Heaven Shall Burn – Heimat

Il 25/10/2025, di .

Gruppo: Heaven Shall Burn

Titolo Album: Heimat

Genere: , , ,

Durata: 00:51:00 min.

Etichetta: Century Media

75

Passano cinque anni ed ecco che gli Heaven Shall Burn tornano sul mercato. Lungi da noi a volerne fare una questione di routine, ma è difficile non notare come il tempo tra un disco e l’altro si stia allungando di uscita in uscita: da 2 anni a disco (puntuali come metronomi fino a ‘Veto’) siamo passati a tre, poi quattro e adesso cinque… speriamo il prossimo di non doverlo sentire nel 2031! Facezie a parte, è interessante vedere questo tempo in cosa è stato speso. L’ultimo lavoro della band della Turingia, ‘Of Truth & Sacrifice’, stupiva per la scelta di aver pubblicato un doppio album… stupiva sì, ma anche a tratti stancava, perché oggettivamente il lavoro si poneva sicuramente come buono, ma forse appunto un po’ troppo lungo. Più di novanta minuti di musica intensa come quella degli HSB sono gestibili solo da chi è avvezzo a certe sonorità e da fan sfegatati… la band deve averlo compreso e quindi aveva inserito qui e la alcune variazioni e forzature (influssi elettronici e brani da 8 minuti non certo frequenti nella discografia del gruppo) che a nostro avviso appunto impastavano un po’ l’ascolto, diminuendo a conti fatti quella che è da sempre la caratteristica base del gruppo: l’impatto.

E l’impatto torna nelle note di ‘Heimat’, torna eccome. Il disco è sicuramente più corto e quindi in una durata che praticamente è la metà riemerge la possibilità di picchiare un po’ di più: alcune canzoni (‘My Revocation Of Compliance’, ’Ten Days in May’) abbracciano addirittura la cieca furia di album come “Deaf To Our Prayers”; e in generale si sente in questi solchi un rimescolamento dei generi di riferimento, con una predominanza qui verso il metalcore e il melodeath rispetto alla componente death/trash. Il risultato è quindi una miscela magari meno ricca ma con un numero più elevato di ottani, cosa che tutto sommato ci fa anche piacere. Rimangono comunque sempre presenti le caratteristiche oramai da tempo inglobate dal gruppo… l’aspetto epico ed evocativo è presente nella coppia intro/outtro ‘Ad Arma’/’Inter Arma’ cosi come in un breve volo strumentale centrale; l’approccio feroce ed emozionale si accompagna ancora ai passaggi più “core” (‘War s The Father Of All’) e infine anche la scelta (presente da sempre) di inserire nella tracklist una cover di qualche gruppo amico viene puntualmente riproposta, stavolta con la cover di “Numbered Days” dei Killswitch Engage, alla quale partecipa pure il cantante della band originale, Jess Leach.

Possiamo dire che “Heimat” si una album dai due volti: da un lato segna un ritorno a coordinate più rassicuranti e classiche rispetto alla diversità e agli spigoli di “Of Truth & Sacrifice”; dall’altro però approfitta di questo ritorno a una struttura più nota per mischiare le carte in gioco e proporci una mano dagli equilibri un po’ modificati, seppure usando sempre le stesse carte. Alla fine, di esperienza Weichert, Bischoff ne hanno tanta, ed è rassicurante vedere come comunque ogni lavoro risulti a modo suo sempre sensato e perfettamente in linea con quanto si sceglie di proporre. Di sicuro gli HSB non sono una band da riproporsi sempre uguali a se stessi, quindi i tempi in cui dovranno grattare il fondo del barile della creatività sembrano essere lontani. Molto lontani…

Tracklist

01. Ad Arma
02. War Is The Father Of All
03. My Revocation Of Compliance
04. Confounder
05. Empowerment
06. A Whisper From Above
07. Imminence
08. Those Left Behind
09. Ten Days In May
10. Numbered Days (feat. Jesse Leach of Killswitch Engage)
11. Dora
12. A Silent Guard
13. Inter Arma

Lineup

Marcus Bischoff: Vocals
Maik Weichert: Guitar
Alexander Dietz: Guitar
Eric Bischoff: Bass
Christian Bass: Drums