Infection Code – Culto
Il 11/07/2025, di Alessandro Ebuli.
Gruppo: Infection Code
Titolo Album: Culto
Genere: Death Metal, Thrash Metal
Durata: 52 min.
Etichetta: Nadir Music
Il nuovo album dei piemontesi Infection Code è un concentrato di Thrash/Death che colpisce e stordisce. Pochi fronzoli, brani che arrivano dritti al punto e senza usare troppi giri di parole la sperimentazione del recente passato lascia spazio a una musica violenta ed estremamente potente. ‘Culto’ arriva a due anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio ‘Sulphur’, che già segnava un cambio di passo rispetto ai due album che lo avevano preceduto. La prolificità della band è evidente, è un momento fortunato per il quartetto che oggi più che mai ha raggiunto la piena maturità. Non c’è spazio per respirare tra i solchi di ‘Culto’: l’opener ‘Nail In the Wall’, primo singolo estratto dall’album che vede ospite Trevor dei Sadist, è un pugno diretto nello stomaco, così come ‘Great Old Ones Company’ e ancora di più ‘The Final Act’, in cui si avvertono echi degli Amon Amarth, un’epicità distante dagli stilemi classici degli Infection Code ma che in questa rinnovata veste sonora acquista ulteriore valore. La chitarra di Chris fa la differenza nei dieci nuovi brani che compongono il disco, ed è questo l’elemento che principalmente rimanda ai citati Amon Amarth. La voce di Gabriele risulta più esasperata che in passato, complice la direzione Thrash/Death intrapresa dalla band; ciò non tragga in inganno, perché il combo ha sempre battuto la strada del Thrash, se pure in passato infarcito da contaminazioni e sperimentazioni Industrial e talvolta Sludge. In ‘Curses Breed’ Gabriele estremizza il cantato e in prima battuta quasi rimanda al Dani Filth più melodico; ‘Faceless God’ è un condensato di violenza sonora e testuale, ascoltare per credere, così come la feroce ‘Plague Daemon’. Guardando al più recente passato ‘Culto’ sembra essere l’ultimo capitolo di una ideale trilogia iniziata con ‘Alea Iacta Est’ e proseguita con ‘Sulphur’. Tutto questo nel breve tempo di appena quattro anni. Che si tratti o meno di una trilogia – o addirittura di una tetralogia, chissà – lo dirà il tempo; di sicuro le similitudini fra i tre album ci sono, in parte nei suoni ma soprattutto nella parte testuale. Le liriche, scritte per la maggiore dal Vocalist Gabriele Oltracqua, si ispirano a temi lovecraftiani e non soltanto, possiamo trovare interrogativi e considerazioni personali riguardo la società e la religione, come nel caso di ‘Faceless God’. La sperimentazione del passato intesa quale commistione di sonorità differenti dal panorama Thrash/Death ritorna però su due brani. Il primo, ‘Veleno’, in cui alcuni giri di chitarra sfiorano il Death/Prog dei Sadist – e qui complice è sicuramente Tommy Talamanca in fase di produzione – e il secondo, ‘Dead Brain’s Oblivion’, in cui la voce dissonante e violenta di Gabriele veste di malvagità un brano dai connotati acustici e lo fa magistralmente, riuscendo a donare al brano caratteristiche fuori dal comune. Gli Infection Code migliorano con il trascorrere del tempo, come del buon vino che invecchiando diventa più pregiato. Chissà cosa riserva per la band il futuro, di certo la maestria con la quale i Nostri riescono a confezionare opere di altissima qualità lascerà il segno e un giorno, forse tra vent’anni o forse più, potremo affermare che gli Infection Code sono stati una tre le più importanti e influenti band nel panorama Metal italico. Chi scrive, senza timore di smentita, lo afferma già adesso. Album imperdibile!
Tracklist
01. Nail In the Wall
02. Great Old Ones Company
03. The Final Act
04. Cursed Breed
05. Dead Brain’s Oblivion
06. Faceless God
07. Inner Infernus
08. Veleno
09. Plague Daemon
10. Worship Remains Underground
Lineup
Chris Perosino: Guitar
Gabriele Oltracqua: Vocals
Andrea Rasore: Bass
Riky Porzio: Drum