Arjen Anthony Lucassen – Songs No One Will Hear
Il 01/11/2025, di Dario Cattaneo.
Gruppo: Ayreon
Titolo Album: Songs That No One Will Hear
Genere: Progressive Metal, Progressive Rock
Durata: 46 min.
Etichetta: InsideOut
“Ci meritiamo l’estizione”. “Asteroide, pensaci tu”. Cazzate e relative variazioni sul tema le leggiamo tutti i giorni su social sotto le notizie più controverse ma, per una volta, cerchiamo di immaginarci che sia vero. Cerchiamo di visualizzarci uno scenario in cui il maligno sasso spaziale venga identificato con qualche mese (esattamente cinque) di anticipo; e non ci siano a disposizione simpatici missili atomici o eroici Bruce Willis a salvare il culo all’umanità a poche ore dal disastro. Immaginiamoci che la notizia trapeli, non più nascosta dai soliti Stati padroni che vogliono evitare anarchia e sciacallaggio; e che il peso del concetto che il mondo abbia una data di scadenza così vicina si abbatta sui popoli, sulla gente normale. Che succederebbe?
Ognuno di voi lettori potrà provare a dare una risposta che chi scrive non saprà mai; ma chi ha voluto farci sapere come la pensa al riguardo e l’ha fatto addirittura con un disco è il buon Arjen Lucassen, che approfitta di questo apocalittico scenario e delle sue sconvolgenti implicazioni per forgiare un nuovo lavoro avulso dalla saga Ayreon, e pubblicato quindi sotto il proprio nome di battesimo.
Esatto, ‘Songs No One Will Hear’ parla proprio di questo: di un meteorite destinato ad annientare la terra in poco più di un centinaio di giorni, e di come l’umanità reagirebbe a questa cupa prospettiva. Un concept ammettiamolo che è già stato proposto soprattutto in ambito cinematografico, ma che l’allampanato artista olandese riesce come sempre a (ri)proporci in maniera non banale. Perché se dall’introduzione a questa recensione ci eravamo immaginati qualcosa di cupo, epico, magniloquente o apocalittico, ecco che ci siamo sbagliati di grosso. E’ infatti un’umanità molto meno corale e unita quella che ci presenta Lucassen in questi solchi. Non ci racconta di popoli interi che si tengono per mano all’ombra del cupolone o del colonnato, o degli sforzi dei potenti per evitare tutto ciò… questa manciata di canzoni ci presentano invece quadri di realtà molto più vicine a noi e alla nostra esperienza. Storie di gente comune, come la coppia in attesa di una bambina che affronta lo scorrere delle lancette con la consapevolezza di non conoscere mai la propria creatura, e la rassegnazione di dover vivere questi ultimi mesi con solo l’immaginazione di come sarebbe potuto essere se fosse nata. Uno scenario triste e commovente, che però poi magari lascia immediatamente la scena ad un brano rockeggiante e stralunato come ‘Dr. Slumber’s Blue Bus’, dove viene invece descritto il party vagamente in stile hippie di persone che decidono di attendere la fine nel luogo dell’impatto, dando il via a giorni e giorni di festa senza fine. Come possiamo immaginarci, la vena umoristica ma anche fortemente critica di Arjen non risparmia complottisti e teorici della cospirazione, e quindi possiamo anche godere delle atmosfere rockettare di ‘Goddamn Conspiracy’, uno dei brani più frizzanti e divertenti del lotto. Ognuno di questi otto passaggi – dall’iniziale ‘The Clock Ticks Down’ che da il via al countdown fino alla suite finale ‘Our Final Song’ – vive quindi di umori, sensazioni, paure e speranze diverse, risultando in un album che fa della varietà il suo vero filamento principale di DNA. DNA che in questo caso è quello vero e proprio dell’artista il cui nome trovate sul monicker, giacchè qui dentro è Arjen stesso ad occuparsi di tutto: dalla totalità degli strumenti alla maggioranza delle parti cantate. Certo, non esiste disco di Lucassen senza un certo numero di ospiti, e anche qui ce ne sono (Marcela Bovio, Floor Jansen, Robert Soeterboek, per citarne alcuni) ma come abbiamo detto sopra, qui siamo in presenza di un lavoro molto meno corale e più intimo rispetto quello cui possiamo esserci abituati con i lavori firmati Ayreon.
Come finirà per la terra e l’umanità non sta a noi spiegarvelo, e ci rendiamo conto ora che vi abbiamo parlato delle singole canzoni anche meno di quanto ci eravamo prefissati di fare… ma alla fine, come il lavoro nelle nostre mani risulta unico e peculiare, ci piace che lo sia anche questo scritto. Abbiamo preferito raccontarvelo mediante le sue differenze e il suo approccio a un tema sicuramente totalizzante; se queste parole vi hanno intrigato ascoltate l’album: lo farà sicuramente ancora di più.
Tracklist
01. The Clock Ticks Down
02. Goddamn Conspiracy
03. The Universe Has Other Plans
04. Shaggathon
05. We’ll never Know
06. Dr. Slumber Blue Bus
07. Just Not Today
08. Our Final Song
Lineup
Arjen Anthony Lucassen: All Intruments and Vocals.
Guest:
Marcela Bovio: vocals
Robert Soeterboek: vocals
Floor Janes: vocals
Patty Gurdy: vocals
Mike Mills: Narrations