Klogr – Reborn

Il 25/11/2025, di .

Gruppo: Klogr

Titolo Album: Reborn

Genere:

Durata: 62:26 min.

Etichetta: Zeta Factory Studio

73

Instancabili, questi Klogr. Fedeli alla classica etica del ciclo tour/album/tour che li vede attualmente impegnati in giro per l’Europa con Katatonia ed Evergrey, non sono certo attaccati a quegli adagi della contemporaneità che impongono la creazione continua di contenuti per allargare la fanbase e amenità simili.
La fanbase loro la costruiscono sudando su quelle quattro assi, come si faceva una volta, ma anche tirando fuori dal proverbiale cilindro una release come questo ‘Reborn’, che apprendo essere una raccolta di brani storici riregistrati e riarrangiati. Una sensazione di “rinascita”, che passa attraverso la scelta di pubblicare questo doppio album ma anche attraverso un nuovo singolo realizzato con un ospite molto speciale come Art Cruz.
Ora, personalmente è da poco tempo che ho iniziato ad approfondire i Klogr, quindi posso mettermi nei panni del tipico ascoltatore che trarrebbe beneficio da una simile operazione, quello che magari ha familiarità con lo stile recente di Rusty e soci e può rileggere attraverso quelle lenti stilistiche i pezzi più vecchi. Una differenza che non posso apprezzare con ‘Guinea Pigs’, l’unica traccia che conoscevo già in quanto collocata a fine tracklist del loro recente ‘Fractured Realities Live 2024’ e quindi già passata in qualche modo attraverso le lenti del restyling di cui sopra; tuttavia, l’operazione ha una portata vasta, data la presenza di ben quindici tracce selezionate per l’occasione.
Chiaro, il perno dell’album è ‘Bleeding’, che si avvale della già citata collaborazione con Art Cruz dei Lamb of God dietro le pelli; ho comunque scovato qua e là episodi degni di attenzione, come le suggestioni simil-Prong dell’opener ‘Guilty and Proud’ o l’interessantissima ‘Vultures Feast’, in cui affiorano quelle suggestioni alt rock che fanno parte integrante del DNA dei Klogr. Per non parlare di ‘Hell of Income’, che insegue le sonorità dei primi Korn mutuate attraverso un impianto armonico chiaramente “europeo”, creando un’alchimia molto particolare; o ancora il riffing roccioso di ‘Something’s in the Air’, quasi alla Deftones. E a proposito di gruppi a loro modo storici, non posso non segnalare ‘Zero Tolerance’, breve divertissement nello stile dei System of a Down, come da incedere di ordinanza – anche se nel leggere il titolo non ho potuto fare a meno di pensare ai Death o ai Type O Negative, deformazione anagrafica!
Certo, il tutto va riletto a fronte della presenza di episodi di presa non immediata, come ‘King of Unknown’ o ‘Green Stars’, in cui il rischio dietro l’angolo è un po’ quello dell’appiattimento della formula sonora, non sempre varia e accattivante. Lo stesso destino che sembra aleggiare su ‘The Wall of Illusion’ o su ‘Draw Closer’, in cui però il lavoro di cesello (e di lead guitar!) risolleva decisamente le sorti delle singole tracce. Dipende dal riarrangiamento o magari dalla materia ostica già in origine? Questo magari è in grado di dirlo chi segue la band da più tempo, laddove posso esprimere – come ho fatto – una preferenza su quei pezzi che suscitano maggiori amarcord di un certo sound, aiutandoci a capire anche le origini degli autori dell’acclamato ‘Fractured Realities’.
In definitiva, un album consigliato a chi abbia voglia di scavare a fondo fino alle radici di una formula fortunata e ben congegnata qual è quella dei Klogr…

Tracklist

01. Guilty and Proud
02. White Eyes
03. Bleeding (feat. Art Cruz)
04. Vultures Feast
05. Drag You Back
06. King of Unknown
07. Green Stars
08. Guinea Pigs
09. Hell of Income
10. The Wall of Illusion
11. Something’s in the Air
12. Draw Closer
13. Pride Before the Fall
14. Zero Tolerance
15. Value of Sin

Lineup

Rusty: vocals, guitars
Criez: guitars, backing vocals
Fil: drums
Pivo: bass