Coroner – Dissonance Theory

Il 17/10/2025, di .

Gruppo: Coroner

Titolo Album: Dissonance Theory

Genere:

Durata: 47:23 min.

Etichetta: Century Media Records

Distributore: Sony Music

95

C’è una sensazione che un po’ tutti noi, nel mondo del metal e del rock in generale, abbiamo vissuto. È quella dell’attesa spasmodica delle reunion di una particolare band: appena ciò si avvera (sempre più spesso, negli ultimi tempi) scatta immediatamente l’annuncio dell’album di comeback, e subito tutti a sperare di poter abbeverarsi al nuovo Santo Graal. Ecco, il ciclo di sensazioni è poi completato dalla reazione al disco in questione: potrà esaltare (non per forza oggettivamente ma almeno soggettivamente) oppure potrà lasciarci con quell’amaro in bocca in stile “ma non era meglio lasciar perdere?”. Oggettivamente, la bilancia tra esaltazione e delusione pende statisticamente dal lato di quest’ultima: provo a fare due esempi positivi dal piglio universale come i Deep Purple nel 1984 e i Mercyful Fate nel 1993, cui aggiungo il “soggettivo” ‘Surgical Steel’ dei Carcass, per me degnissimo ritorno, per tanti altri di mia conoscenza disco noioso e con sin troppa carne al fuoco.
Ecco, tornando alla materia in oggetto, la mia perseveranza sotto il sole di luglio per vedere i Coroner al Return of the Gods bolognese mi faceva ben sperare sul lato dove l’ago della proverbiale bilancia avrebbe potuto pendere, e il combo svizzero aveva tutte le carte in regola per non tradire le mie aspettative – anche a giudicare da quel set eccellente. Così è andata: ‘Dissonance Theory’ non è solo il mio disco dell’anno, è anche un fulgido esempio della schiatta di eletti di cui sopra, quelli che non vi rifilano una sola al netto dei trentadue anni di attesa.
Chiaro, le parole di Vetterli ai nostri microfoni mettono molto l’accento sul lavoro certosino svolto e sulla grande selettività che ha caratterizzato la fase compositiva, a scapito magari del rispetto di tempi o cose simili – ma non certo a scapito del risultato finale, che è quello che conta.
Se sulle prime l’incedere dell’opener ‘Consequence’ può sembrare “a testa bassa” e voler giocare acriticamente la carta dell’assalto frontale, il trio riesce invece a piazzare non una, ma ben due variazioni che hanno il merito di renderla incalzante come non mai. La band gira incredibilmente compatta, e Vetterli si conferma la macchina da riff per cui era arcinoto nel giro del technical thrash metal, ben supportato dal fido Broder e dal nuovo innesto Rapacchietti. Il tutto con un piglio futurista e “freddo” che rappresenta un sicuro ponte con ‘Grin’, lì dove ci eravamo salutati a tempo indeterminato, e che ci offre sin da ora lo spaccato di un lavoro credibile e in grado di competere ad armi pari con la blasonata eredità di cui porta il nome.
Ecco, se dovessi doverosamente collocare ‘Dissonance Theory’ in uno dei tanti filoni della produzione storica a firma Royce/Baron/Marquis probabilmente citerei la fase ‘No More Color’ / ‘Mental Vortex’, con però la postilla sempre valida per cui si tratta di un gruppo che guarda avanti, non indietro, con una chiara eredità che si fa marchio di fabbrica, ma che non indulge pesantemente sulle scelte del presente e del futuro. Su ‘Sacrificial Lamb’ emerge sì qualche passaggio tagliente nello stile dei Fear Factory – ma gli svizzeri sono ovviamente rta i protodepositari di quella formula, anche prima della svolta “industrial” di ‘Grin’ – cui fa da contraltare una coda che ricorda un po’ i Testament di ‘The Gathering’. Ecco, mi risulta fortemente difficile citare un brano più che un altro, perché… credetemi, la qualità è elevatissima in ogni traccia qui presente.
Potrei soffermarmi sulla bellezza di ‘Transparent Eye’ e sulla malinconia di ‘Trinity’ – che ci ricorda in qualche modo i Voivod di epoca Chewy – ma farei torto ai due singoli ‘Renewal’ e ‘Symmetry’, entrambi caratterizzati da una furia iconoclasta che si fa fredda geometria appena la matrice technical thrash metal dei Nostri prende il sopravvento, con il rifferama serrato della seconda che non può ricordare i trascorsi di Vetterli in terra teutonica (conoscete ‘Shadowland’ dei Kreator? La mano è quella, seppur per pochi istanti). Per i più golosi, poi c’è sempre la furia infernale rappresentata da ‘The Law’, oppure – all’opposto – la conclusiva strumentale ‘Prolonging’, un viaggio seppur breve tra kraut rock e prog settantiano europeo (alla Focus, per intenderci, con tanto di hammond) in un finale di album che fa sobbalzare ma che in fondo ti aspetti, da questi visionari.
In ultimo, lasciatemelo sottolineare: il lavoro di questo fantastico chitarrista un tempo noto come Tommy T. Baron è incomparabile, e la ciliegina sulla torta su ‘Dissonance Theory’ sono proprio i suoi assoli, tra i migliori mai ascoltati sui solchi della band. Che dire… ora come non mai, bentornati Coroner!

Tracklist

01. Oxymoron
02. Consequence
03. Sacrificial Lamb
04. Crisium Bound
05. Symmetry
06. The Law
07. Transparent Eye
08. Trinity
09. Renewal
10. Prolonging

Lineup

Tommy Vetterli: guitars
Ron Broder: vocals, bass
Diego Rapacchietti: drums