Sowulo – NIHT

Il 02/11/2025, di .

Gruppo: Sowulo

Titolo Album: NIHT

Genere:

Durata: 50 min.

Etichetta: Season of Mist

64

C’è qualcosa di profondamente rituale nell’ascoltare NIHT, il nuovo lavoro di Sowulo. Il progetto guidato dal polistrumentista olandese Faber Horbach ci porta, questa volta, in una discesa negli abissi dell’anima, abbandonando la luce per abbracciare la notte. Ma non si tratta di un buio distruttivo: è il regno del subconscio, della trasformazione e della rinascita.
Registrato in seguito alla perdita del padre e del patrigno, NIHT è un album che trasuda lutto, catarsi e guarigione. I tredici brani che compongono la tracklist si muovono come capitoli di un rito antico: corni, tamburi sciamanici, archi, voci gutturali e la splendida voce femminile di Micky Huijsmans disegnano paesaggi che evocano boschi avvolti nella nebbia e fuochi rituali sotto il cielo stellato.
La produzione è ricca, stratificata, ma lascia sempre spazio al respiro degli strumenti storici: Carnyx, Nyckelharpa, Tagelharpa, arpa celtica e percussioni tradizionali. Il singolo ‘Āsteorfan’ (morire) è un’apertura perfetta sul concept del disco: meditativa, solenne, ma capace di scuotere l’ascoltatore. ‘Mōnaþblōd’ è forse il brano più sorprendente, con il suo inaspettato tocco elettronico che crea un contrasto affascinante con l’impianto acustico.
Uno dei momenti più intensi arriva con ‘Miċele Steorran’, in cui la voce di Huijsmans aggiunge un tocco etereo, quasi mistico. Ma il vertice emotivo è ‘Carnyx’: un pezzo costruito attorno all’omonimo strumento a fiato celtico, il cui suono squillante e quasi disumano riesce ancora oggi a trasmettere la sensazione di un richiamo di guerra lanciato attraverso le valli. È un brano che non si limita a raccontare la Storia: la fa rivivere.
Con una durata di 50 minuti, NIHT non è un album da consumare in fretta. È un viaggio che richiede attenzione e predisposizione. Il suo vero potere emerge di notte, in solitudine, quando ci si lascia guidare dalla musica in uno stato di trance.
Un’opera che parla di perdita, ma anche di guarigione, che invita l’ascoltatore a guardare oltre il velo e ad abbracciare il mistero.

Tracklist

1. Niwe Mōna (1:03)

2. Seolfren Sicol (3:43)

3. Āsteorfan (4:00)

4. Sōl ond Māni (5:24)

5. Full Mōna (4:18)

6. Miċele Steorran (4:33)

7. Mōnaþblōd (4:12)

8. Nihtēagan (4:04)

9. Carnyx (3:46)

10. Eald Mōna (5:22)

11. Swefnian (4:14)

12. Heolstor Sċeadu (4:04)

13. Genihtian (1:35)

Lineup

Faber Horbach – Voce, Nyckelharpa, Carnyx, Irish bouzouki, Percussioni, Synths & VST
Micky Huijsmans – Voce
Chloe Bakker – Celtic triplett harp
Maria Angeles Chaparro Fuentes – Viola
Rikke Linssen – Violino
Heleen de Jonge – Cello
Tessa van Genderen – Carnyx, Corni
Bart van den Brink – Taglharpa
Tim Elfring – Percussioni