Avatar – Don’t Go In The Forest

Il 10/11/2025, di .

Gruppo: Avatar

Titolo Album: Don’t Go In The Forest

Genere: ,

Durata: 47:23 min.

Etichetta: Black Waltz Records

73

Visti con curiosità dal vivo lo scorso 13 luglio allo Stadio Euganeo di Padova, in apertura agli Iron Maiden, pur non dispiacendomi per nulla gli Avatar hanno regalato uno show a più facce, come da genere proposto: ci sono stati momenti più tirati, altri più danzerecci, più melodici, e via dicendo. E nonostante, tirando le somme, lo show sia potuto piacere a tratti, ovvero a seconda della sfumatura/canzone proposta, una cosa è stata trasmessa senza alcun dubbio: la band sa divertirsi, complice sicuramente la presenza scenica pagliaccesca del frontman/mascotte Eckerström, capace di attirare su di sé tutte le attenzioni. Attenzioni che oggigiorno giungono in primis grazie alla copertina di questa decima prova in studio ove Eckerström, a metà tra IT ed Eric Draven, a discapito del titolo, o forse proprio a causa di quello, invita noi, “povere” vittime con l’impermeabile giallo, ad addentrarci nella foresta. Ed è così che ha inizio la tracklist, con una ‘Tonight We Must Be Warriors’ che, nel suo essere un monito, non ha l’appiglio che un’opener dovrebbe avere, apparendo personalmente un mid tempo che sarebbe potuto finire in un disco di vent’anni fa dei My Chemical Romance: certo, l’assolo di chitarra (da 02:35 a 03:09) è notevole, ma diciamo che il precedente ‘Dance Devil Dance’ (recensione QUI) inizia meglio. Poco male, perchè la rabbia groove di ‘In The Airwaves’ spazza via quanto ascoltato in precedenza, prima che il Metal piratesco della cadenzata ‘Captain Goat’ dimostri quanto ogni brano vada per conto suo, diverso nel sottogenere da quello precedente e successivo. D’altronde questo abbiamo imparato negli anni dai cinque svedesi, non a caso la successiva titletrack naviga tra strofe gothic e ritornelli catchy a sfiorare il glam, mentre ‘Death And Glitz’ abbraccia soluzioni care ai Lord Of The Lost, caratteristiche danzerecce incluse. Torna la furia con ‘Abduction Song’, “sorella” di ‘In The Airwaves’ a toccare lidi death Metal (ma rispetto al secondo pezzo della tracklist, qui si tende più al black), ed all’opposto ‘Howling At The Waves’ sorprende (nuovamente) l’ascolto nell’essere la ballad del disco. La tetra ‘Dead And Gone And Back Again’ personalmente si candida a miglior brano del lotto per quel suo essere camaleontica, abbracciando un pò tutte le caratteristiche degli Avatar, dall’Heavy Metal a sperimentazioni varie (come le chitarre funky nelle strofe) e ritornelli sing along dal sentore gothic (questo, forse, il genere loro più appropriato, ma chi siamo noi per giudicare). ‘Take This Heart And Burn It’ sembra proseguire quel sentore rabbioso presente soprattutto nella seconda metà del brano precedente, ma regalando alle mie orecchie poca sostanza, mentre più sperimentale si rivela la conclusiva ‘Magic Lantern’, tra un mood riscontrato nel personalmente apprezzato ‘Load’ (1996) dei Metallica e quelle ritmiche, nonchè chitarre, ribassate, che assieme ad una voce pulita non possono che richiamare l’Ozzy Osbourne solista. In conclusione, ‘Don’t Go In The Forest’ è l’ennesimo disco dove gli Avatar dimostrano tutta la loro versatilità, dove ogni pezzo sembra andare per conto suo, rimescolando durante l’ascolto le carte in tavola, confondendo forse, ma con piglio e classe. Vorranno piacere a tutti, o forse vorranno fregarsene di tutti, suonando quello che più gli va: sono affari loro. L’importante è quello che trasmettono quando è ora di dimostrare quanto si vale, ovvero sul palco, e loro oltre a saperlo fare, come già scritto sanno anche divertirsi. E voi, sapete ancora divertirvi?

Tracklist

01. Tonight We Must Be Warriors
02. In The Airwaves
03. Captain Goat
04. Don’t Go In The Forest
05. Death And Glitz
06. Abduction Song
07. Howling At The Waves
08. Dead And Gone And Back Again
09. Take This Heart And Burn It
10. Magic Lantern

Lineup

Johannes Michael Gustaf Eckerström: vocals
Jonas Kungen Jarlsby: guitars
Tim Öhrström: guitars, backing vocals
Henrik Sandelin: bass, backing vocals
John Alfredsson: drums