Deriva – Liquido Senso
Il 22/09/2025, di Nicola Neso.
Gruppo: Deriva
Titolo Album: Liquido senso
Genere: Alternative Metal, Hardcore, Punk, Thrash Metal
Durata: 36 min.
Etichetta: DIY- Autoproduzione
I Deriva sono una band piacentina che si definisce (probabilmente l’unica) appartenente al genere “whatcore”. Che tradotto suona più o meno come un mix di punk-hardcore, post hardcore, alt metal, thrash. Attivi sulla scena dal 2020, e nati da un’intuizione del cantante e songwriter Zanna e del chitarrista e producer Libo, gli emiliani hanno all’attivo tre EP, un LP (‘Catrame Acido’) e uno split con la band hardcore pavese Trauma. Nel corso di questi cinque anni hanno integrato la line-up con un nuovo bassista, Mazzo, e un nuovo batterista, Ciuz, e hanno attraversato l’Europa un paio di volte (l’ultima quest’estate) in tour. Ma non solo: quest’ultimo LP autoprodotto, ‘Liquido Senso’, segna in qualche modo una svolta nel loro modo di scrivere e comporre musica. Le tematiche sono quelle care a Zanna e compagni: l’isolamento dell’individuo nonostante l’iperconnessione che caratterizza il nostro tempo, l’incapacità di stabilire relazioni profonde, l’esaltazione delle aspettative e della performance caratteristiche del sistema capitalista di sfruttamento, la perdita del contatto con la realtà, l’oppressione della città di cemento, della tecnologia, di un futuro nebuloso e incerto. La ricerca è quella, appunto, di un “liquido senso che possa trasportarci di nuovo, naturalmente, verso e dentro gli altri” per salvare il poco che resta di una “umanità che si sta sgretolando e trascina i suoi frammenti in un buco nero”. È proprio di questo che si tratta: anche la narrazione musicale dei Deriva si fa più fluida, meno nevrotica, meno urlata. Le canzoni si dilatano rispetto ai lavori precedenti, si fanno più lunghe e complesse, più articolate e più dense, avvolgenti. In una parola, più mature. L’intro strumentale (‘Come pioggia sul vetro’) sfiora quasi metriche doom e prepara un terreno malinconico per ‘Fiumi di Coscienza’, che invece si apre serrata e rabbiosa in un urlo contro il senso di sconfitta. Sulla title-track vale la pena spendere qualche parola in più. È un punto di rottura: riporta inizialmente a ritmi più lenti e macchinosi, decisamente fuori dallo standard della band, soprattutto dato che stiamo parlando di un gruppo (prevalentemente) hardcore che mette assieme sei minuti di traccia, accompagnati dal sorprendente cantato pulito di Zanna e dagli ipnotici giri di chitarra delle strofe che si trasformano presto in accessi dai toni decisamente thrash, per dei cambi di ritmo notevoli, fino alla conclusione furiosa in cui la band rientra nel proprio terreno d’origine. Decisamente di stampo thrash anche ‘Kronosaurus’, che pesca a piene mani dalla scuola fine anni Ottanta e inizio Novanta. ‘Onde’, invece, sorprenderà i fan di più vecchia data della band: malinconica, a tratti musicalmente ammiccante, trascinante, lontana dalla furia cieca di molti vecchi pezzi dei Deriva, vicina a certi Litfiba di album notevolissimi quali ‘Terremoto’ (nonostante molti metallari storcano il naso, per chi scrive è un gran bel complimento), ad esempio, a cui le sonorità di questa ‘Onde’ alludono. Pezzo interessantissimo anche ‘Il Dono della Tempesta’, alternanza tra intermezzi quasi post-metal e melodici e, di nuovo, sprazzi thrash. Decisamente più accattivante l’attacco di ‘…Alle Cascate’, traccia sospesa tra echi di Sepultura, cantato nevrotico, parentesi di synth quasi spaziale, breakdown violenti ben sostenuti da basso e batteria che picchiano col groove, e una chiusura drone. Gran bel pezzo, forse il migliore del lotto, sicuramente il più pazzo. Il tupa-tupa di ‘Volubilis (rinascere dalla tua apatia)’ richiama ancora una volta Cavalera e soci, arricchendo la composizione con spirali di chitarra che si rincorrono e introducono la traccia conclusiva ‘Fior di Loto’, che ritorna sensibilmente a qualche giro grunge, non mancando di spiazzare anch’essa con testi parlati e strizzate d’occhio a sonorità più in generale grunge-rock tipiche del panorama anni Novanta, appunto.
Questo ‘Liquido Senso’ si rivela insomma un gran bel disco, sicuramente spiazzante, probabilmente più complesso di quel che sembra ad un primo ascolto, certamente meritevole di approfondimento per essere apprezzato ancor più, soprattutto per il fatto che, come già detto, segna un punto di rottura nello stile della band piacentina. I Deriva sono famosi per i loro live energici: sarà interessante capire come Zanna e soci integreranno questa nuova forma “liquida” nel loro show. Ciò che è sicuro per ora è che la band ha fatto un salto di qualità, non fosse che per il fatto che ha avuto il coraggio di sperimentare e affrancarsi dall’etichetta di genere (senza rinunciare a una propria identità anche e soprattutto tematica, il che non è banale perché consente di mantenere altresì una conseguente coerenza musicale seppur nella sperimentazione) e, anzi, inventandosene una. E pare più che sufficiente per guadagnarsi una promozione a pieni voti su tutta la linea.
Tracklist
- Come pioggia sul vetro
- Fiumi di coscienza
- Liquido senso
- Kronosaurus
- Onde
- Il dono della tempesta
- …Alle cascate
- Volubilis (Rinascere dalla tua apatia)
- Fior di loto
Lineup
Zanna- Voce
Libo- Chitarra
Mazzo- Basso
Ciuz- Batteria