Emortualis – La fine di tutte le cose

Il 29/11/2025, di .

Gruppo: Emortualis

Titolo Album: La fine di tutte le cose

Genere:

Durata: 29:39 min.

Etichetta: The Spew Records

Distributore: Punishment 18 Records

76

Nel proliferare di uscite discografiche precedute da altrettanti comunicati annuncianti deal discografici con successive condivisioni di artwork e singoli estratti, il rischio è che resti ben poco da memorizzare per il malcapitato scribacchino. Invece, nel caso degli Emortualis sono stato positivamente colpito da quei due o tre fattori che hanno tenuto la band sulla cosidetta “lista delle cose da approfondire” per un po’ di tempo, fino a ora.
In primis, mi aveva colpito quell’iconografia rosso sangue che lasciava presagire una passione per le atmosfere “alla vecchia maniera” (tra l’altro, si sono riformati relativamente di recente, dopo un primo periodo di attività che risale a trentacinque anni fa); poi, l’ascolto di un estratto da ‘La fine di tutte le cose’ aveva confermato una certa rozzezza di fondo, che mi avrebbe permesso di non dover affrontare posizioni eccessivamente “concettuali” da ascoltatore: se si tratta di gore, che gore sia.
Scherzi a parte, il sound del quintetto sembra porsi esattamente come baluardo contro l’appiattimento tipico di certe produzioni moderne e – benché potremmo interpretare determinate scelte anche alla luce di un budget limitato – mette dinanzi all’ascoltatore un approccio per quanto possibile artigianale che passa anche attraverso la scelta di assoli reminiscenti della cara, vecchia scuola di Stoccolma (vedi ‘La vera rivoluzione’), senza fronzoli né pretese di alcun tipo, per non parlare del basso che si fa ora pulsante ora distorto, a seconda delle esigenze.
Un punto a favore di questa formula è il cantato in italiano, che se da un lato offre quel grattugioso tocco crust che non fa mai male, dall’altro rimarca ancor più quell’intento orrifico che abbiamo potuto rilevare spesso e volentieri in altri gruppi affini, come i Nerocapra. Non che poi titoli come ‘Viscere dall’oltretomba’, ‘La parte oscura’ o ‘Sangue nero’ lascino spazio a interpretazioni troppo ampie, anche se il rischio dietro l’angolo è quello di prendersi troppo sul serio, cosa che la band immagino non faccia – o almeno questo penso a livello istintivo.
Se la già citata ‘La parte oscura’ è un esempio di come l’assalto al tupatupa lascia spazio a momenti atmosferici spesso creati efficacemente con effetti semplici o con uno stop repentino, sono probabilmente ‘Cani con la rabbia’ e ‘Maledetto’ i due estratti più efficaci: il primo, costruito com’è su un oscuro arpeggio di chitarra e su un incedere cadenzato, il secondo ben congegnato e snodato tra atmosfere a volte antitetiche, tra il classico rimando ai Cripple Bastards della prima parte e un intento corale sul finale che ricorda le fredde alchimie di certi Fear Factory – per non parlare del riffing essenziale, un must per richiamare Cazares e soci.
In definitiva, non posso che confermare di essere dinanzi a un lavoro di sicuro interesse per i palati più propensi all’orrore classico in musica, con un gusto per la grattugia vocale e strumentale che non scada eccessivamente nel grand guignol di atmosfera – l’unica concessione al quale sono i cori femminili disseminati qua e là. Emortualis, una bella scoperta! Con un monicker così, poi…

Tracklist

01. Intro
02. La vera rivoluzione
03. Viscere dall’oltretomba
04. La parte oscura
05. Cani con la rabbia
06. Maledetto
07. Sangue nero
08. La fine di tutte le cose

Lineup

Angelo Di Paolo: rhythm guitar
Andrea Sempi: lead guitar
Fabrizio Cereda: drums
Michele Cesari: bass
Luca Palmieri: vocals