Mary Was a Machine – Damnatio Memoriae
Il 04/12/2025, di Gianfranco Monese.
Gruppo: Mary Was a Machine
Titolo Album: Damnatio Memoriae
Genere: Alternative Metal
Durata: 32:12 min.
Etichetta: Autoproduzione
Giunge al debutto su disco il sestetto italiano Mary Was a Machine, band alternative Metal con tendenze verso il Metalcore. Prodotto da Jarno Bellasio presso i Theorem Studio, il concept di ‘Damnatio Memoriae’, a detta del gruppo, “parla della memoria emotiva e di ciò che rimane dopo il dolore”. E’ sicuramente un disco dove cattiveria, buona volontà e soprattutto convinzione nei propri mezzi non mancano: ne è subito un esempio ‘Confession’, dove decise sono le vocals di Belleri (che all’esordio sa già il fatto suo, sia nelle parti pulite così come negli scream) e solida è la base su cui poggia il sound dei bresciani, data dalle tre chitarre di Damioli, Bogarelli e Cristini, abili ad infarcire ogni brano con tessiture continue, sia a supporto della voce, che per la buona riuscita generale. E’ il caso anche di ‘Thorns’, in cui vari sono i passaggi chitarristici, funzionali pure in chiave solista, mentre la canzone passa dal Metalcore dei While She Sleeps all’alternative/progressive Metal degli Skyharbor. ‘Wide Awake’ si sposta leggermente su lidi alternative cari agli odierni Korn, mentre in ‘About You, About Me’ ancora più catchy sono le soluzioni sia strumentali (notevole, in questo caso, il supporto non invasivo dell’elettronica) che i ritornelli, i quali resteranno in testa dopo un paio di ascolti. Malinconia ed intimità descrivono ‘April’s Days’, mite nelle strofe, rabbiosa e convincente nei ritornelli. E se in ‘Alien’ la proposta viene estremizzata con una furia data in primis da Belleri, la titletrack sembra volerti entrare dentro con quel suo lato quasi paranoico. Altrettanto si può dire della conclusiva, simil progressive (nonché canzone più lunga del lotto, con i suoi sei minuti abbondanti) ‘Fare Thee Well’, grazie ad un Belleri (nuovamente) sugli scudi, il quale prima sussurra e poi da in escandescenza, e ad un ponte strumentale nostalgico nonché pratico per raggiungere le battute finali. In conclusione, ‘Damnatio Memoriae’ è sicuramente un debutto più che convincente per i Mary Was a Machine, capaci di abbinare rabbia a malinconia, con un pizzico di riflessione, il tutto unendo generi che sanno essere piacioni ed accessibili quando serve, senza disdegnare estro e virtù. Come già scritto, ciò che colpisce di più è il lavoro certosino delle tre chitarre, oltre ad una voce davvero potente: se questo è appena l’inizio, direi che i presupposti per ritagliarsi un notevole spazio in futuro ci sono tutti.
Tracklist
01. The Darkest The Picture, The Brighter The Negative
02. Confession
03. Thorns
04. Wide Awake
05. About You, About Me (feat. Crosslane)
06. Springtime Awakens Everywhere
07. April’s Days
08. Alien
09. Damnatio Memoriae (feat. Stead)
10. Fare Thee Well
Lineup
Hakem Belleri: vocals
Daniel Damioli: guitar
Davide Bogarelli: guitar
Claudio Cristini: guitar
Carlo Ruperto: bass
Nicolas Helzle: drums