stage diving diventa una costante, con un flusso continuo di fan che salgono sul palco per poi ributtarsi immediatamente tra le braccia della folla. Nessuno deve essere invitato: la sensazione è che tutti aspettino soltanto l’occasione giusta per diventare protagonisti, anche solo per pochi istanti, della serata.
Se ‘Girl From Oklahoma’ coinvolge direttamente due ragazze del pubblico, è durante ‘17 Girls in a Row’ che la serata raggiunge il proprio apice scenico. Al richiamo della band decine di ragazze salgono spontaneamente sul palco fino a riempirlo completamente, trasformandolo in un autentico girone infernale nel quale musica, divertimento e partecipazione si fondono con soluzione di continuità. Le dancer e i caratteristici pali da lap dance completano un impianto scenico perfettamente coerente con l’universo degli Steel Panther, dove ogni elemento trova la propria naturale collocazione.
Per un breve frangente riecheggiano anche le note di ‘Shout At The Devil’, omaggio che basta da solo ad aprire una finestra sulla Los Angeles degli anni Ottanta. È proprio in attimi come questo che emerge la vera natura della band. Dietro la provocazione non c’è mai derisione, ma un profondo rispetto verso quella cultura musicale che continua ancora oggi a ispirarne ogni scelta artistica.
Se il momento più spettacolare coincide con ‘17 Girls in a Row’, quello emotivamente più intenso arriva invece sulle note di ‘Community Property’. Per qualche minuto battute, provocazioni e allusioni lasciano spazio soltanto alla musica. Rimane un’intera sala che canta ogni singola parola con un trasporto sorprendente, tanto da spingere gli stessi Steel Panther a fermarsi quasi ad ascoltare il coro dei presenti. È probabilmente l’immagine più bella dell’intera serata e quella che meglio racconta il legame costruito negli anni dalla band con il proprio pubblico.

Al termine della serata resta soprattutto una consapevolezza. Dall’eccellente prova dei Lucie Sue fino all’ultimo accordo degli Steel Panther, ogni tassello contribuisce alla riuscita di un evento costruito con intelligenza e perfettamente equilibrato. Se la formazione francese conferma di possedere tutte le qualità per ritagliarsi uno spazio sempre più importante nella scena di riferimento, gli Steel Panther dimostrano ancora una volta che dietro l’ironia, la provocazione e la teatralità si nasconde un sincero tributo a una stagione unica nella storia del rock. Il loro merito più grande è quello di aver trovato il modo di celebrarla senza ridurla a una mera caricatura. La Los Angeles dell’hair metal probabilmente non tornerà mai più. Per due ore, però, la Santeria Toscana ha restituito ai presenti la sensazione di averne vissuto ancora una volta lo spirito. Ed è forse questo il più grande merito degli Steel Panther.

Setlist Steel Panther
01. Eyes of a Panther
02. Tomorrow Night
03. Shout at the Devil (Mötley Crüe cover – eseguita parzialmente)
04. Asian Hooker
05. Just Like Tiger Woods
06. Friends With Benefits
07. Guitar Solo
08. Death to All but Metal
09. The Mother’s Day Song
10. 1987
11. Impromptu Song for a Girl
12. Girl From Oklahoma
13. 17 Girls in a Row
14. Party Like Tomorrow Is the End of the World
15. Community Property
16. Gloryhole

Galleria fotografica a cura di Mauro Parozzi

Leggi di più su: Steel Panther.