Devin Townsend @ Palco 19, Asti, 24 settembre 2026

Il 01/10/2026, di .

Devin Townsend @ Palco 19, Asti, 24 settembre 2026

Cosa dici quando l’unico e solo Devin Townsend annuncia un tour e l’unica data italiana è a un’ora da casa tua, al Palco 19 di Asti? Dici solo: devo esserci.

Ero arrivata con l’idea di un concerto, ho trovato un’esperienza. Alle 21:15 in punto Devin entra come se fosse passato a trovarci per caso. Nessuna intro, nessun ego. Una chitarra, un sorriso storto, e subito a parlare col pubblico. Ci avvisa: “Parlerò troppo, lo so”. E noi: parla pure, Dev. Siamo qui per te.

Questo è il format del ‘Metamorphosis Solo Tour’: un viaggio acustico attraverso la sua carriera, tra racconti, Q&A e canzoni smontate e rimontate solo per noi. Parte con ‘Funeral’ e cala un silenzio totale che non avevo mai sentito in quel locale. Si sentiva davvero cadere uno spillo. Poi arriva ‘Love?’ degli Strapping Young Lad e capisci perché quest’uomo è un talento generazionale che molti stanno ignorando. La voce passa dal sussurro al growl devastante senza un secondo di esitazione, mentre la chitarra fa tutto il resto.

È questo che rende la serata unica. Non è solo tecnica, che è aliena, è il personaggio. Devin è matto, autoironico, umilissimo, sempre connesso con chi ha davanti. Tra ‘Ih-Ah!’, ‘Deadhead’ e ‘Hyperdrive’ ci infila aneddoti esilaranti sui suoi anni di tormento, sul suo essere fuori posto nel mondo del metal, su quanto sia difficile ricordarsi i testi quando cambi scaletta ogni sera. Quando sbaglia un verso, ride e chiede aiuto al pubblico astigiano che glielo urla con accento piemontese. Epico.

Il primo set è stato un flusso di coscienza musicale: snippet di ‘S.Y.L.’, ‘Material’, ‘Storm’, ‘Deep Peace’… Dieci minuti di pausa per prendere aria fuori, dentro si boccheggiava dal caldo di fine settembre.

Secondo set aperto a sorpresa con ‘Bring Him Home’ da ‘Les Misérables’. Spiazzate tutte. E poi parte l’antologia vera e propria. Un pezzo per album, in ordine cronologico. Da ‘Almost Again’ a ‘Solar Winds’, da ‘Coast’ a ‘Spirits Will Collide’ e ‘Why?’, fino alle nuove da ‘The Moth’. Ogni canzone una storia, ogni storia una risata. La sensazione è di essere in salotto con uno dei più grandi compositori viventi che ti sta facendo ascoltare i suoi dischi preferiti, cioè i suoi.

Ci ha regalato anche un assaggio di ‘Kingdom’ e ‘From The Heart’, con quella voce che da sola riempie tutto, che sale, vola e ti inchioda alla sedia.

Chiude con l’ultima da ‘The Moth’ e resti lì, sudata, felice e grata di aver assistito a qualcosa che pochi sanno fare: reggere un palco da sola, senza band, senza scenografia, solo con chitarra, voce e carisma.

Pochi hanno i muscoli musicali per farlo. Devin non solo li ha, ma lo fa sembrare facile. Grazie Devin, per aver scelto Asti.

Leggi di più su: Devin Townsend.