Dawn Of A Dark Age – Ver Sacrum

Il 13/12/2025, di .

Gruppo: Dawn Of A Dark Age

Titolo Album: Ver Sacrum

Genere: ,

Durata: 40:20 min.

Etichetta: My Kingdom Music

85

Parto da ciò che, secondo me, è il Black Metal: il genere che, all’interno della musica dura ed estrema, meglio rappresenta il grido legato alle tradizioni e alla storia “soppressa” di popoli o, più in generale, di culture che sentono il bisogno di dare risalto alla propria voce.
Dawn Of A Dark Age, attraverso il “suo” Black Metal, nelle mille sfaccettature e sottogeneri che lo caratterizzano, unito a elementi Folk e, in alcuni frangenti, anche Jazz, è un progetto che ha come obiettivo principale quello di restituire onore e visibilità a popoli come quello dei Sabini, nel caso di ‘Ver Sacrum’, e dei Sanniti, spesso messi in secondo piano all’interno dei principali percorsi storici.
Vittorio Sabelli, mastermind del progetto, dopo le precedenti opere ‘La Tavola Osca’ del 2020, ‘Le Forche Caudine’ del 2021 e ‘Transumanza’ del 2023, torna alle origini, ovvero al ‘Ver Sacrum’, riuscendo pienamente nel suo intento. Il tutto avviene grazie all’incredibile capacità di rievocare la storia con una formazione in parte rinnovata, che vede la presenza alla voce di Ignazio Cuga (singer dei sardi Kre’u) e viene completata da Diego Tasciotti alla batteria, capaci di trasmettere al lavoro un’intensità notevole.
La storia narrata si fonde con la musica composta come in pochi altri casi ci è capitato di ascoltare. ‘Il Voto Infranto (L’Ira di Mamerte)’ rappresenta al meglio questo connubio: melodie dai connotati Folk e, in alcuni frangenti, anche orientaleggianti, accelerazioni in puro Black, parti recitate e cantate con grande capacità evocativa da parte del frontman raccontano l’ira del dio Mamerte (Marte), scatenata dalla volontà delle madri di negargli il sacrificio dei primogeniti maschi in cambio di prosperità e benessere, sostituendo quel sangue con quello di un toro individuato come animale totemico dagli stessi Sabini e che ritornerà nel prosieguo del racconto.
‘Il Consiglio degli Anziani (L’Oracolo)’ è senza dubbio il brano più epico del lotto: chitarre primordiali si intrecciano a sonorità più nobili come il clarinetto, strumento di cui Sabelli è maestro, mentre echi e atmosfere a tratti belligeranti accompagnano gli intensi minuti in cui viene narrato l’accordo con il dio, secondo il quale i primogeniti non sarebbero più stati sacrificati, ma obbligati, all’età di venti anni, a lasciare la terra sabina per insediarsi altrove e tramandare la venerazione per Mamerte.
‘Il Rito Della Consacrazione’ racconta proprio questo momento, splendidamente ricostruito in musica: un ritmo lento e accattivante, sorretto da una voce prima quasi oracolare e poi più aggressiva, segna la partenza delle genti con il proprio animale totemico, che ha il compito di fare da tramite con il dio nel cammino iniziato. L’atmosfera di condanna e oppressione è fortemente percepibile ed emoziona non poco, grande merito di Dawn Of A Dark Age.
‘Venti anni dopo – La Nascita della Nazione Sannita’, attraverso momenti più intimi e melodici grazie all’utilizzo di clarinetto e organo, contrapposti a sfuriate Black, racconta la nascita della nuova comunità. Sono attimi in cui la sinfonia diventa coinvolgente e intensa, anticipando la rievocazione presente ne ‘La Tavola Osca’, che ricongiunge il tutto con il primo capitolo del concept pubblicato ormai sei anni fa, chiudendo così il cerchio.
In conclusione, ‘Ver Sacrum’ non è semplicemente un album, ma un vero e proprio viaggio rituale, in grado di fondere Black Metal, Folk e sperimentazione in una narrazione potente ed evocativa. Un’opera intensa, colta e visceralmente autentica, che si impone come uno dei capitoli più riusciti e maturi del progetto.

Tracklist

01. Il Voto Infranto (L’Ira Di Mamerte)
02. Il Consiglio Degli Anziani (L’Oracolo)
03. Il Rito Della Consacrazione
04. Venti Anni Dopo: La Partenza (Nascita Della Nazione Sannita)

Lineup

Vittorio Sabelli: clarinets, bass clarinet, accordion, guitars, bass,organ, piano
Ignazio Cuga: vocals and choirs
Diego ‘Aeternus’ Tasciotti: drums