Scala Mercalli – Confini 1915-18
Il 08/07/2025, di Dario Cattaneo.
Arriviamo sicuramente in ritardo nel recensire ‘Confini 1915-18’ dell’heavy combo Scala Mercalli; ma la vicinanza con la pubblicazione del video ‘Piave (Fiume Sacro)’ – peraltro nel giorno dell’anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia proprio nel conflitto narrato dall’album – ci ha convinto a rispolverare questo vecchio articolo, nella speranza di portare a più ascoltatori il Verbo della prode band tricolore.
Il punto principale secondo noi è che comunque gli Scala Mercalli meriterebbero sicuramente questa maggiore attenzione che gli stiamo auspicando, e non solo per l’elevato contenuto culturale delle liriche per i quali tanti già li elogiano; ma anche e soprattutto per la totale e completa dedizione che i Nostri mostrano per le sonorità più classiche del metallo europeo, le stesse con le quali di fatto tantissimi di noi sono cresciuti. Niente contaminazioni quindi: niente sound cinematico alla Sabaton, niente mega cori o esplosive progressioni power: il sound di ‘Confini 1915–18’ rimane ancorato tra il vigore della NWOBHM, l’immediatezza dei primi Judas e la malinconia dei Maiden di ‘Children Of The Damned’, brano che più di altri si avvicina alla perfezione a quanto proposto dal veterano Ciccoli e i suoi attuali compagni di battaglia. Come per ogni disco heavy che si rispetti, le dieci canzoni inedite qui racchiuse (nella nostra versione ci sono anche bonus track) si presentano l’una dopo l’altra cercando di creare un armoniosa alternanza tra i pezzi più martellanti (‘La Grande Guerra’, ’Ace Of Aces (Francesco Baracca)’, ‘Face Your Fears’) e quelli invece più riflessivi e melanconici (‘Portatrici Carniche (Marie Plozner Mentil)’, con una netta propensione però per le seconde. Non che l’album sia fiacco, anzi, le bocche di fuoco sparano a ripetizione per tutta la durata del disco; si nota però una decisa tendenza da parte della band a favorire l’aspetto drammatico e umano della guerra rispetto a quello esaltante e celebrativo dei già citati Sabaton. Più simili in questo quindi ai mai troppo elogiati Civil War; Ciccoli e compagni hanno quindi l’innegabile pregio di farci vivere in qualche modo il dramma italiano della Prima Guerra Mondiale: con chitarre, batteria e una voce sempre adatta e a fuoco i Nostri ci presentano quindi personaggi importanti e che non devono essere dimenticati, come l’aviatore Francesco Baracca, l’ammiraglio Luigi Rizzo o la già citata patriota Maria Plozner; narrandone le gesta con trasporto e passione.
Ecco: passione. A conti fatti, questa volta riteniamo che sia proprio una singola parola a stabilire il bilancio di questo album. La passione verso il proprio paese, gli eventi del passato e coloro che li hanno compiuti; e la passione verso la musica heavy, che è stata scelta come naturale mezzo per raccontarci di questi fatti ed eroi. Grazie anche a un package ben curato che predilige il bianco e nero e il seppia ecco che ci troviamo tra le mani un ottimo prodotto, fedele e sincero, che non perdiamo l’occasione di consigliarvi.
Tracklist
01. The Fourth War Of Independence
02. La Grande Guerra
03. L’Impresa Di Premuda (Luigi Rizzo)
04. Ace Of Aces (Francesco Baracca)
05. Soldier Without Name (Milite Ignoto)
06. Write Your Destiny
07. Face Your Fears
08. White War (Penne Nere)
09. Portatrici Carniche (Maria Plozner Mentil)
10. Piave Fiume Sacro
11. Queen Of Dragons (Bonus Track)
12. Garibaldi Resurrection (Ritornerà) (Bonus Track)
13. Two Lands, One Heart (Bonus Track)
Lineup
Christian Bertolacci: Vocals
Sergio Ciccoli: Drums
Michael Rossi: Guitars
Federico Gianantoni: Guitars
Roberto Giglielmi: Bass