Revocation – New Gods, New Masters

Il 12/11/2025, di .

Gruppo: Revocation

Titolo Album: New Gods, New Masters

Genere:

Durata: 44 min.

Etichetta: Metal Blade Records

78

Vent’anni di carriera e non sentirli. I Revocation tornano con il loro nono album, New Gods, New Masters, guidati dall’instancabile Dave Davidson, fondatore, cantante e chitarrista. I quattro di Boston ci consegnano nove brani potenti, oscuri e intellettualmente feroci, che mettono il dito nella piaga dei nostri tempi.
Prodotto da Davidson stesso e affidato alle sapienti mani di Jens Bogren per mix e master (The Haunted, Spiritbox), New Gods, New Masters è un disco che si muove tra il death metal tecnico e un songwriting ambizioso, che non teme di sperimentare. Basterebbe citare le collaborazioni per capire il peso di questo lavoro: Jonny Davy (Job for a Cowboy) scatena l’inferno su ‘Cronenberged’, Travis Ryan (Cattle Decapitation) vomita la sua furia su ‘Confines of Infinity’, e Luc Lemay dei Gorguts porta la sua voce brutale e tormentata sulla conclusiva ‘Buried Epoch’. Ciliegina sulla torta, l’assolo di Gilad Hekselman – chitarrista jazz di fama mondiale – che trasforma ‘The All Seeing’ in un’esperienza straniante e contorta, un ponte tra mondi apparentemente lontani.
L’album affronta i temi più inquietanti della modernità: intelligenza artificiale, dipendenza dalla tecnologia, sperimentazione animale, il rischio di un’umanità che si consegna alle nuove divinità fatte di circuiti e algoritmi. Davidson, da sempre affascinato dal lato oscuro della scienza e della filosofia, suona come un profeta apocalittico: “Siamo di fronte a una marcia lenta verso una distopia tecnologica… o forse all’annientamento della nostra specie.”
Musicalmente, New Gods, New Masters è un viaggio che alterna stacchi brutali e assalti frontali a momenti di respiro melodico, con chitarre soliste che flirtano con il prog e il jazz senza mai perdere l’urgenza estrema che è marchio di fabbrica dei Revocation. Il titolo stesso dell’album, ‘Nuovi Dei, Nuovi Padroni’, ci costringe a riflettere sul bisogno atavico dell’uomo di venerare qualcosa, vecchio o nuovo che sia.
La conclusiva ‘Buried Epoch’ chiude il cerchio in maniera epica, sette minuti e mezzo in cui le chitarre tessono atmosfere dense prima di esplodere in una furia controllata, come a ricordarci che, nonostante tutto, i Revocation non hanno mai ceduto un briciolo della loro potenza.
A vent’anni dal debutto con Empire of the Obscene, i Revocation dimostrano ancora una volta di essere una delle band più importanti della scena death metal contemporanea. New Gods, New Masters è un album necessario, feroce, suonato con maestria e con una visione chiara. Se si parla di death metal moderno, bisogna parlare di loro.

Tracklist

  1. New Gods, New Masters
  2. Sarcophagi of the Soul
  3. Confines of Infinity
  4. Dystopian Vermin
  5. Despiritualized
  6. The All Seeing
  7. Data Corpse
  8. Cronenberged
  9. Buried Epoch

Lineup

Dave Davidson: Voce, Chitarra
Ash Pearson: Batteria
Harry Lannon: Chitarra
Alex Weber: Basso