Zio Crocifisso – Campana di Legno + Trappola per Topi
Il 23/07/2025, di Gaetano Iannarelli.
Gruppo: Zio Crocifisso
Titolo Album: Campana di Legno + Trappola per Topi
Genere: Avantgarde, Progressive Metal
Durata: 50 min.
Etichetta: AMS Records
Imponenti. Si fatica a trovare parole per commentare un album così denso di idee, carattere, tecnica e qualità nella produzione. Infatti l’unico messaggio che potremmo dare sarebbe un caloroso invito all’ascolto. Raramente ci si imbatte in un’idea così limpida, netta, che arriva tra l’altro con così tanta energia. Si definiscono avant-prog strumentale, il quintetto italiano che dal 2024 medita a quest’opera e probabilmente da allora non ha faticato poco per arrivare a questo risultato. Stilisticamente si potrebbe provare a capire quante sfaccettature la band manifesta in questo album, partendo magari dalle influenze dichiarate: King Crimson, Tool, Melvins, Sleepytime Gorilla Museum, Zu e Poil. A mio avviso sono ormai già ad uno stadio di assimilazione totale e quindi di libera e naturale espressione, ovviamente si ritrova comunque qua e là dei forti punti di contatto con band storiche. Su una matrice progressive anni ’70 nell’attitudine, si innestano sonorità molto più progressive metal, con suoni curatissimi, con sconfinamenti tecnici che portano al math metal. Dal punto di vista più poetico ma anche a livello di certe atmosfere nei passaggi più melodici e nelle rari parte cantate, io azzarderei anche un accostamento forse ardito con i conterranei ‘Il Teatro degli Orrori’, soprattutto del periodo ‘A sangue freddo’. Le tracce dell’album sono tutte legate da un filo conduttore unico, con una sorta di arco che tutti brani concorrono a sostenere. Un patos continuo, sia nei momenti più ritmati dove groove sempre molto tesi coinvolgono con la loro energia, sia in quelli atmosferici, dove voci fanno capolino a pennellare testi che sono traccia della storia di Zio Crocifisso, personaggio dei ‘Malavoglia’, opera arcinota di Verga cui la band si rifà fin dal nome. Solo nel brano ‘Il cuore si stanca anche lui’ fa capolino una “classica linea vocale”, che fa quindi scoprire l’esistenza di un cantante, un po’ Piero Pelù con il suo caldo tono, ma anche prossimo nella sua espressività a Maynard dei Tool, di fatti il riff su cui si muove sembra preso dall’ultimo album della leggendaria band californiana e forse ne influenza il parere. Scorrendo i brani difficile identificarne uno che possa essere giudicato rappresentativo del progetto, da quelli più lunghi ai passaggi brevi che fanno da ponte tra le tracce. Ad esempio brani come ‘Arenicola’, seconda traccia dell’album, è solo un primo assaggio che fa capire che sarà servito del progressive, ma già con ‘Speziale’ e ‘Metaxu’ il menù velocemente si arricchisce, con tutti gli strumentisti a dire la loro al meglio, sempre con un marcato spirito di amalgama, a dare conferma costantemente di una composizione sapiente e matura. ‘Lievito madre’ estende ulteriormente i confini e l’ascoltatore è obbligato a mettere da parte ogni schema. Voce femminile, poi riff granitici di un metal che sembrava lontano, un sax che arricchisce e contamina ulteriormente lo stile. Senza tregua insomma la band si accanisce sull’ascoltatore da comfort zone, con ‘E mele fradicie’ forse si ha un apice in questo senso, con un tranquillo innesto di cori angelichi su un bel riff oscuro, che prepara il terreno a ‘Margherita legge Umberto G.’, dove una voce di bambina riempie cinque minuti di concetti caldi a disposizione di riflessioni esistenziali per gli ascoltatori. L’atmosfera si taglia con il flessibile, ma la band non ha intenzione di alleggerirla, così altro da dire con la penultima ‘Il cuore si stanca anche lui’, dove scoviamo il punto di contatto con i Tool più esplicito, ma anche la linea vocale che ci fa conoscere la voce del gruppo. Chiude una preziosa ‘La malora’, che rimarca l’attitudine strumentale del progetto, affidando alla voce femminile solo dei vocalizzi, sostenuti e portati in alto dalla sessione ritmica, per un finale epico e teso. Album e progetto per amanti del progressive, della sperimentazione, della Musica capace di esprimere qualcosa di autentico e quindi di generare Arte.
Tracklist
1. L’Acconto 1:09
2. Arenicola 5:38
3. Speziale 0:33
4. Metaxu 4:21
5. Il Tramonto dell’Occidente si Avvicina 1:50
6. Lievito Madre (PT. I-V) 12:57
7. Buone Parole 1:37
8 .E Mele Fradicie 2:12
9. Margherita Legge Umberto G. 5:01
10. La Rivolta dei Servi 2:28
11. La Malabestia Di Calafato 3:21
12. Vince 1:08
13. Il Cuore si Stanca anche Lui 3:16
14. La Malora 4:45
Lineup
Paolo “SKE” Botta – Keyboards
Andrea “Mitzi” Dal Santo – Vocals
Dario Magri – Drums
Fabio Malizia – Bass
Matteo Serenelli – Guitar